GrIS Lazio

La storia del Gruppo Immigrazione e salute della regione Lazio (GrIS Lazio), nasce da lontano, da quando in Italia e a Roma in particolare, la presenza degli immigrati diviene visibile ma dal punto di vista normativo si è ancora scoperti nella tutela dei diritti ed in particolare di quelli sanitari (era il 1995). Abbiamo scelto di raccontare la storia del GrIS Lazio in tre tappe che sono le tappe anche del fenomeno immigratorio in Italia.

  1. La fase dell’esclusione
  2. La fase del mandato istituzionale
  3. La fase dell’accesso

Quali possono essere oggi i nuovi obiettivi condivisi?

  • Il GrIS – Lazio deve essere un luogo di riflessione teorica:
    • sull’evoluzione dei sistemi sanitari nell’economia globalizzata;
    • sul principio di sussidiarietà e sui modelli di welfare;
    • sulla domanda di salute di nuovi “attori”: richiedenti asilo, rifugiati, vittime di tortura, vittime della tratta, ...
  • Il GrIS – Lazio deve essere un luogo d’incontro con i nuovi attori dell’azione sociale.
  • Il GrIS – Lazio deve essere un laboratorio di “modelli assistenziali innovativi”.
  • L’incontro e il confronto tra “pubblico” e “privato sociale” permette la condivisione di un patrimonio comune di “buone pratiche”, lo sviluppo di percorsi comuni di riflessione sulle aree critiche della salute dei migranti e di elaborazione di progetti di cooperazione.
  • Il GrIS – Lazio deve essere un nodo di una rete nazionale.

Oltre 20 anni fa abbiamo fatto una scommessa: lavorare insieme “pubblico” e “privato sociale”. La sfida futura sarà quella di elaborare nuove strategie per sviluppare le reti locali sociosanitarie per garantire a tutti una "salute senza esclusioni".

Scarica l'articolo completo sulla storia del GrIS Lazio

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Anno costituzione: 1995

Referente fino 2016: Filippo Gnolfo
Referente 2017-2020:
Gruppo di lavoro: Paola Capparucci, Anita Carriero, Salvatore Geraci, Filippo Gnolfo, Doriana Leotta.
Gruppi tematici: GrIS rom e sinti; GrIS richiedenti e rifugiati; GrIS sanità pubblica
Contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Regolamento GrIS Lazio

Normativa della Regione Lazio per l'assistenza agli stranieri

Pubblicazioni a cura del GrIS Lazio

Link alla pagina GrIS Lazio vecchio sito

 

Care colleghe e cari colleghi del GrIS Lazio,
vi scrivo con grande tristezza per darvi una notizia che mi riempie di dolore: è morta, nella sua casa a Roma, l’amica e collega Maria Edoarda Trillò. Sono certo di condividere con molti di voi il senso di vuoto, lo spaesamento, l’incredulità e forse la rabbia per questa prematura morte di Maria Edoarda. Ci siamo incontrati quasi 30 anni fa grazie al comune impegno per la salute degli immigrati e poi dei rom e da allora le nostre strade si sono incrociate sempre più spesso condividendo impegno professionale, una visione comune della politica sanitaria e più in genere del significato di Bene Comune ma anche una sincera e profonda amicizia. Maria Edoarda è stata per molti di noi l’esempio della coerenza istituzionale nel lavoro per una salute senza esclusioni, antesignana di una offerta attiva di cure e di prevenzione non teorica ma cercata e vissuta in prima persona, dell’impegno generoso e fiducioso, del credere nel lavoro di rete spesso sperimentando percorsi inaspettati (vedi l’intuizione comune ad un pugno di amici/colleghi di mettersi a lavorare insieme, con le proprie diversità e contraddizioni, in quello che sarebbe diventato il GrIS Lazio) ... Ci ha testimoniato entusiasmo e altruismo ma anche indignazione e decisione, ha coniugato inventiva e concretezza ...
Ti abbracciamo Maria Edoarda con la fierezza di averti scelta, poco meno di un mese fa, come portavoce del nostro GrIS. E continuerai ad esserlo con il ricordo della leggerezza del tuo sorriso e la forza delle tue convinzioni.

Salvatore Geraci

(23 novembre 2016)

Con una Nota del Dipartimento Programmazione Economica e Sociale della Regione Lazio (prot. 152490 DB/08/15 dell'8 agosto 2012), viene esplicitato che tra i "soggetti aventi diritto all’iscrizione obbligatoria sono state ricomprese le cittadine comunitarie madri di minori italiani". Ciò colma una lacuna del Dlgs 30/07 e della nota del Ministero della Salute n. DG RUERI/II/I2712/I.3.b in cui si fa riferimento a madri comunitarie "a carico" di cittadini italiani escludendo di fatto un ambito di criticità importante come le madri di neonati e bambini italiani. Già in sede di Commissione salute della Conferenza delle Regioni è stato approvato il documento elaborato dal tavolo Tecnico Interregionale “Immigrati e Servizi Sanitari” dal titolo “Indicazioni per la corretta applicazione della normativa per l’assistenza sanitaria alla popolazione straniera da parte delle Regioni e Province autonome italiane” che conteneva tale interpretazione. Questo documento è in attesa di approvazione in Conferenza Stato Regioni.

Nota della Regione Lazio sulle madri comunitarie

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