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Il governo italiano sostenga presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio la proposta di India e Sudafrica di esentare dal brevetto i prodotti utilizzati per combattere la pandemia da Covid-19 e in particolare i vaccini

Il Presidente Simm firma la lettera aperta al presidente del Consiglio, Mario Draghi, e ai presidenti di Camera e Senato affinché sostengano a livello europeo la proposta che è sul tavolo dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) da diversi mesi e che chiede la sospensione temporanea del sistema dei brevetti per i prodotti Covid-19 almeno fino a quando non si sarà raggiunta l'immunità mondiale. La proposta, presentata dall'India e dal Sudafrica all'inizio di ottobre, permetterebbe a tutti i paesi del mondo di non considerare alcune delle disposizioni sulla proprietà intellettuale stabilite nell'accordo TRIPS, senza incorrere in sanzioni. Ad oggi oltre 100 paesi hanno accolto o sostenuto la proposta, mentre quasi 400 organizzazioni della società civile in tutto il mondo esortano i governi a sostenere con urgenza la proposta di sospensione temporanea dei brevetti.

Di fronte alla tragedia che ha colpito il mondo è imperativo che tutti gli strumenti di prevenzione, tracciamento e monitoraggio, contenimento e trattamento siano disponibili tempestivamente. È in gioco il diritto alla salute di miliardi di persone.
Chiediamo quindi al governo italiano di sostenere la proposta ed esortiamo la Commissione europea a non ostacolare la sospensione temporanea dei brevetti.

 

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Fin dall'inizio dell’emergenza Covid ci si è trovati a fare fronte ad una serie di problematiche di gestione sanitaria ed operativa delle strutture di accoglienza per persone in condizioni di fragilità sociale, degli ospiti (italiani e stranieri) e degli operatori, con la necessità di dare risposte tempestive di tipo informativo, formativo e sul piano organizzativo.

Questa criticità ha attivato un impegno congiunto delle organizzazioni che fanno parte del Tavolo Asilo Nazionale (TA) e del Tavolo Immigrazione e Salute (TIS), con l’esigenza di coniugare l’esperienza di chi da anni è attivo nell’accoglienza e nella tutela dei diritti di migranti e rifugiati e di chi si occupa della promozione della salute e della cura di queste persone ed in genere della parte più fragile ed invisibile della popolazione. 

Congiuntamente sono state inviate lettere alle Istituzioni per inscrivere nell'agenda della sanità pubblica il tema della salute di coloro che sono presenti in strutture di accoglienza come immigrati, richiedenti asilo, rifugiati, senza dimora italiani e stranieri, vittime di tratta, minori non accompagnati, ma anche coloro che vivono negli insediamenti più o meno spontanei, nei campi rom, nei ghetti o nei palazzi occupati. Per supportare questa richiesta è stato fatto un monitoraggio delle strutture d'accoglienza intorno al periodo di lockdown (aprile - maggio 2020), ripetuto nel mese di ottobre 2020.

Nella prima rilevazione è emersa in particolare la criticità dell'assenza di indicazioni istituzionali, tant'è che le strutture si sono organizzate in una sorta di "fai da te" che ha prodotto una protezione efficace degli ospiti ma ha sensibilmente ridotto la capacità d'accoglienza. La richiesta di un confronto e delle indicazioni nazionali ha fatto si che si attivasse un Tavolo istituzionale presso il Ministero della salute e fossero emanate delle prime Indicazioni ad interim certamente da aggiornare ed integrare.

Il secondo monitoraggio che è stato presentato il 25 febbraio 2021 [qui disponibile il video della presentazione] da una parte sottolinea ancora l'incertezza da parte istituzionale in ambito nazionale ed in particolare locale nel dare indicazioni chiare ed univoche, dall'altra il rischio che ciò possa tradursi in ritardi e lacune di tutela anche nel Piano vaccini escludendo, di fatto, una parte fragile della nostra popolazione.

 

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Le Associazioni aderenti al Tavolo Immigrazione Salute (TIS) hanno scritto al Ministro della Salute Roberto Speranza per proporre soluzioni contro gli ostacoli all’accesso ai vaccini da parte di tanti cittadini italiani e stranieri in condizioni di vulnerabilità, fragilità sociale ed irregolarità amministrativa.

Il TIS ha elencato tra questi le persone, italiane e straniere, senza dimora e coloro che sono accolte in strutture collettive emergenziali o iperaffollate, coloro che sono senza documenti o permesso di soggiorno, i cittadini comunitari in condizione di irregolarità amministrativa, i richiedenti asilo in fase di definizione delle pratiche e gli apolidi, nonché i soggetti socialmente fragili che vivono in insediamenti informali o comunque chi non ha il medico di base ed ha difficoltà di accesso al SSN. Tra questi vi sono anche le centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici straniere in fase di regolarizzazione ed in attesa del permesso di soggiorno, per i quali non sempre è stato dato accesso al Servizio Sanitario Nazionale, pur avendone diritto.

Nella lettera le associazioni presentano al Ministero una serie di raccomandazioni per includere nel piano vaccinale le categorie ad oggi a rischio di esclusione:

- inserire in modo chiaro specifiche modalità di inclusione nel Piano Vaccinale Nazionale a favore dei soggetti socialmente fragili (definendone priorità e procedure);

- prevedere una "flessibilità" amministrativa per agevolare la vaccinazione a chi si trova sul territorio nazionale pur non avendo documenti quali tessera sanitaria, documento di identità o codice fiscale;

- valorizzare il ruolo dell’associazionismo per raggiungere una popolazione spesso invisibile alle istituzioni o "confinata" in strutture collettive, e il coinvolgimento delle comunità di immigrati e di mediatori culturali.

La SIMM e le Associazioni chiedono al Ministro un confronto e il coinvolgimento attivo su questi rilevanti temi, evitando la "solitudine" organizzativa delle varie strutture d'accoglienza, che hanno dovuto spesso definire in proprio percorsi e procedure per un'accoglienza e gestione in sicurezza.

 

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