GrIS Emilia-Romagna

Storia
Il GrIS Emilia-Romagna nasce il 6 marzo 2009 in seguito a un incontro, svoltosi a Bologna alla presenza di Salvatore Geraci, tra operatori delle AUSL regionali e rappresentanti di associazioni di volontariato attive nell'ambito della promozione e tutela del diritto alla salute per gli immigrati.
Oltre alla partecipazione di molti dei presenti alla Consensus Conference della SIMM nel febbraio dello stesso anno, a dare la spinta finale per l'organizzazione del GrIS Emilia-Romagna è stata – in quel periodo – la mobilitazione per la campagna “Noi non segnaliamo”, di cui il GrIS stesso è stato uno dei principali protagonisti a livello regionale.

Obiettivi
Il GrIS Emilia-Romagna condivide gli obiettivi della SIMM, declinandoli a livello regionale; in particolare:

  • promuovere, collegare e coordinare le attività sanitarie in favore degli immigrati;
  • favorire attività volte a incrementare studi e ricerche nel campo della medicina delle migrazioni;
  • costituire un forum per lo scambio di informazioni e metodologie in ambito di immigrazione e salute;
  • patrocinare attività formative nel campo della tutela della salute degli immigrati.

Partecipanti
Al GrIS Emilia-Romagna hanno aderito associazioni di volontariato e del privato sociale che operano a favore della salute degli immigrati e delle persone in condizione di emarginazione sociale, operatori dei servizi socio-sanitari regionali, singoli cittadini.

Portavoce
Dott. Mauro Palazzi e dott.ssa Chiara Bodini

Contatti
Per informazioni e/o per richiedere l'adesione al GrIS Emilia-Romagna scrivere a:
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Incontri e attività
Il GrIS Emilia-Romagna si incontra tre o quattro volte l'anno, in genere presso l'Istituto di Igiene in Via S. Giacomo 12, a Bologna. Le comunicazioni tra i partecipanti vengono mantenute tramite una mailing list dedicata.
Dalla sua creazione, oltre ad aver animato la mobilitazione regionale per la campagna “Noi non segnaliamo”, il GrIS Emilia-Romagna si è fatto promotore di alcune iniziative formative e informative su tematiche relative alla salute delle donne e dei bambini immigrati (Bologna, 17/03/2010) e all'applicazione regionale della normativa per l'assistenza agli immigrati (Bologna, 29/03/2012).
Inoltre, da circa un anno è attivo un gruppo di lavoro che si occupa di circoncisione maschile.
Infine, il GrIS ha funzionato come rete di scambio e circolazione delle informazioni tra le diverse realtà attive nell'ambito immigrazione e salute, a livello sia istituzionale che del privato sociale.

Con la delibera 2099 del 30 dicembre 2013 la Giunta regionale dell'Emilia-Romagna ha stabilito che anche i figli di immigrati senza permesso di soggiorno potranno avere il pediatra di libera scelta, in uniformità con quanto stabilito dall'Accordo Stato-Regioni del dicembre 2012. La scelta del pediatra sarà a tempo determinato, con validità annuale dal momento dell'iscrizione e rinnovabile di anno in anno fino al compimento del 14° anno di età (purché permanga la presenza nel territorio regionale), e sarà attestata attraverso il rilascio di una tessera cartacea. In armonia con quanto già accade per i possessori di tessera STP, le eventuali prescrizioni si applicheranno alle prestazioni sanitarie effettuate esclusivamente nelle strutture sanitarie pubbliche della regione e all'assistenza farmaceutica. La delibera contiene anche una previsione riguardante i cittadini comunitari che, residenti sul territorio regionale, non hanno i requisiti per l'iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale. Per loro vi sarà la possibilità di iscrizione volontaria, dietro pagamento di un contributo valido per l'anno solare, non frazionabile e a decorrenza non retroattiva (in conformità con quanto stabilisce la Circolare n. 5/2000 nella parte relativa all'iscrizione volontaria). La delibera sarà corredata da una Circolare applicativa che preciserà le modalità tecniche operative. L'onere per l'anno 2014 a carico del Servizio Sanitario Regionale, stimato nell'ordine di un milione di Euro, sarà coperto dalle risorse stanziate a garanzia delle prestazioni aggiuntive rispetto ai Livelli Essenziali di Assistenza. A livello operativo, la delibera specifica che i Direttori di Distretto devono garantire l'applicazione del provvedimento, nonché le problematiche relative ai soggetti destinatari, anche con riferimento alla garanzia della soluzione dei casi concreti, e che è loro responsabilità raccordarsi con le Associazioni direttamente coinvolte al fine di valorizzarne il ruolo. Si tratta di un passaggio importante a garanzia dell'applicazione e un utile strumento per chi - sul fronte dei servizi e del privato sociale - vigilerà sulla reale e omogenea attuazione del provvedimento sul territorio regionale.


Infine, a proposito dell'Accordo Stato-Regioni sopra citato (che in Emilia-Romagna non ha ancora trovato piena applicazione), la delibera segnala alcune difficoltà nell’applicazione e riporta che nel luglio 2013 i Direttori generali degli Assessorati alla Sanità delle Regioni hanno condiviso la necessità che il gruppo tecnico della mobilità internazionale, che ha il compito di gestire tutti gli aspetti legati agli scambi di prestazioni e per tale motivo sta affrontando il tema dell’applicazione della Direttiva 2011/24/UE, debba occuparsi anche delle problematiche legate all’applicazione delle regole relative all’assistenza sanitaria agli stranieri dei Paesi UE e agli extracomunitari. Per questo, si specifica che il provvedimento è valido nelle more di quanto sarà oggetto di determinazione a livello nazionale. L'anomala messa in discussione dell'Accordo dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale suscita gravi preoccupazioni, di merito e di metodo: è stato compromesso un passaggio fondamentale verso l'equità nell'accesso alle cure tra immigrati e italiani e nelle diverse regioni del Paese, e sovvertito un lungo e paziente lavoro di concertazione tra le parti svoltosi in sedi legittime e concordate, che in questa fase di incerte e deboli responsabilità politiche sarà difficile far ripartire. La SIMM si riserva di agire in tutte le sedi opportune al fine di ottenere chiarimenti procedurali e garanzie attuative rispetto alle deliberazioni legittimamente approvate, e rinnova il suo impegno a collaborare ad una piena e tempestiva attuazione dell'Accordo.

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In occasione di un incontro pubblico sul tema dell'integrazione, svoltosi a Bologna il 21 settembre scorso, rappresentanti del GrIS-ER hanno incontrato il Ministro Cécile Kyenge consegnandole un documento in cui si sollecita un'azione politica interministeriale volta a rendere operativo l'Accordo Stato-Regioni sulla corretta applicazione della normativa per l'assistenza sanitaria alla popolazione straniera. In particolare, il punto sottolineato è stato quello relativo all'assistenza ai minori nati da genitori non in regola con la normativa sul soggiorno, ai quali ad oggi viene negato - nella maggior parte delle regioni italiane - l'accesso al Pediatra di Libera Scelta. Riconoscendo l'impegno del Ministro su numerose istanze per i diritti degli immigrati, le è stato chiesto di vigilare sul recepimento dell’Accordo da parte di tutte le Regioni con i mezzi legali e amministrativi a disposizione, facendosi al contempo portavoce di tale istanza presso il Ministero della Salute. Inoltre, è stata rinnovata la disponibilità della SIMM e dei GrIS a collaborare a uno stretto monitoraggio sul territorio, provvedendo alla segnalazione di mancate conformità o situazioni anomale. Il Ministro Kyenge ha comunicato che, nell'ambito di incontri attualmente in corso con i diversi ministeri volti a sondare le iniziative per l'integrazione in atto e possibili, discuterà la questione sollevata con il Ministro Lorenzin.

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