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Giugno 2016. 22 raccomandazioni per una sanità più equa e per una salute senza esclusioni. Alla conclusione del XIV Congresso Nazionale della SIMM dal titolo “Persone e popoli in movimento. Promuovere dignità, diritti e salute”, sono state pubblicate le Raccomandazioni scaturite dai lavori del Congresso stesso. Andare oltre la tragica 'emergenza'. Chi si occupa di migrazione, e nella fattispecie chi si impegna per tutelare la salute dei migranti attraverso l'assistenza, la ricerca, la formazione e l'advocacy, è restio ad accettare di subire passivamente la contabilità giornaliera dei morti - contabilità che sta vivendo pure in questi giorni un'ennesima tragica impennata (dall’inizio del 2014 quasi 10.000 morti evitabili!) - ed è stanco di veder rappresentare la mobilità umana esclusivamente come un'emergenza incontrollabile. Come è prassi della SIMM, i lavori hanno trovato una sintesi condivisa nelle Raccomandazioni finali del Congresso che hanno una doppia valenza: rivolgere dei messaggi chiari ai decisori e al mondo della salute e della ricerca, ed al contempo 'fare memoria' del proprio percorso di Società scientifica, nell’originalità di una conoscenza tecnico-scientifica che, quando necessario, si fa attivismo per una salute che non abbia esclusioni.


Maggio 2016. Speciale XIV Congresso Nazionale SIMM

Persone e popoli in movimento.
Promuovere dignità, diritti e salute


12 maggio 2016. Maurizio Marceca è il nuovo presidente della SIMM. Eletto a larga maggioranza durante il XIV Congresso Nazionale, Maurizio Marceca è il nuovo presidente della SIMM per il periodo 2016-2020. 51 anni, di Roma, medico e professore associato di Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica presso La Sapienza, Università di Roma, da 25 anni si interessa della salute degli immigrati. Già consigliere nazionale della SIMM dal 2009, è stato coordinatore del Comitato scientifico (2010-2014) e dal 2012 ad oggi è stato Responsabile della Formazione. Faranno parte del nuovo Consiglio di Presidenza: Manila Bonciani, sociologa toscana, Marco Mazzetti, psichiatra di Milano, Chiara Bodini di Bologna, medico specializzata in Malattie Infettive e in Igiene e Medicina Preventiva, Luisa Mondo, epidemiologa di Torino, Alessandro Rinaldi, specializzando in Igiene e Medicina Preventiva, Emanuela Forcella, antropologa di Roma, Maria Edoarda Trillò, pediatra di Roma, Maria Laura Russo, sociologa di Marsala (Tp).

 Presentazioni:


10 maggio 2016. XIV Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni. Con una sessione introduttiva sull’Accordo Stato Regioni e Province Autonome del dicembre 2012 che ha l’obiettivo di dare indicazioni univoche ed omogenee sull’applicazione delle normative per la tutela della salute di cittadini stranieri e comunitari, l’11 maggio all'Arsenale della Pace del Sermig di Torino, si apre il XIV Congresso Nazionale della SIMM dal titolo evocativo “Persone e popoli in movimento. Promuovere dignità, diritti e salute”. Quasi 300 operatori sanitari (58% medici, 10% operatori sociali, 9% infermieri, 9% psicologi …) provenienti da tutta Italia (53% dal Nord, 35% dal Centro e 12% dal Sud) si confronteranno per tre giorni sui temi della salute degli immigrati con particolare attenzione ai richiedenti protezione internazionale ed ai profughi. 12 relazioni e quasi 110 comunicazioni in forma orale o poster (contenute in un “prezioso” libro degli Atti), testimoniano il grande impegno che c’è su questo tema anche se con alcune problemi importanti dal punto di vista istituzionale (disomogenea applicazione delle norme di tutela, incerto sistema d’accoglienza, ostacoli alla fruibilità delle prestazioni, scarsa formazione degli operatori, indicazioni nazionali lacunose, …). Durante il Congresso si rinnoveranno le cariche sociali della SIMM, unica società scientifica in Italia che si occupa in modo esclusivo della salute dei cittadini stranieri, e si approfondirà il rapporto tra servizio pubblico e privato sociale in un’ottica di sussidiarietà, collaborazione e stimolo reciproco.




Maggio 2016. La salute degli immigrati nel Rapporto Osservasalute 2015. Da oltre 10 anni il Rapporto Osservasalute dedica una parte alla salute degli immigrati andando ad analizzare e valutare nel tempo alcuni indicatori adeguatamente scelti e misurati. Abbiamo un quadro autorevole e documentato, confrontabile negli anni, che fornisce elementi di conoscenza e di riflessione. Il Rapporto 2015 non può che affrontare anche il tema degli sbarchi ed in quest’ottica i dati riportati assumono particolare interesse. Nonostante alcune incertezze l’Italia, grazie a una normativa favorevole e a un sistema sanitario universalistico, è riuscita a garantire percorsi di inclusione sanitaria anche in condizioni di grande complessità organizzativa come, ad esempio, è avvenuto per i migranti in transito. I dati sulle malattie infettive riportati, seppure non allineati temporalmente a quanto è accaduto nel 2015, non mostrano trend allarmanti, anzi rassicurano sulla tenuta del sistema rispetto all’impatto di consistenti arrivi di immigrati. Il capitolo 2015 è arricchito di specifiche esperienze di best practice, e consolida quanto già descritto nelle precedenti Edizioni del Rapporto Osservasalute: gli immigrati sono una popolazione che dimostra di avere ancora problemi nell’accesso ordinario ai servizi sanitari, ma che progressivamente tende a utilizzarli, anche se tale utilizzo riguarda soprattutto gli aspetti della cura e meno quelli della prevenzione. In ambito sanitario, inoltre, non si può parlare di immigrati come di una popolazione omogenea, in quanto sia l’accesso che l’occorrenza di specifiche problematiche di salute sono condizionate dall’appartenenza culturale e, più specificatamente, dalla competenza linguistica, dalla condizione sociale e dall’approccio delle persone alla salute e alla malattia. Ci sono, infine, delle differenze geografiche evidenziate da alcuni indicatori, non spiegabili alla luce della sola distribuzione territoriale delle comunità di stranieri, ma legate, soprattutto, all’eterogeneità delle politiche locali di tutela sanitaria e accesso ai servizi. A distanza di 3 anni dall’entrata in vigore dell’Accordo tra Stato e Regioni e Province Autonome (n. 255/2012) contenente indicazioni per la corretta applicazione della normativa sull’assistenza sanitaria alla popolazione straniera, persistono ancora differenze interpretative e ingiustificate disparità di trattamento.



 

Accondo Stato - Regioni e P.A. sulle indicazioni per una corretta applicazione delle normative sanitarie per immigrati

Vai al Dossier  sull'Accordo del 20 dicembre 2012


 

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12 giugno 2016. Uscito il 9° Rapporto sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del gruppo CRC. In occasione del 25° anniversario dalla ratifica della Convezione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, l’8 giugno 2016, il Gruppo CRC ha presentato il 9° Rapporto sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Italia, alla cui redazione hanno contribuito 134 operatori delle 91 associazioni del network tra cui la SIMM. La fotografia delle persone di minore età in questi 25 anni è profondamente cambiata: nel 1991 erano 11.222.308 (il 19,7% della popolazione), il tasso di natalità era di 9,79 % (nati vivi per ogni 1000 residenti), grazie ai 556.000 nuovi nati. Nel 2015, i minorenni sono 10.096.165 (16,6%), il tasso di natalità è sceso a 8 e i nuovi nati hanno toccato il minimo storico dall’Unità d’Italia (solo 488.000 di cui circa 72 mila stranieri - 14,8% del totale). Molti i progressi avvenuti in questi anni, ma le 143 raccomandazioni rivolte alle Istituzioni e contenute nel documento fanno riflettere su come il cammino sia ancora lungo. In particolare per i minori stranieri si raccomanda: al Ministero della Salute, in merito all’attuazione dell’Accordo Stato-Regioni e Province Autonome n. 255 del 20 dicembre 2012, di emanare indicazioni operative al fine di rendere finalmente possibile e uniforme nelle Regioni l’iscrizione al SSR di tutti i minori – indipendentemente dalla loro condizione amministrativa – e, in particolare, dei minori in condizioni di vulnerabilità (STP ed ENI). Si raccomanda, inoltre, l’individuazione di un codice unico di esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria nazionale per i richiedenti protezione internazionale … e al Ministero dell’Interno, al Ministero della Giustizia, al Ministero della Salute e alle Regioni e Province Autonome di dare piena attuazione, anche attraverso specifiche indicazioni operative valide su tutto il territorio nazionale, al Protocollo per l’identificazione e per l’accertamento olistico multidisciplinare dell’età dei minori non accompagnati, approvato dalla Conferenza delle Regioni.


10 giugno 2016. On line un documento del Naga in collaborazione con la SIMM sull’attuale legislazione sanitaria per gli immigrati irregolari. In occasione dell’annuale incontro dei componenti di PICUM (Platform for International Cooperation on UNDOCUMENTED MIGRANTS, a cui la SIMM aderisce) è stato messo on line un utile documento che fa il punto, regione per regione (e Province autonome), dell’applicazione della normativa per l’assistenza sanitaria degli immigrati in condizione di irregolarità giuridica. In allegato al documento i Testi di legge di riferimento in vigore.


25 maggio 2016. Approvato in via definitiva il disegno di legge Delega al Governo per la riforma del Terzo Settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale. Numerose le novità introdotte, dal riordino delle diverse discipline esistenti in un unico Codice del terzo settore, all’istituzione di un registro nazionale unico, all’istituzione di un’unica rappresentanza istituzionale come il Consiglio nazionale. La riforma chiarisce anche i compiti e il ruolo dei Centri di servizio per il volontariato, che dovranno accreditarsi e potranno essere gestiti anche dagli enti del terzo settore, ricevendo un finanziamento stabile tramite risorse regionali. Una delle principali novità riguarda il Servizio Civile Universale, esteso ai giovani stranieri regolarmente residenti in Italia.  Inoltre la riforma ridefinisce le linee generali dell’impresa sociale, che include forme diverse dalle cooperative a mutualità prevalente, ammettendo il concetto di remunerazione del capitale per garantire le finalità sociali perseguite. Novità che permetteranno la coproduzione di beni e servizi tra non profit, pubblica amministrazione e investitori privati. Dubbi e perplessità sulla funzione della Fondazione Italia Sociale che ha la finalità di sostenere attività innovative sul piano sociale condotte dal terzo settore ma anche di compiere investimenti diretti e di costituire partnership, attivando risorse sia dal settore pubblico che dal settore privato. Di fatto, la nuova Fondazione potrebbe utilizzare anche soldi pubblici per finanziare attività private. Al Governo è affidata la delega affinché venga messo a punto lo statuto. Altre criticità – è stato sottolineato - sembrano rappresentate dalla delega troppo ampia concessa al Governo e dalla debolezza dei soggetti e degli strumenti di controllo previsti per il settore. I Decreti Delegati rappresenteranno il vero banco di prova per capire  come  cambierà il Terzo Settore e il welfare con questa Riforma.


Giugno 2016. Corso SIMM – GrIS Marche. Diseguaglianza nelle diseguaglianze. La donna profuga emigrante: aspetti medici, sociali e psicologici (clicca sul testo per andare alla pagina dedicata)


21 maggio 2016. Dal Congresso SIMM di Torino un’attenzione alla “bolla di Ventimiglia”. Sulla frontiera ligure Italia-Francia, precisamente nell’area di Ventimiglia, il giugno 2015 alcuni migranti, bloccati dalla polizia italo-francese perché privi di documenti, decidono di non ritornare indietro, ma di rivendicare la libertà di movimento. Inizia così a prendere vita una realtà che viene definita come “la bolla di Ventimiglia”: un presidio permanente nel quale migranti in transito, migranti che hanno deciso di restare per “aiutare” gli altri migranti e una vasta rete di solidarietà definita “no borders” si impegna ad accogliere e ad assistere i transitanti da un punto di vista logistico, legale e umano. Nelle ultime settimane, con l'arrivo della stagione estiva, il numero di persone presenti sul territorio ricomincia ad aumentare anche a seguito della chiusura della frontiera francese, ma anche, come riferito dall’Anci Liguria durante i lavori della Commissione immigrazione di Anci, per tutti coloro rientranti su Ventimiglia dalla Francia in applicazione del Regolamento Dublino (più di mille persone solo nel mese di aprile). Si è ripresentata forte l'esigenza di un intervento più deciso che possa vedere presenti e attivi sul territorio diversi servizi in aiuto delle persone, compresa la necessità di un presidio sanitario facilmente accessibile e sicuro, che garantisca supporto medico tutelando il diritto (sancito dalla legislazione italiana) degli utenti a non essere segnalati.  L’ultimo Congresso della SIMM è stato occasione di incontro informale per diverse realtà impegnate a vario titolo e/o vicine a quanto sta accadendo a Ventimiglia. Soprattutto grazie alle sollecitazioni emerse dalla Sessione “Migranti forzati e migranti in transito in Europa” si è presentata l’occasione per uno scambio tra alcuni studenti iscritti alla SIMM che hanno avuto modo di visitare e prestare servizio in modo informale presso il presidio ligure, il portavoce del GrIS Liguria e altri medici che esercitano il loro servizio nella Regione Liguria. A questo fruttuoso incontro ha fatto seguito un significativo intervento del GrIS Liguria che ha inviato un puntuale e circostanziato sollecito di attivazione di un presidio sanitario alla Asl di Imperia.


Maggio 2016. Sollecito per il Diritto all'esenzione dalla compartecipazione alla spesa sanitaria dei richiedenti asilo privi di adeguati mezzi di sostentamento o portatori di esigenze particolari.

Maggio 2016. Risposte del Ministero della Salute e de Ministero dell'Interno.


Marzo 2016. La Conferenza delle Regioni approva il Protocollo per il riconoscimento dell’età in minori non accompagnati. Il “Protocollo per l’identificazione e per l’accertamento olistico multidisciplinare dell’età dei minori non accompagnati su identificazione e accertamento età MNA” è stato approvato in Conferenza Stato Regioni il 3 marzo scorso, anche grazie all’impegno del Presidente della Giunta Marche e all’ottimo lavoro sinergico svolto con la Commissione Immigrazione della Conferenza (coordinata dalla dottoressa Bullara). Il Presidente della Conferenza ha inviato il documento al Ministro per gli Affari Regionali chiedendo di avviare l’istruttoria per sancire un Accordo in sede di Conferenza Unificata. Il documento prodotto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri è stato modificato, armonizzandolo ai contenuti del Protocollo prodotto dal Tavolo Interregionale “Immigrazione e servizi sanitari” e, analogamente, è stato trasmesso per l’approvazione in Conferenza Unificata.


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