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Nell’ambito della riunione della Rete GrIS Lazio, è stato presentato un programma formativo regionale dedicato agli operatori socio sanitari sull’assistenza sanitaria ai cittadini stranieri. Attraverso tale Programma, “che prevede il coinvolgimento delle dodici Aziende USL del Lazio, la Regione Lazio intende promuovere una diffusa e capillare formazione di base rivolta agli operatori amministrativi, al personale medico, infermieristico ed ostetrico relativamente al tema della salute e dell’assistenza alla popolazione immigrata nei suoi compositi e articolati aspetti, con una analisi sotto il profilo socio-demografico, sanitario, relazionale e normativo-organizzativo, ivi compresa la problematica delle mutilazioni genitali femminili” (ambito specifico da cui proviene la linea di finanziamento che fa seguito a progetti formativi sovraterritoriali sulle mgf). “Al fine di dare piena attuazione al Programma regionale, ogni Azienda USL è tenuta a predisporre un progetto di formazione che rispetti i criteri e le modalità di attuazione dettagliatamente previsti in uno specifico documento” che tiene conto delle recenti indicazioni metodologiche relative alla formazione del personale sul tema della salute delle persone immigrate. Tutto ciò è coerente con l’auspicio del GrIS Lazio che da anni ha richiesto un progetto formativo su base territoriale per dare uniformità di approccio e conoscenza come prerequisito per garantire accessibilità ai servizi e processi di reale prevenzione sanitaria. Il programma, definito dall’Area programmazione dei servizi territoriali e dell’integrazione socio-sanitaria con il fattivo contributo tecnico del Gruppo regionale Immigrazione e salute, entrerà nella fase operativa dal 15 febbraio 2011, data termine per la presentazione dei progetti aziendali. Da parte della Regione e del Gruppo tecnico sarà curata una giornata di formazione dei formatori dell’ambito normativo, per garantire omogeneità di interpretazione e procedure condivise. (SG)


•    Lettera ai Direttori Generali
•    Determinazione Programma regionale formativo e finanziamento
•    Programma regionale e Indicazioni metodologiche

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Medici, pediatri, infermieri ed altri operatori sanitari riunitisi a Chieti proprio nel giorno del 21° anniversario della Convenzione di New York (20 novembre), hanno condiviso dati, esperienze e progetti per la tutela della salute dei bambini stranieri in Italia. La Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, ha voluto sottoscrivere il documento finale di quel lavoro, proprio nella giornata mondiale dei diritti umani (10 dicembre), a sottolineare l’importanze delle proposte fatte. Una delle necessità psichiche fondamentali durante l’età evolutiva è quella della stabilità. I bambini hanno bisogno di sapere di avere un luogo e un tempo sicuri in cui crescere e progettare il proprio futuro. Politiche migratorie che tengano le famiglie in condizioni di precarietà, ad esempio con permessi di soggiorno a cadenza annuale o biennale, che comportano nei bambini un’incertezza anche riguardo alla possibilità di poter continuare il loro percorso scolastico nell’anno successivo, sono potenzialmente assai nocivi sia per la crescita psicologica che per il senso di appartenenza sociale di quelli che saranno gli italiani di domani. Così come lo sono scuole in cui l’inserimento e lo sviluppo di un senso di appartenenza siano ostacolate da norme o risorse (economiche e pedagogiche) non adeguate alle necessità. In particolare tre punti appaiono ormai ineludibili per prospettare le basi di un sereno convivere sociale e per garantire la salute psichica e fisica ai bambini stranieri oggi: accesso alla cittadinanza per coloro che nascono e/o crescono in Italia: abbiamo bisogno di questi nuovi italiani; iscrivere ogni bambino al Servizio sanitario nazionale, indipendentemente dal proprio status giuridico: un pediatra per ogni bambino; estendere il permesso di soggiorno per gravidanza oltre i 6 mesi previsti attualmente: un futuro per ogni mamma. Accanto a queste principali proposte, i medici ed i pediatri italiani, dettano l’agenda per i prossimi governi per una politica sull’immigrazione che metta al centro il bambino e la sua famiglia, reale fondamento della società del domani.

  • 2010: Leggi l’intero documento.
  • 2005: Raccomandazioni II Convegno Nazionale Congiunto
  • 2007: Raccomandazioni III Convegno Nazionale Congiunto
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L’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della Provincia di Bergamo, la Lega italiana per la lotta contro i tumori, la Caritas Diocesana ed oltre una decina di consiglieri comunali avevano proposto alla Giunta Comunale di Bergamo, per un segno di riconoscenza civica, l’Associazione Oikos. Si tratta di una associazione di volontariato che da anni gestisce, in locali messi a disposizione dagli Ospedali Riuniti di Bergamo, un ambulatorio di medicina generale per cittadini non aventi diritto all’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale (tra di essi rientrano buona parte dei cittadini extracomunitari senza permesso di soggiorno, ma anche un certo numero di cittadini UE sprovvisti di copertura sanitaria da parte del proprio paese di origine). La presidente dell’Oikos, socia SIMM, è anche portavoce del GrIS Lombardia. La proposta è stata purtroppo respinta dalla Giunta Comunale che ha accettato il niet imposto dalla Lega e ha ritenuto non meritevole l’attività di Oikos perché rivolta anche ai cittadini stranieri irregolari. Ancora una volta si è persa l’occasione per ridurre un clima di tensioni ed attriti politici e sociali che certamente fa male a tutti, italiani e stranieri! (SG)

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