info@simmweb.it

testata

 

Società

Il diritto all’assistenza

Coordinamento nazionale

Documenti

Primo Piano

• news 2008   • news 2009   • news 2010   • news 2011

• news 2012    • news 2013      • news 2014



Luglio 2014. Infanzia Italia: Gruppo CRC, l’Italia non è un “paese per bambini”. Diffuso il 7° Rapporto su “I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia” a cura del Gruppo CRC con la collaborazione, per la parte dedicata ai bambini stranieri, della SIMM. I problemi dell’adolescenza e dell’infanzia in Italia restano fortemente segnati da un contesto di difficolta economica e povertà, ma la scarsita di servizi sociali ed educativi che supportino i minorenni, fanno pagare loro un prezzo ancora più alto. Nonostante numerose evidenze scientifiche, dalle neuroscienze all'economia dello sviluppo, sottolineino l’importanza delle primissime epoche della vita per lo sviluppo cognitivo, emotivo, sociale e dell'equità dell'individuo, con effetti che durano per tutto il corso della vita, sembra che l’Italia “non sia un Paese per bambini”. Al 1° gennaio 2013 i bambini in età compresa tra gli 0 e i 3 anni in Italia erano 2.171.465 e di questi uno su cinque nasce da almeno un genitore straniero. Ogni anno nascono circa 80.000 bambini con entrambi i genitori stranieri con le donne che hanno un tasso di fecondità doppio rispetto alle donne italiane. Dalla fine del 2012 con un Accordo della Conferenza Stato-Regioni si è stabilito che tutti i minori (0-17 aa), in qualsiasi condizione giuridica presenti in Italia, devono essere tutelati dal punto di vista sanitario nel miglior modo possibile (iscrizione al SSN con un proprio medico di riferimento: pls o mmg). In molte regioni questa norma viene disattesa con forti discriminazioni tra minori.


XIII Congresso SIMM di Agrigento dal 14 al 16 maggio 2014. Oltre 200 operatori sociali e sanitari, medici, infermieri, assistenti sociali e persone interessate al tema della salute degli immigrati provenienti da tutta Italia, 21 relazioni in plenaria, 22 comunicazioni di esperienze territoriali, 66 poster esposti e commentati in due sessioni, oltre 320 gli autori degli studi e ricerche, un ricco volume degli atti di oltre 200 pagine, 5 sessioni scientifiche frequentate e partecipate con domande e dibattito proseguito anche nei momenti di pausa … sono questi i numeri del XIII Congresso della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM) dal titolo esplicativo “Responsabilità ed equità per la salute dei migranti: un impegno da condividere”. Su questo concetto chiave ci si è confrontati tra operatori del servizio pubblico, con il mondo del volontariato e del privato sociale, dell’associazionismo, dell’università e delle istituzioni. Proprio questa è una caratteristica della SIMM, essere un caleidoscopio di esperienze e competenze, avere una “storia meticcia” per appartenenza ma sapersi coagulare su obiettivi comuni e condivisi. Il Congresso ha esaltato in primo luogo l’essere rete, tante diversità intrecciate e collegate tra loro, dal nazionale al locale con i Gruppi Immigrati e salute, i GrIS presenti in 14 Regioni, ma ha anche definito alleanze strategiche in base agli argomenti trattati: con l’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI) in particolare per una specifica attenzione sull’applicazione della normativa e per l’impegno contro le discriminazioni; con il Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Gruppo CRC) ed il Gruppo di Lavoro Nazionale Bambino Immigrato della Società Italiana di Pediatria (GLNBI–SIP) perché investire sui i bambini è garanzia di salute; con l’Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (OISG) perché l’impegno contro le disuguaglianze, la promozione dell’equità in Italia siano arricchite dall’esperienza internazionale e dallo studio e comparazione dei diversi sistemi sanitari. Nei prossimi giorni pubblicheremo le Conclusioni e le Raccomandazioni del Congresso.

 

 

Altri materiali

 


Ad oggi hanno recepito con atto formale l'Accondo Stato - Regioni e P.A. sulle indicazioni per una corretta applicazione delle normative sanitarie per immigrati:


 

Accondo Stato - Regioni e P.A. sulle indicazioni per una corretta applicazione delle normative sanitarie per immigrati

Vai al Dossier  sull'Accordo del 20 dicembre 2012


 

SIMM News

• news 2008   • news 2009   • news 2010   • news 2011

• news 2012    • news 2013      • news 2014


17 Luglio 2014. Sbarchi e non solo. Un articolo pubblicato su saluteinternazionale.info prova a fare il punto sul fenomeno degli sbarchi che tra solidarietà istituzionale, accoglienza spesso improvvisata, pregiudizi diffusi e incerte tutele internazionali sta condizionando il dibattito culturale e politico di questi giorni. Dall’operazione Mare Nostrum al recente Piano Nazionale per l’Accoglienza oggetto una intesa tra Stato, Regioni, Province Autonome e Comuni. Dai pregiudizi diffusi soprattutto in ambito sanitario (l’evocazione dell’arrivo dell’Ebola e del Vaiolo) alla confusione organizzativa per garantire percorsi di tutela della salute. Oggi intanto la Regione Lazio con una nota (n. 413521/2014) informa le Aziende USL sull’ “assistenza sanitaria ai cittadini stranieri destinati al soggiorno temporaneo nel territorio regionale a seguito di sbarchi sulle coste italiane” indicando percorsi validati e procedure essenziali.

Allegato 1 alla nota della Regione Lazio
Allegato 2 alla nota della Regione Lazio


Luglio 2014. Un intervento di promozione della salute per i bambini rom. Il 30 giugno si è concluso il progetto “Integrazione ROM”, finanziato dal Fondo Europeo per l'Integrazione di Cittadini di Paesi Terzi 2007 – 2013. L’obiettivo del progetto è stato quello di assicurare la tutela ai minori rom, sostenere e agevolare l’integrazione scolastica e sociale sul territorio della provincia di Torino (nei comuni di Orbassano, Beinasco, Rivalta, Bruino, e Piossasco). Realizzato dal Consorzio CIdiS (Consorzio Intercomunale di Servizi di Orbassano) e Cooperativa San Donato, in collaborazione con l‘ong COI (Cooperazione Odontoiatrica internazionale) che ha gestito la parte di cura orale e di promozione della salute. COI ha svolto 6 laboratori sanitari di prevenzione e cure emergenziali delle patologie orali, svolte direttamente presso gli insediamenti con la tecnica ART - Atraumatic Restorative Treatment, e 11 laboratori di in-formazione sulla salute orale nelle scuole dei territori coinvolti.


Marzo 2014. Quanto costa l’assistenza sanitaria per gli immigrati? Uno studio della Regione Marche. Quando si parla di spesa sanitaria i decisori e i politici vorrebbero conoscere nel dettaglio quanto costa l’assistenza sanitaria agli immigrati, dimenticando che in generale sui costi sanitari, anche per gli italiani o alcune categorie di italiani (esempio anziani, disabili, oncologici ecc.), vi sono seri problemi di conoscenza.

Inoltre, seppure la specifica questione sia da ritenersi legittima, spesso sottende la domanda “siamo sicuri che l’Italia può permettersi di pagare l’assistenza sanitaria ‘anche’ agli immigrati?”.

La stima dei costi sostenuti per l’assistenza sanitaria agli immigrati può essere effettuata con una metodologia messa a punto negli anni dal gruppo di lavoro nazionale “Salute immigrati” a partire dalle prime valutazioni relative agli anni 2003-2005, pubblicate nel 2008.
 
Indubbiamente il diverso grado di affidabilità dei dati forniti dalle regioni e le diverse modalità di contabilizzazione impiegate dalle stesse, rende possibile effettuare solo delle stime e rende difficile il benchmark. Nella regione Marche, nel quadriennio 2007-2010, la spesa per i ricoveri per gli immigrati regolarmente residenti è intorno al 5% e quella per i ricoveri degli immigrati “irregolari” (per lo più extra-comunitari senza permesso, spesso in condizioni di marginalità sociale e senza possibilità di iscriversi al Ssn) è intorno allo 0,3%. Dati analoghi sono presenti in altre regioni e a livello nazionale. Per gli italiani e per gli immigrati “irregolari” la spesa media per ricovero è costantemente superiore rispetto a quella degli immigrati regolarmente residenti. Se si confrontano le due sottopopolazioni di immigrati, i regolarmente residenti e gli “irregolari”, il “peso” dei ricoveri per questi ultimi è maggiore rispetto a quello degli italiani e può essere addirittura superiore, soprattutto nella classe di età pediatrica (0-14 anni), a quello degli italiani. Questo ultimo dato suggerisce la necessità di una presa in carico da parte del pediatra di base ad evitare il ricorso al ricovero in condizioni di maggiore gravità con conseguenze sulla salute e sui costi. Nell’attuale contesto nazionale in cui la necessità di ottimizzare le risorse è acclarata, fornire le cure di base a chi ne ha bisogno, a partire dai gruppi più vulnerabili, significa anche assumere la responsabilità di operare in termini di efficienza, oltre che contrastare le diseguaglianze, che come noto, hanno ricadute negative su tutta la collettività (PC).


12 febbraio 2014. Ricerca Istat. Cittadini stranieri: condizioni di salute, fattori di rischio, ricorso alle cure e accessibilità dei servizi sanitari. I cittadini stranieri hanno una percezione positiva del proprio stato di salute. E lo sentono tale più degli italiani. Secondo l'Istat, infatti, per "l'87,5% le proprie condizioni di salute sono buone o molto buone a fronte dell'83,5% degli italiani". Nello specifico, a sentirsi in buona salute tra i cittadini dei Paesi Ue sono soprattutto i polacchi (88,4%) e, tra i non comunitari, i cinesi (90,2%), i filippini (90,2%) e gli indiani (88,8%). In fondo alla classifica si trovano gli ucraini (85,8%) e i marocchini (85,2%).  In assenza di disturbi o sintomi vanno dal medico il 57,5% degli stranieri, di più le donne (59,6% contro il 53,9% degli uomini) e i giovani under 14 (62,9%), di meno i cinesi (44,1%). Si rivolgono al pronto soccorso soprattutto tunisini e marocchini, meno i cinesi. Alla guardia medica si recano di più i giovani adulti e chi vive al Mezzogiorno, al consultorio soprattutto le donne tra i 25 e i 34 anni. Il 13,8% degli stranieri (di 14 anni e più) ha difficoltà a spiegare in italiano i disturbi al medico e il 14,9% a comprendere ciò che il medico dice. Lo svantaggio è maggiore per le donne, per gli over 54, per chi ha un titolo di studio basso e per le collettività cinesi, indiane, filippine e marocchine. Il 13% dei cittadini stranieri (di 14 anni e più) ha difficoltà a svolgere le pratiche amministrativo-burocratiche nell'accesso alle prestazioni sanitarie, soprattutto se cinesi o indiani. ... ... L’indagine è stata finanziata dalla Direzione generale della prevenzione del Ministero della salute per favorire la conoscenza, fino ad oggi frammentate e di difficile analisi, su specifici aspetti di fondamentale importanza quali: il legame tra condizioni di salute, stili e qualita della vita degli immigrati; l’accesso alle cure e ai servizi socio-sanitari; le differenze rispetto alla popolazione residente italiana; le difficolta incontrate dagli stranieri residenti nel rapporto con i servizi sanitari. La SIMM ha partecipato nella fase di costruzione delle domande. I dati del report forniscono un quadro sintetico in cui emergono le differenze in salute della popolazione straniera in Italia per paese d’origine. L’analisi può permettere di individuare interventi sempre più appropriati per questi gruppi di popolazione, in modo da favorire l’accesso alle cure e la mediazione culturale, quando necessario.


• news 2008   • news 2009   • news 2010   • news 2011

• news 2012    • news 2013      • news 2014


 

 Stampa pagina