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Care Socie e cari Soci,

vi scrivo, a nome di tutto il Consiglio di Presidenza della S.I.M.M., per informarvi su alcuni aspetti rilevanti della vita societaria e comunicarvi decisioni ed appuntamenti ad essi collegati.

Siamo consapevoli di come la pandemia abbia talora travolto le nostre vite, sia da un punto di vista professionale che familiare e comunque sociale ed umano. Tra le/ i socie/i della S.I.M.M. vi sono infatti professionisti di tutte le aree d’Italia - comprese quelle maggiormente colpite dal diffondersi della catena di contagio - che sono state/i e/o sono ancora direttamente impegnati come operatori addetti all’assistenza, sia in ambito pubblico che del privato sociale, ed altre/i che sono stati toccate/i nei loro affetti. Anche i più ‘fortunati’ tra noi hanno comunque vissuto un periodo difficile, dal quale stiamo tutti cercando lentamente di uscire.

Studi  epidemiologici e clinici evidenziano ormai come questa pandemia abbia amplificato le vulnerabilità sociali pre-esistenti e quindi abbia colpito anche quelle persone migranti per promuovere e difendere la cui salute esiste la nostra società scientifica.

In questo periodo, soprattutto attraverso il lavoro di rete che la S.I.M.M. ha intrapreso nel Tavolo Immigrazione e Salute – T.I.S. (vedi sua presentazione sul nostro sito: https://www.simmweb.it/997-il-tavolo-immigrazione-e-salute-tis-e-la-sua-carta-d-intenti-uno-strumento-fondamentale-di-advocacy-per-la-salute-dei-migranti-e-un-laboratorio-di-sussidiariet%C3%A0-orizzontale-per-i-diritti-di-tutti), è stata intensificata l’azione di advocacy, con una forte richiesta di coinvolgimento diretto delle Istituzioni imponendo alla agenda governativa una maggiore attenzione ai gruppi più vulnerabili (sia stranieri che italiani) della popolazione (stranieri ospitati nei centri di accoglienza, persone che vivono in insediamenti formali o informali in aree urbane o rurali, senza fissa dimora…), per i quali era ed è più cogente la definizione e la adozione di misure di accoglienza e gestione volte a tutelarli dalla possibile esposizione al contagio (ed anche a tutelare la comunità). Come i fatti di cronaca recente dimostrano, queste dinamiche non possono essere escluse da adeguati ed equi approcci di sanità pubblica. E, ovviamente, incombe sempre intorno a questa situazione il rischio, alimentato da alcuni media, della stigmatizzazione del diverso e dello sdoganamento di azioni (verbali o fisiche) di discriminazione e violenza.

Per quanto riguarda la vita interna della S.I.M.M.,  la pandemia ha prodotto un forzato annullamento del nostro Congresso Nazionale, inizialmente fissato nella seconda metà di maggio ed oggi ricalendarizzato, sempre a Roma, dal 16 al 18 dicembre di quest’anno. Al congresso era  anche collegata la nostra Assemblea generale dei soci con il rinnovo delle cariche societarie: Consiglio di Presidenza, Presidente, Revisori dei Conti. Ci siamo quindi trovati in una situazione di ‘prorogatio de facto’ e abbiamo cercato, sulla base di quanto previsto dalle norme generali che regolano l'associazionismo e specificatamente dai decreti governativi via via emanati, di capire come fosse meglio agire per il bene della S.I.M.M..

Da un punto di vista di obblighi giuridici, siamo oggi nella necessità di sottoporre per l’approvazione all’Assemblea dei Soci i Bilanci della S.I.M.M. (Consuntivo per l’anno 2019 e Preventivo per l’anno 2020) entro la fine di ottobre p.v., dopo averli approvati, come Consiglio di Presidenza, nella seduta del 23 luglio u.s..

In questa prospettiva, abbiamo deciso di fissare l’Assemblea dei Soci (e lo farò formalmente con convocazione ufficiale prima di  20 gg. dalla data di svolgimento, come previsto dall’Art. 8 del nostro Statuto), con modalità telematica (espressamente autorizzata dalle norme straordinarie) nella giornata di sabato 26 settembre 2020 (in prima convocazione alle ore 5:00 e in seconda convocazione alle ore 10.30, prevedendo di concluderla entro le 12.00).

Dopo averne lungamente discusso, abbiamo ritenuto unanimemente che, mentre la modalità telematica si prestasse ad una (oltre che doverosa) accettabile e gestibile espressione di volontà da parte dei soci (il pronunciamento di un assenso o dissenso rispetto a punti molto ben delimitati quali l’approvazione dei Bilanci), quella del rinnovo delle cariche che guideranno la S.I.M.M. nei prossimi 4 anni fosse una questione non affrontabile in modo soddisfacente in tale modalità, ma che meritasse una Assemblea Generale in presenza. Prevedere le elezioni per il rinnovo delle cariche sociali impone  infatti di soddisfare le modalità e i termini previsti per la presentazione delle candidature e soprattutto la possibilità di presentarsi all’Assemblea per esporre le proprie idee ed il proprio programma in un vitale, aperto e democratico momento di rapporto diretto con tutti i soci  - come è sempre stato nei 30 anni di storia della nostra Società.

Nel Consiglio di Presidenza in particolare è maturata anche la convinzione che, per l’invio delle candidature e dei curricula almeno 30 giorni prima dell’Assemblea, con il sostegno esplicito di almeno 5 soci, fosse opportuno non mettere in difficoltà, con tempi troppo compressi, i soci che desiderino candidarsi in questo periodo estivo ancora faticoso o di breve meritato riposo.

A queste valutazioni si è aggiunta la considerazione che sia nostro dovere portare a compimento il Congresso che, su vostro mandato, abbiamo pensato e organizzato: un carico che non sarebbe stato corretto consegnare ad altri a meno di tre mesi dalla sua realizzazione.

Valutando le possibilità in tal senso offerte e garantite dalle normative vigenti, abbiamo quindi deciso di proporvi di effettuare il rinnovo delle cariche, durante il Congresso di dicembre, e precisamente in una Assemblea dei soci, in presenza, nel pomeriggio di giovedì 17 dicembre 2020 (e quindi comunque, all’interno dell’anno solare di scadenza del mandato degli attuali organismi). Per un trasparente atto di condivisione, nell’Assemblea telematica del 26 settembre - cui invitiamo tutte/i caldamente a partecipare - vi chiederemo quindi di esprimervi anche rispetto alla mozione di prorogare esplicitamente il nostro esercizio di Consiglieri di presidenza, Presidente e Revisori dei Conti fino al 17 dicembre p.v..

Speriamo di essere stati sufficientemente chiari ed informativi, ma se vi fosse la necessità di sottoporci domande o esprimere commenti potete scriverci all’indirizzo di posta ‘ Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Un caro saluto e, per chi le potrà fare, buone e riposanti ferie

Maurizio Marceca

 

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In Italia come nel mondo la grave pandemia di Covid-19 ha determinato, oltre a un’emergenza sanitaria senza precedenti, una crisi sociale altrettanto grave che colpisce soprattutto le famiglie più fragili e i loro bambini. Ne deriva l’urgenza e la necessità di prestare particolare attenzione a tutti i minori che in questo periodo hanno dovuto rinunciare alla socialità, allo sport, al gioco all’aria aperta e sono stati costretti a rimodulare il modo di relazionarsi con i propri pari e con la scuola, adattandosi alla didattica on line non sempre in facili situazioni familiari e non tutti purtroppo con le stesse opportunità.
Pensando ai/lle bambini/e e ragazzi/e come titolari di diritti e non solo come “figli/e” o “alunni/e”, emerge la necessità di intraprendere e rafforzare percorsi di alleanza scuola-territorio che diano loro voce, anche in un’ottica multiculturale.
Ad oggi non ci sono indicazioni precise relative al Piano Scuola e, nell’ambito di un’ancora incerta prospettiva e visione sui tempi e modi di ripresa del futuro anno scolastico, la SIMM propone una giornata di saluto o un incontro di fine anno per tutti i bambini e ragazzi che concludono un ciclo scolastico (materna, elementare, media) nel pieno rispetto della tutela sanitaria di alunni e operatori. Un’occasione per vivere un rito di passaggio da una fase all’altra della vita, magari “fermato” in una foto di gruppo che rimarrà per sempre nella storia di questi adulti di domani.

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Quando, dopo l’esplosione dell’epidemia, hanno richiesto medici volontari per far fronte alle esigenze degli ospedali, per un momento ho pensato di lanciarmi. Mi piaceva l’idea di tornare in prima linea, come da giovane medico in Africa, nella Protezione Civile, nel Soccorso Alpino… Per fortuna in me ha presto prevalso il buon senso: che uno psichiatra ultrasessantenne si offrisse per intubare ammalati era davvero troppo, anche per uno specialista in un campo che porta con sé qualche pregiudizio di bizzarria.

Così mi sono accomodato al posto che mi compete, nelle retrovie. E ho scoperto che era un ottimo punto di osservazione per riflettere con relativa calma su quanto stesse accadendo, una calma che i colleghi in prima linea probabilmente non potevano permettersi. Una prima osservazione è stata, in primo luogo, che non c’è stato, e non c’è solo il virus, in Italia. Che le persone continuano ad ammalarsi e a morire soprattutto per altre cause. Che le misure di confinamento personale sono anch’esse un fattore patogeno non da poco. Che fasce rilevanti della popolazione stavano soffrendo più di altre, e tra queste ci sono molti immigrati. E soprattutto che la comunicazione pubblica nel suo complesso non è stata, a mio parere, all’altezza della situazione.

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