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Con l'aumento dei flussi migratori in Italia si assiste ad un incremento di donne provenienti da Paesi ad alto rischio di pratica delle Mutilazioni Genitali femminili. Oltre a questa forma di violenza le donne in fuga da zone di conflitto e/o per motivi economici, spesso hanno subito violenza psicologica, fisica, sessuale, matrimoni precoci o pratiche discriminatorie e lesive legate all'onore sia prima del viaggio che nel transito o dopo lo sbarco in Italia. Tutte queste forme di violenza sono definite ed incluse nella Convenzione di Istanbul che richiama ogni Stato a prevenire, a proteggere e prendere in carico chi le subisce, nonché a perseguire chi le pratica. Il Governo italiano, attraverso il Dipartimento per le Pari Opportunità, da anni promuove e sostiene diverse azioni di contrasto al fenomeno delle MGF ed altre forme di violenza.

Tra le strategie messe in atto ha incaricato, attraverso un bando pubblico, le associazioni della Società Civile PARSEC, Trama di Terra, il Centro di Riferimento Regionale dell' AO S. Camillo Forlanini e l'Università Bicocca di Milano che da anni lavorano in questo ambito, ad elaborare le linee Guida (ndr: più propriamente sono indicazioni operative) per l'individuazione delle donne sottoposte a MGF o altre pratiche dannose. Il documento è stato pubblicato il 22 dicembre 2017.

L'obiettivo di questo documento consiste nel fornire delle indicazioni agli operatori dei Cpsa (Centri di primo soccorso e accoglienza), Cda (centri di accoglienza) e dei Cara (centri di accoglienza per richiedenti asilo), sul modo in cui ci si debba comportare di fronte a presunte vittime di MGF, matrimoni forzati o altre pratiche dannose, e su come assicurare il loro accesso alla protezione internazionale per ragioni legate alla violenza subita.

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La "Linea guida per il contrasto della tubercolosi tra gli immigrati in Italia, promossa da INMP, ISS e SIMM, è disponibile in bozza per la consultazione pubblica. Il documento, scaricabile a seguito della compilazione di una breve form di registrazione, rimarrà online fino al 27 novembre 2017. Tutti i soggetti interessati potranno contribuire attraverso osservazioni, commenti e proposte di modifica, secondo la procedura di seguito descritta.

Istruzioni per partecipare alla revisione aperta
1. Cliccare su “Scarica la Linea Guida” e compilare la form per il download del documento: si riceveranno sulla casella di posta indicata le credenziali di accesso alla piattaforma INMP.

Modalità per inviare il proprio contributo:
2. Accedere alla piattaforma INMP all’indirizzo http://elearning.inmp.it/fad, utilizzando le credenziali ricevute (si consiglia di utilizzare preferibilmente i browser Chrome o Mozilla Firefox per usufruire di tutte le funzionalità dell’applicazione).
3. Nell’area dedicata alla Linea Guida, cliccare su “Scheda per la revisione aperta della Linea Guida”: si visualizzerà l’ambiente per la raccolta delle osservazioni.
4. Cliccare sul pannello “Inserisci” e compilare la scheda.

Verranno prese in considerazione solo le osservazioni inviate attraverso la piattaforma INMP, mentre non saranno accettate quelle trasmesse direttamente via email. 
La fase di consultazione pubblica avrà una durata di 2 settimane dalla data di pubblicazione del documento e terminerà, quindi, il 27 novembre 2017. I contributi che arriveranno dopo questa data non saranno presi in considerazione.
Verranno prese in esame solo le osservazioni che contengono un chiaro riferimento alla Linea Guida, con l’indicazione della pagina e delle righe del documento, e i riferimenti bibliografici a supporto delle osservazioni stesse.

NOTA BENE: Il panel e gli autori della Linea Guida valuteranno le osservazioni e le proposte di modifica pervenute, e decideranno in autonomia la loro eventuale adozione nella versione finale del documento. Gli autori si riservano il diritto di modificare i contributi ricevuti e ritenuti adeguati, sintetizzandoli e rendendoli omogenei al testo.

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Dopo circa 10 anni dal primo Corso base di Medicina delle Migrazioni (giunto oggi alla XXVI edizione), alla fine degli anni '90 si sentì l'esigenza di avere uno spazio di approfondimento sui temi di salute collegati alle migrazioni, alle disuguaglianze locali e internazionali, ma anche all'emarginazione, alla povertà in Italia e nel mondo: erano i temi della salute globale che entrarono nell'agenda formativa nazionale. L'esperienza sul campo e le prime evidenze scientifiche elaborate dalla Caritas Romana e dall'associazione Fernando Rielo di assistenza e ricerca sanitaria si coniugano con la rete di competenze della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM) e successivamente dell'Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (OISG), proponendo il primo Master in Italia dove "l'intenzione è di voler approfondire quella parte della patologia dove la noxa eziologica è la povertà, la discriminazione, la lesione sociale". Ed è stato subito grande interesse che ha visto diversi professionisti da tutta Italia impegnarsi in questa formazione specifica nel Master che aveva un titolo evocativo sulla "Medicina delle Migrazioni, Emarginazione e Povertà" (MEMP). Sono state realizzate 5 edizioni (allora il Master durava 8 settimane in due anni) e gran parte degli operatori formati sono attualmente attivi proprio nella SIMM o nei Gruppi Immigrazione e salute (GrIS) o comunque hanno utilizzato le competenze acquisite nei loro ambiti lavorativi.
 
Dopo un periodo di pausa per il 2018 si è deciso di riproporre un Executive Master come evoluzione/specializzazione del MEMP, dove le tematiche legate alla povertà sono sostituite dalla riflessione sulla salute globale con uno specifico orientamento all’assistenza ai migranti, richiedenti asilo e rifugiati. Il metodo didattico vuole privilegiare l'acquisizione di capacità che rendano possibile una sistematizzazione delle proprie conoscenze, l’allargamento dei propri orizzonti e una ricaduta operativa nel proprio lavoro. Ad organizzarlo, come le altre edizioni, sono la Caritas di Roma, la Fondazione Idente di Studi e Ricerche di Roma e il Rielo Institute of Integral Development di New York con la collaborazione della SIMM. Avendo ridotto gli argomenti, il corso durerà un anno e si articolerà in 4 moduli, ciascuno di una settimana intensiva (tre a Roma e una a Bologna) che comportano complessivamente 150 ore di frequenza con lezioni frontali, didattica interattiva e visite guidate in strutture impegnate sui temi. Ai corsisti verranno fornite pubblicazioni, articoli e indicazioni bibliografiche che serviranno anche per la produzione di un elaborato finale originale, necessario per l’acquisizione del titolo. 
Il Master è coordinato e pensato da operatori e professionisti con una comprovata esperienza e da nuove generazioni di medici e operatori sanitari con competenze sui temi dei determinati sociali, delle disuguaglianze e dell'immigrazione.
 
 
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