GrIS

Il primo gruppo locale di collegamento e rete è nato nel 1995 nel Lazio, sia per condividere conoscenze ed informazioni, sia per ottimizzare percorsi assistenziali, sia per promuovere politiche ed iniziative per "una salute senza esclusione". Alla luce di questa esperienza e a seguito della riforma del Titolo V della Costituzione (2001) e con la competenza "concorrente" delle Regioni e Province Autonome nelle politiche per la salute, la SIMM decide di implementare l'impegno locale favorendo la nascita dei GrIS territoriali. Da allora nascono eperienze diverse unite da un comune impegno per la tutela della salute dei cittadini immigrati.

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STA PER NASCERE ANCHE IN CALABRIA IL GrIS
(GRUPPO IMMIGRAZIONE e SALUTE)

Opera a tutela del diritto alla salute degli immigrati

 

di padre Bruno Mioli (Migrantes Regione Calabria)

 

 

 

L’atto di nascita sarà stilato probabilmente in ottobre, ma questa nuova creatura, che ha già visto la luce da diversi anni in dodici regioni d’Italia, è stata concepita anche in Calabria venerdì scoro, 15 giugno, nel salone della parrocchia S. Agostino per spontanea iniziativa di un gruppo di medici e avvocati di Reggio Calabria, Cosenza e Catanzaro, assieme ad operatori del Centro di Ascolto “Scalabrini”. Ma la prima idea di dar vita a questo gruppo risale all’8 marzo nel convegno promosso a Reggio dal Centro Diocesano Migrantes sul tema: “Coordinamento e collaborazione tra i servizi ecclesiali per gli immigrati”. In quel convegno tra i molteplici interventi è stato particolarmente incisivo quello di una ginecologa la quale con voce vibrante ha presentato il caso  di giovani donne romene in stato di indigenza e non iscritte al Servizio sanitario nazionale, che si presentano al consultorio familiare diocesano per un qualche controllo sul loro stato di gravidanza anche avanzata, controllo che dalle strutture pubbliche viene loro negato, come viene negato in farmacia anche il più elementare farmaco, se non si sborsa l’importo di propria tasca.

Che fare? Si dovrà fatalmente affrontare una maternità rischiosa, a meno che non si riesca a far ricorso a un centro di solidarietà pronto a far opera di buon samaritano? Per dare risposta ha ripreso la parola in sede di convegno uno dei relatori, il dott. Mario Affronti di Palermo, il quale con voce altrettanto vibrante ha premesso che non si deve dare a titolo di carità ciò che è dovuto per giustizia, in nome della legge. Il diritto alla salute c’è per tutti, anche per gli stranieri, qualunque sia la loro condizione giuridica, regolari o irregolari, extracomunitari o comunitari. E a tutelare questo diritto ci pensa proprio il GrIS, il Gruppo Immigrazione e Salute. Certo, il GrIS non è una bacchetta magica, è però una “sentinella vigilante”; o, meglio, è un manipolo di sentinelle, di professionisti in campo sanitario e legale, che fanno conoscere e fanno rispettare la legge, e lo fanno già con intervento tempestivo ed efficace in tante regioni d’Italia; per ora purtroppo non in tutte. Fra le assenti all’appello c’è anche la Calabria. Dovrà continuare così o possono cambiare le cose? Dipende da noi, è stata la risposta.

 

Ma torniamo alla legge: che dice in proposito la normativa italiana in fatto di salute per gli stranieri? Partiamo dal testo di massima autorevolezza, la Costituzione. L’articolo 32 recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti”. E’ quanto ci basta: si parla non del “cittadino italiano” ma “dell’individuo” cioè della persona umana come fonte di diritti fondamentali, inderogabili come quello della salute. Un sacrosanto diritto per tutti, anche se stranieri. Questo dettato costituzionale è stato tradotto in legge ordinaria dal Testo Unico sull’immigrazione del 1998; un testo che, sulla tutela della salute, è molto esplicito e non è stato alterato dalle modifiche e storpiature della successiva legge Bossi-Fini del 2002. All’articolo 34 si prescrive che gli stranieri regolarmente soggiornanti possono e devono iscriversi al Servizio Sanitario Nazionale e godere pertanto di “piena uguaglianza di diritti e doveri rispetto ai cittadini italiani”. Questo per i regolari; ma quale la sorte degli irregolari, dei cosiddetti clandestini? Risponde l’articolo seguente: “Ai cittadini stranieri, presenti sul territorio nazionale, non in regola  con le norme relative all’ingresso e al soggiorno, sono assicurate… le cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o comunque essenziali, ancorché continuative, per malattia ed infortunio e sono estesi i programmi di medicina preventiva a salvaguardia della salute personale e collettiva”. L’articolo prosegue specificando in dettaglio di che si tratta: per l’irregolare è aperto non solo il pronto soccorso, ma l’ambulatorio, l’ospedale, la farmacia come per i cittadini italiani; se non ha risorse, questa prestazione sanitaria non gli viene negata; e non viene fatto “alcun tipo di segnalazione all’autorità”, ossia alla pubblica sicurezza. A questo straniero viene consegnato un tesserino sanitario, denominato STP (Straniero Temporaneamente Presente), rinnovabile ogni sei mesi.

E’ un sistema che, grazie a Dio e alla sensibilità di tanti operatori sanitari, funziona con discreta soddisfazione, benché non sempre ed ovunque. Di qui il ruolo importante di una sentinella vigilante qual è il GrIS, il cui intervento si è reso più provvido e urgente negli ultimi anni, esattamente dal 2007, quando Bulgaria e Romania sono entrate nell’Unione Europea. Che cosa è successo in quell’anno? I Bulgari e i Romeni, allo stesso modo di altri cittadini della ex-area comunista come la Polonia, sono rimasti privi dell’STP, proprio per il fatto di essere cittadini europei; il tesserino STP infatti è stato concepito per i cittadini “extracomunitari”. Una cosa assurda, perché l’ingresso nell’Unione anziché una promozione per tanti è diventato una penalizzazione, a dispetto della legge che estende a tutti la tutela della salute.

E non tratta di fatti sporadici. Gli ultimi dati dicono che gli immigrati romeni in Italia hanno oltrepassato il milione di presenze e molti di loro, soprattutto per il fatto di essere sprovvisti di un lavoro regolare, non possono essere inseriti nel Servizio Sanitario Nazionale. Provvidenzialmente per loro in alcune regioni è stato introdotto altro tesserino sanitario, parallelo all’STP, denominato ENI (Europeo Non Iscritto). E’ questo un nuovo campo di battaglia per il GrIS, impegnato ad estendere a livello nazionale questa provvidenza conforme allo spirito e alla lettera della legge.

Nel citato convegno dell’8 marzo è diventata esplicita la volontà comune di agire, e tempestivamente, perché il GrIS nasca e diventi operante anche il Calabria; si sono pronunciati in favore anche i rappresentanti della Caritas e della Pastorale della salute diocesani, presenti al convegno. In un successivo incontro del 26 marzo a Lamezia Terme questo comune proposito da diocesano è diventato regionale, essendo stato assunto dai Direttori regionali dei due predetti organismi ecclesiali assieme al Direttore regionale della Migrantes. Sia ben inteso che il GrIS è una istituzione laica, fatta di professionisti altamente qualificati; non spetta a realtà ecclesiali prenderne la direzione; entra però nelle loro competenze sollecitare e favorire questa benemerita istituzione, che risponde alle esigenze di una autentica promozione umana.

Decisivo è stato l’incontro del 15 giugno a Reggio, con la presenza dei due massimi esponenti del GrIS, il sopra menzionato dott. Mario Affronti e il dott. Salvatore Geraci di Roma: la trentina di operatori del settore sanitario, giuridico e assistenziale ha concordemente deciso di dare vita al GrIS di Calabria e si guarda al prossimo ottobre come al mese decisivo perché la sua istituzione venga ufficialmente formalizzata.

Storia
Il GrIS Emilia-Romagna nasce il 6 marzo 2009 in seguito a un incontro, svoltosi a Bologna alla presenza di Salvatore Geraci, tra operatori delle AUSL regionali e rappresentanti di associazioni di volontariato attive nell'ambito della promozione e tutela del diritto alla salute per gli immigrati.
Oltre alla partecipazione di molti dei presenti alla Consensus Conference della SIMM nel febbraio dello stesso anno, a dare la spinta finale per l'organizzazione del GrIS Emilia-Romagna è stata – in quel periodo – la mobilitazione per la campagna “Noi non segnaliamo”, di cui il GrIS stesso è stato uno dei principali protagonisti a livello regionale.

Obiettivi
Il GrIS Emilia-Romagna condivide gli obiettivi della SIMM, declinandoli a livello regionale; in particolare:

  • promuovere, collegare e coordinare le attività sanitarie in favore degli immigrati;
  • favorire attività volte a incrementare studi e ricerche nel campo della medicina delle migrazioni;
  • costituire un forum per lo scambio di informazioni e metodologie in ambito di immigrazione e salute;
  • patrocinare attività formative nel campo della tutela della salute degli immigrati.

Partecipanti
Al GrIS Emilia-Romagna hanno aderito associazioni di volontariato e del privato sociale che operano a favore della salute degli immigrati e delle persone in condizione di emarginazione sociale, operatori dei servizi socio-sanitari regionali, singoli cittadini.

Portavoce
Dott. Mauro Palazzi e dott.ssa Chiara Bodini

Contatti
Per informazioni e/o per richiedere l'adesione al GrIS Emilia-Romagna scrivere a:
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Incontri e attività
Il GrIS Emilia-Romagna si incontra tre o quattro volte l'anno, in genere presso l'Istituto di Igiene in Via S. Giacomo 12, a Bologna. Le comunicazioni tra i partecipanti vengono mantenute tramite una mailing list dedicata.
Dalla sua creazione, oltre ad aver animato la mobilitazione regionale per la campagna “Noi non segnaliamo”, il GrIS Emilia-Romagna si è fatto promotore di alcune iniziative formative e informative su tematiche relative alla salute delle donne e dei bambini immigrati (Bologna, 17/03/2010) e all'applicazione regionale della normativa per l'assistenza agli immigrati (Bologna, 29/03/2012).
Inoltre, da circa un anno è attivo un gruppo di lavoro che si occupa di circoncisione maschile.
Infine, il GrIS ha funzionato come rete di scambio e circolazione delle informazioni tra le diverse realtà attive nell'ambito immigrazione e salute, a livello sia istituzionale che del privato sociale.

Il GrIS è nato dalla frequentazione dei suoi componenti alla SIMM ed al Master sull’immigrazione a Roma (MEMP) e dal lungo e articolato lavoro svolto negli anni scorsi con l'"Osservatorio regionale per la salute dei migranti", che rischiava di andare disperso dopo l'abolizione della legge regionale sull'immigrazione conseguente all'insediamento della nuova giunta regionale. In Regione tutta la sanità è pubblica; il privato sociale è presente solo in campo assistenziale. Nella attività svolta in questi anni e nei programmi futuri resta importante il sostegno e il ruolo  dei mediatori. Vi sono realtà diverse nelle varie provincie e in alcune sono attivi protocolli d'intesa fra enti locali e associazioni. C’è inoltre a livello regionale una "rete di cittadinanza" che raccoglie singoli e associazioni impegnati a contrastare le attuali politiche regionali contro l’immigrazione e a diffondere una cultura dei diritti e della inclusione. La tradizione di politiche sull’immigrazione è ricca, in parte vanificata dal nuovo assetto politico regionale. Si cercherà di ripartire “dal basso” (comunità locali, enti locali, provincia, aziende sanitarie) per costruire quella rete che fino a poco tempo fa era rete istituzionale e di impegnarsi in attività di formazione e sensibilizzazione.

 

Il Gris Friuli Venezia Giulia è stato fondato nel 2008.

Portavoce: Guglielmo Pitzalis: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La storia del Gruppo Immigrazione e salute della regione Lazio (GrIS Lazio), nasce da lontano, da quando in Italia e a Roma in particolare, la presenza degli immigrati diviene visibile ma dal punto di vista normativo si è ancora scoperti nella tutela dei diritti ed in particolare di quelli sanitari (era il 1995). Abbiamo scelto di raccontare la storia del GrIS Lazio in tre tappe che sono le tappe anche del fenomeno immigratorio in Italia.

  1. La fase dell’esclusione
  2. La fase del mandato istituzionale
  3. La fase dell’accesso

Quali possono essere oggi i nuovi obiettivi condivisi?

  • Il GrIS – Lazio deve essere un luogo di riflessione teorica:
    • sull’evoluzione dei sistemi sanitari nell’economia globalizzata;
    • sul principio di sussidiarietà e sui modelli di welfare;
    • sulla domanda di salute di nuovi “attori”: richiedenti asilo, rifugiati, vittime di tortura, vittime della tratta, ...
  • Il GrIS – Lazio deve essere un luogo d’incontro con i nuovi attori dell’azione sociale.
  • Il GrIS – Lazio deve essere un laboratorio di “modelli assistenziali innovativi”.
  • L’incontro e il confronto tra “pubblico” e “privato sociale” permette la condivisione di un patrimonio comune di “buone pratiche”, lo sviluppo di percorsi comuni di riflessione sulle aree critiche della salute dei migranti e di elaborazione di progetti di cooperazione.
  • Il GrIS – Lazio deve essere un nodo di una rete nazionale.

Oltre 20 anni fa abbiamo fatto una scommessa: lavorare insieme “pubblico” e “privato sociale”. La sfida futura sarà quella di elaborare nuove strategie per sviluppare le reti locali sociosanitarie per garantire a tutti una "salute senza esclusioni".

Scarica l'articolo completo sulla storia del GrIS Lazio

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Anno costituzione: 1995

Referente fino 2016: Filippo Gnolfo
Referente 2017-2020:
Gruppo di lavoro: Paola Capparucci, Anita Carriero, Salvatore Geraci, Filippo Gnolfo, Doriana Leotta.
Gruppi tematici: GrIS rom e sinti; GrIS richiedenti e rifugiati; GrIS sanità pubblica
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Regolamento GrIS Lazio

Normativa della Regione Lazio per l'assistenza agli stranieri

Pubblicazioni a cura del GrIS Lazio

Link alla pagina GrIS Lazio vecchio sito

 

 

Storia

 

Esiste da tempo a Genova un nucleo di operatori della salute - alcuni di questi soci SIMM - che svolge la propria professione in Liguria e che, in quanto dipendente di una struttura sanitaria pubblica o membro di un’associazione di volontariato, ha avuto esperienza nel campo dell’assistenza sanitaria a cittadini stranieri. Si è costituito un gruppo di lavoro informale i cui componenti, medici e altri professionisti sanitari, mediatori culturali e esponenti di associazioni, si riconoscono nei principi fondamentali del diritto universale alla salute, dell’equità di accesso alle cure, della centralità dei medici di medicina generale e delle strutture sanitarie pubbliche nell’erogazione dell’assistenza, dell’associazionismo fondato sulla laicità e sul volontariato. Abbiamo avuto modo di riferirne in occasione degli incontri nazionali dei GrIS (Roma, 16.09.09; Viterbo, 11.10.12).
Si è inoltre costituito presso l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Genova il Gruppo di lavoro per la Qualità dell’assistenza ai pazienti immigrati [www.omceoge.org – link “Commissioni Ordine”].
Abbiamo ritenuto che la costituzione di un GrIS potesse contribuire a azioni nuove e efficaci per la promozione del diritto alla salute dei migranti sul territorio regionale.
La costituzione del GrIS Liguria è stata formalizzata dal consiglio di Presidenza nel gennaio 2013.

 


Obiettivi

 

Il GrIS Liguria intende operare in conformità con i principi e gli obiettivi contenuti nello Statuto della SIMM e secondo le modalità operative previste dal Regolamento, e in coordinamento con gli altri GrIS regionali, con l’intento di:

  • promuovere la costituzione di una rete di attori nel campo della salute dei migranti, in collaborazione con le amministrazioni pubbliche e con il volontariato, per rendere note iniziative e risorse presenti sul territorio, e condividere informazioni e buone pratiche;
  • promuovere attività di verifica e miglioramento della qualità dell’assistenza ai pazienti stranieri in Liguria, rilevando le criticità e elaborando proposte di intervento;
  • agire in collaborazione con il Servizio Sanitario Regionale e le strutture erogatrici dei servizi sanitari per individuare e attuare percorsi di cura efficaci per i pazienti immigrati, e in generale per affrontare di concerto le problematiche connesse all’assistenza sanitaria ai cittadini stranieri;
  • promuovere azioni di informazione rivolte agli utenti e attività formative per le professioni sanitarie nel campo del diritto alla salute dei migranti, anche in collaborazione con altre società scientifiche e con gli ordini professionali.


Genova,  Marzo 2013

 

Per contatti:
Emilio Di Maria: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il GrIS Lombardia nasce nel 2006. E’ un gruppo di spontanea adesione, non istituzionale di cui fanno parte circa 25 tra associazioni, strutture del privato sociale oltre a numerosi volontari e operatori di strutture sanitarie coinvolti a vario titolo e in varie forme nell’erogazione di servizi sanitari, di sostegno e di orientamento sanitario nei confronti delle persone immigrate indipendentemente dal loro status giuridico.

 

Finalità del GrIS è, in ultima analisi la promozione della salute del cittadino straniero.

 

  • Essere luogo in cui si raccolgono e diffondono capillarmente informazioni in particolare sugli aspetti normativi nazionali e regionali, sulle iniziative intraprese e sugli ambiti assistenziali attivati.
  • Essere luogo di “messa in rete” di competenze e risorse sia di tipo assistenziale, sia formative, sia di tipo organizzativo.
  • Costituire una realtà unitaria che, partendo dall’analisi delle attività svolte, sappia essere propositiva in termini politico – organizzativi individuando le aree critiche nella tutela della salute.
  • Esercitare un’azione di stimolo e di pressione nei confronti degli Enti locali e delle Direzioni delle varie Strutture Pubbliche. Per realizzare quest’ultimo obiettivo in questi anni si è avviata, come GrIS una difficile interlocuzione con la Regione Lombardia.

Dopo uno stimolante convegno del 20 giugno 2014, abbiamo progettato la nascita del Gruppo Immigrazione Salute della Regione Marche che è stato poi ufficializzato, con la sua prima riunione, il 18 dicembre 2014.

Al momento attuale conta circa  40 iscritti, figure professionali attive nel campo della salute e dell'accoglienza dei migranti.

Abbiamo attivato quattro gruppi di lavoro per meglio seguire gli obiettivi che ci siamo proposti e valorizzare le professionalità di ciascuno.

I gruppi di lavoro riguardano quattro aspetti:

  • la salute,
  • la normativa,
  • la comunicazione,
  • la formazione.

 

I nostri incontri, a cadenza mensile, per il momento si stanno svolgendo nei locali che la Caritas di Senigallia gentilmente mette a nostra disposizione.

Questi ci vedono impegnati in una nostra nuova e stimolante iniziativa: con la SIMM stiamo infatti organizzando un corso di formazione di base che offrirà uno spazio dedicato non solo alle figure sanitarie ma anche alla formazione degli amministratori locali sulle tematiche dell'accoglienza.

In cantiere abbiamo vari progetti tra cui, incontri dedicati alle donne migranti sul tema della prevenzione.

Coordinatrice: Margherita Angeletti

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Il 13.01.2009, in seguito ad alcuni precedenti incontri tra le figure che a livello istituzionale e/o di volontariato di occupano degli aspetti sociosanitari dell’immigrazione, si è costituito il GrIS Piemonte.

L’obiettivo del gruppo è favorire la conoscenza e la collaborazione tra quanti si impegnano a vario titolo per assicurare diritto, accesso e fruibilità all’assistenza sanitaria degli immigrati partendo da ciò che unisce e valorizzando l’esperienza di ciascuno. Bisogno tanto più sentito in questo difficile momento politico nel quale resistenza civile, rispetto del codice deontologico, valorizzazione della normativa internazionale sul diritto alla salute devono coesistere nell’attività quotidiana e nella programmazione dell’assistenza

Il tutto nella consapevolezza di avere l'obbligo morale di prevenire e curare le malattie senza distinzione di sesso, eta', classe sociale, livello  di  istruzione, origine, razza, nazionalita', religione, idea politica.

Il GrIS Toscana è attivo dal 2011 e ha svolto, oltre ad interventi informativi, formativi e di lavoro di rete, azioni di advocacy per la tutela del diritto alla salute ed all’assistenza per i migranti, sia a livello di singole aziende sanitarie, che di intero sistema regionale.

E' composto prevalentemente dalle associazioni e cooperative locali che si occupano di assistenza ai migranti, ma anche da operatori sanitari che lavorano nelle aziende sanitari e da alcune istituzioni locali.

Dal 2017, per favorire la partecipazione attiva di realtà dell’intero territorio regionale ed essere più attenti alle situazioni locali, il GrIS Toscana si è proposto di avere delle articolazioni a livello di area vasta, in linea anche con il processo di riordino del sistema sanitario regionale.

   

 

 
 
 
 
 
Anno costituzione: 2011
Referente fino 2016: Giulia Capitani
Referente 2016-2020: Gavino Maciocco
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Regolamento
 

 

Il Gr.I.S. Trentino, Gruppo Immigrazione e Salute,  si è costituito allo scopo di porre in rete operatori del sanitario, del sociale, del privato sociale e del volontariato per rispondere alle esigenze di salute delle persone immigrate e che vivono in condizione di emarginazione sociale.
Dal  2004 il Gruppo è Unità Operativa Territoriale della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni –SIMM- per la Provincia di Trento e ne condivide appieno  gli obiettivi:
a)    promuovere, collegare e coordinare le attività sanitarie in favore degli immigrati in Italia;
b)    favorire attività volte ad incrementare studi e ricerche nel campo della medicina delle migrazioni;
c)    costituire un ‘forum’ per lo scambio, a livello nazionale ed internazionale, di informazioni e metodologie di approccio al paziente immigrato;
d)    patrocinare attività formative nel campo della tutela della salute degli immigrati.

Al Gr.I.S. Trentino hanno aderito istituzioni pubbliche, cooperative del privato sociale, associazioni di immigrati e operatori dei servizi che operano a favore della salute degli immigrati e delle persone in condizione di emarginazione sociale in Trentino.
- Istituzioni pubbliche:
Centro Salute Mentale di Trento; Unità Operativa 1 di Psicologia Clinica di Trento; Servizio Attività Sociali del Comune di Trento;
- Cooperative del privato sociale:
Fondazione Comunità Solidale di Trento - Unità di Strada; Cooperativa Sociale “Punto di Incontro” S.c.ar.l. onlus di Trento; Cooperativa Villa S. Ignazio onlus; AMIC – Associazione di Mediatori Interculturali di Trento; LILA Trentino onlus; Città Aperta Cooperativa  di Mediatori Interculturali di Rovereto;Associazione Auto Mutuo Aiuto (A.M.A.) di Trento; Associazione Casa Accoglienza alla vita Padre Angelo; Centro Astalli;
- Associazioni di immigrati:
Comunità Islamica  del Trentino Alto Adige, Associazione Agorà; Associazione Cristiana Culturale degli Ucraini in Trentino;
- Operatori dei seguenti Servizi:
Consultorio Familiare di Trento; Servizio  Cure domiciliari Distretto di Rovereto; Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia  Ospedale - S. Chiara di Trento.

Obiettivo primo del Gr.I.S. è di facilitare l’interazione tra vari Enti e Servizi, la promozione e l’integrazione di attività rivolte agli immigrati stranieri e alle persone in condizione di emarginazione sociale,  la condivisione delle conoscenze e dell’esperienza maturata nell’operatività e la promozione di attività di studi e ricerche nel campo sanitario a favore di tale fascia di popolazione in Trentino.
Fin dall’inizio ha promosso attività di formazione per  operatori socio-sanitari che lavorano  con la popolazione immigrata, necessaria per affrontare in modo adeguato  e competente le problematiche che gli immigrati pongono.

Nel 1999 è stato fatto un  ciclo di 3 incontri formativi a carattere antropologico, sociale e sanitario.
Il successo dell’iniziativa ha portato a realizzare nel 2001 un Corso di formazione per Operatori Sociali e Sanitari del Settore Immigrazione della Provincia Autonoma di Trento, promosso dalla Provincia Autonoma di Trento. Il corso ha avuto una forte adesione di operatori sia del settore pubblico che del privato sociale.
Nel 2002, sempre in collaborazione con il Servizio Attività Socio-Assistenziali della Provincia Autonoma di Trento,  ha organizzato un secondo Corso rivolto ad  operatori sociali, sanitari, mediatori culturali e  operatori della casa circondariale di Trento sul tema: “LA NUOVA LEGGE SULL’IMMIGRAZIONE: COSA CAMBIA? RIFLESSI IN CAMPO SANITARIO E SOCIO-ASSISTENZIALE”. I tre incontri hanno avuto come filo conduttore la normativa riguardante l’immigrazione, la legge Bossi-Fini, entrata in vigore a settembre 2002.
Nel settembre 2004 ha promosso la 1° Consensus Conference  in Trentino su “UNA RETE PER LA SALUTE DEGLI IMMIGRATI E DELLE PERSONE IN SITUAZIONE DI EMARGINAZIONE SOCIALE”, al fine di sollecitare l’apertura di un tavolo di lavoro tra chi istituzionalmente è preposto ad occuparsi della  salute delle persone immigrate e/o in situazione di emarginazione sociale e quanti si trovano ad operare sul campo.  In tale occasione è stato presentato un protocollo  d’intesa, elaborato dal Gr.I.S., su “LA SALUTE DEGLI IMMIGRATI E PERSONE IN SITUAZIONE DI EMARGINAZIONE SOCIALE”.  Il documento è  stato sottoscritto il 6 ottobre 2005 da  Gr.I.S., Assessorato Provinciale per le Politiche per la Salute, Assessorato Provinciale Politiche Sociali e Assessorato Comunale Politiche Sociali nel corso del I° Convegno Nazionale dei Gr.I.S. “Cadere nella rete”. Il tavolo di lavoro, la cui regia è stata tenuta dall’Assessorato delle Politiche per la Salute, ha visto la presenza e la  sollecitazione del Gr.I.S. fino alla fine della precedente legislatura.
Nell’anno 2006 il Gr.I.S Trentino ha collaborato alla realizzazione del Corso di Formazione rivolto a operatori sociali e sanitari sulle problematiche dell’immigrazione, organizzato dal Centro di Salute Mentale di Trento e dall’Associazione La Panchina.
Nell’anno 2007 il Gr.I.S. Trentino ha organizzato in collaborazione con l’Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia dell’Ospedale S.Chiara, con l’Assessorato Provinciale alle Politiche per la Salute, l’Assessorato Provinciale alle Politiche Sociali, l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Trento e con il Dipartimento di Sociologia dell’Università di Trento un CORSO DI FORMAZIONE PER OPERATORI SOCIO-SANITARI SULLA SALUTE DELLE DONNE IMMIGRATE DAL TITOLO :”RELAZIONI DI CURA E CURA DELLE RELAZIONI” articolato in tre giornate. Il primo incontro riguardava il tema della maternità e dell’interruzione volontaria di gravidanza. Il secondo trattava il tema delle mutilazioni genitali femminili e l’emersione della violenza intrafamiliare. Il terzo incontro ha approfondito il tema della prevenzione in campo sanitario e quello della mediazione culturale nelle strutture sanitarie e sociali.


Nel maggio del 2008 si è costituita l’Associazione Gr.I.S. Trentino che è stata iscritta all’albo delle organizzazioni di volontariato onlus il giorno 1 luglio 2009.
L’Associazione ha sede a Mattarello in Via Pomeranos 112. Il numero di telefono è 340/6916389.
Le coordinate bancarie dell’associazione sono le seguenti :
IT  71  Z   08013    01802  0000503555106.
L’Associazione opera a livello provinciale e si avvale delle seguenti forme di finanziamento: quote associative di singoli e associazioni ,contributi pubblici eventualmente richiesti in occasione di singoli eventi ,donazioni.
Nel 2009 il Gr.I.S. si è impegnato ad aggiornare il Documento d’intesa sulla salute degli immigrati e delle persone senza fissa dimora in Trentino .
Nel 2009 ,per conto del Servizio Politiche Sociali e Abitative della Provincia Autonoma di Trento  ha organizzato un CORSO DI FORMAZIONE PER ASSISTENTI SOCIALI SUL TEMA  “IMMIGRAZIONE E SERVIZIO SOCIALE”.

Presidente: dott.ssa Elisabetta Cescatti
Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia Ospedale S.Chiara Trento  tel.0461/903356

Per informazioni e contatti:
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Attuale sede degli incontri: 2°martedì del mese ore 17 presso Centro di Salute Mentale Via Petrarca 1 Trento

27.10.2008. Nasce il GrIS Veneto. A Mestre, nei locali messi a disposizione dall’Ecoistituto del Veneto Alex Langer, alla presenza del presidente della SIMM, Salvatore Geraci, su iniziativa dei soci Alessandra Cecchetto, Licia Scantamburlo e Marco Baldini, è stato fondato il Gruppo Immigrazione e Salute del Veneto. Circa 25 operatori socio sanitari del settore pubblico, del privato sociale e dell’Università, provenienti da varie parti della regione, hanno deciso di impegnarsi in rete per una reale e diffusa promozione della salute del cittadino immigrato.
Il GrIS, sull’esempio delle varie esperienze italiane, vuole essere un gruppo di spontanea adesione, non istituzionale, a cui sono invitati a partecipare strutture di volontariato, di privato sociale, associazioni di immigrati e strutture pubbliche coinvolte nella erogazione di servizi sanitari, di sostegno e di orientamento sanitario nei confronti di cittadini immigrati indipendentemente del loro status giuridico; possono aderire Enti Pubblici ed Istituzioni che ne condividono le finalità.
Obiettivi condivisi sono:

  • essere un luogo d'informazione in particolare sugli aspetti normativi nazionali e locali, sulle iniziative intraprese e sugli ambiti assistenziali attivati;
  • essere un luogo di 'messa in rete' di competenze e risorse sia di tipo assistenziali sia formative;
  • essere propositivi in termini politico-organizzativi individuando aree critiche ed eventuali percorsi di tutela;

in questo senso avere un'azione di stimolo e di pressione nei confronti degli Enti Locali e delle Direzioni delle varie Strutture Pubbliche.Il GrIS è, di fatto, una Unità Operativa Territoriale della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM). Non legata a schieramenti politici o lobby di potere, essa, in piena libertà ed autonomia, è un valido stimolo, sollecitazione e supporto, con una costante azione di advocacy, alle politiche nazionali e locali perché possano essere attente e sensibili ad una società in continuo cambiamento. E’ il sesto GrIS in Italia dopo quelli del Lazio, Trentino, Sardegna, Sicilia e Lombardia ed a breve si aggiungeranno Bolzano, Piemonte e Friuli Venezia Giulia.


Per informazioni:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Soci di riferimento:

  • Alessandra Cecchetto        Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Licia Scantamburlo            Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Marco Baldini                     Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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