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Torino, 11 - 14 maggio 2016

Sermig - Arsenale della Pace

XIV Congresso Nazionale SIMM

 

Persone e popoli in movimento.
Promuovere dignità, diritti e salute

 


 

 


 

 

 



Maggio 2016. Sollecito per il Diritto all'esenzione dalla compartecipazione alla spesa sanitaria dei richiedenti asilo privi di adeguati mezzi di sostentamento o portatori di esigenze particolari.


Maggio 2016. La salute degli immigrati nel Rapporto Osservasalute 2015. Da oltre 10 anni il Rapporto Osservasalute dedica una parte alla salute degli immigrati andando ad analizzare e valutare nel tempo alcuni indicatori adeguatamente scelti e misurati. Abbiamo un quadro autorevole e documentato, confrontabile negli anni, che fornisce elementi di conoscenza e di riflessione. Il Rapporto 2015 non può che affrontare anche il tema degli sbarchi ed in quest’ottica i dati riportati assumono particolare interesse. Nonostante alcune incertezze l’Italia, grazie a una normativa favorevole e a un sistema sanitario universalistico, è riuscita a garantire percorsi di inclusione sanitaria anche in condizioni di grande complessità organizzativa come, ad esempio, è avvenuto per i migranti in transito. I dati sulle malattie infettive riportati, seppure non allineati temporalmente a quanto è accaduto nel 2015, non mostrano trend allarmanti, anzi rassicurano sulla tenuta del sistema rispetto all’impatto di consistenti arrivi di immigrati. Il capitolo 2015 è arricchito di specifiche esperienze di best practice, e consolida quanto già descritto nelle precedenti Edizioni del Rapporto Osservasalute: gli immigrati sono una popolazione che dimostra di avere ancora problemi nell’accesso ordinario ai servizi sanitari, ma che progressivamente tende a utilizzarli, anche se tale utilizzo riguarda soprattutto gli aspetti della cura e meno quelli della prevenzione. In ambito sanitario, inoltre, non si può parlare di immigrati come di una popolazione omogenea, in quanto sia l’accesso che l’occorrenza di specifiche problematiche di salute sono condizionate dall’appartenenza culturale e, più specificatamente, dalla competenza linguistica, dalla condizione sociale e dall’approccio delle persone alla salute e alla malattia. Ci sono, infine, delle differenze geografiche evidenziate da alcuni indicatori, non spiegabili alla luce della sola distribuzione territoriale delle comunità di stranieri, ma legate, soprattutto, all’eterogeneità delle politiche locali di tutela sanitaria e accesso ai servizi. A distanza di 3 anni dall’entrata in vigore dell’Accordo tra Stato e Regioni e Province Autonome (n. 255/2012) contenente indicazioni per la corretta applicazione della normativa sull’assistenza sanitaria alla popolazione straniera, persistono ancora differenze interpretative e ingiustificate disparità di trattamento.


Marzo 2016. La SIMM in Ecuador firma la Carta di Loja. In occasione del ‘Primer Congreso Ecuatoriano sobre Salud y Migracion’ della ‘Sociedad Ecuatoriana de Salud de la Migracion’ (SESMI), svoltosi a Loja dal 25 al 27 febbraio 2016 con il titolo ”El dolor de un suegno”, una delegazione della SIMM (Affronti, La Placa e Marceca) ha partecipato ai lavori congressuali ed ha attivamente collaborato alla stesura di una Carta di intenti che é integralmente riportata in allegato. La Carta é stata firmata dai Presidenti delle due Società scientifiche, Johanna Montalvo e Mario Affronti. Al Congresso, organizzato dal “Rielo Institute for Integral Development” con il coordinamento di Riccardo Colasanti e svoltosi presso l’UTPL (Universidad Técnica Particular de Loja), hanno partecipato ricercatori ed esperti di salute e migrazione provenienti, oltre che dall’Ecuador e dall’Italia, dalla Bolivia, dall’Argentina, dal Perù, dal Cile e dagli Stati Uniti. L’Ecuador rappresenta, rispetto al fenomeno migratorio, un ‘laboratorio’ di particolare interesse, in quanto è stato ed è tuttora paese di forte emigrazione verso paesi occidentali (tra i primi, USA, Spagna e Italia) ma è anche, al contempo, paese. Una prospettiva di particolare interesse per la SIMM riguarda la possibilità di costruire, nel prossimo futuro, un coordinamento internazionale su ‘salute e migrazione’ (scegliendo tra diverse possibili forme quali quelle di ‘federazione’, di ‘network’, di ‘think tank’ od altra); rispetto a tale prospettiva la delegazione della SIMM ha espresso un orientamento favorevole e una disponibilità a partecipare attivamente al suo processo di definizione. La dimensione internazionale sembra infatti ineludibile come spazio di riflessione condivisa “per aprire nuovi spazi e costruire traiettorie” sulla salute dei migranti, come prospettiva necessaria per ampliare ulteriormente quella rete “delle reti di reti” che é stata motore di tante iniziative per i diritti dei migranti nel nostro Paese e che può sempre più far sentire la propria voce e quella dei cittadini stranieri se proiettata in una dimensione più ampia, europea e mondiale. Oltre ad esprimere una valutazione particolarmente positiva rispetto all’esperienza qui riferita, ci auguriamo che nel futuro la SIMM sia in grado di promuovere o partecipare ad altre missioni, soprattutto nei paesi da cui provengono i principali flussi migratori verso l’Italia.

 


7 gennaio 2016. Lettera al Ministro della salute per rivedere i criteri di esenzione dal ticket per richiedenti protezione internazionale. Da oltre un anno la SIMM, insieme a varie organizzazioni, si sta impegnando nel chiedere una ridefinizione dei criteri di esenzione dal ticket per alcune fasce di popolazione particolarmente deboli: inoccupati stranieri e italiani, minori stranieri non accompagnati, minori figli di STP iscritti al SSR, ENI in condizione di fragilità sociale, comunitari e non in condizione di protezione sociale, e, in particolare, richiedenti protezione internazionale e rifugiati. Per quest’ultimi, con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 142/2015, una "erronea" interpretazione del Ministero della salute e di alcune Regioni (e Aziende sanitarie) ha ridotto ulteriormente la possibilità di esenzione del ticket a 2 mesi dalla presentazione della domanda di protezione. Oltre ad esporre l’Italia ad una nuova procedura d’infrazione delle indicazioni europee, si costringono migliaia di donne e uomini al rischio di non essere adeguatamente tutelati in un momento estremamente delicato della loro esistenza. Per questo, in accordo con ASGI (Associazione Studi Giuridici Immigrazione), con l’adesione dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e dei più importanti enti e associazioni che si occupano di immigrati e rifugiati, è stata inviata una lettera al Ministero della salute in cui si chiede di dare indicazioni specifiche per politiche di esenzione dal ticket che garantiscano accesso ai servizi sanitari per questa popolazione particolarmente fragile.

 



 

Accondo Stato - Regioni e P.A. sulle indicazioni per una corretta applicazione delle normative sanitarie per immigrati

Vai al Dossier  sull'Accordo del 20 dicembre 2012


 

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Formazione SIMM. A Pordenone il 20 aprile alla Casa Madonna Pellegrina un corso ECM sulla tutela della salute dei migranti in un’ottica di sanità pubblica e solidarietà sociale. Il Corso è organizzato dalla S.I.M.M. in collaborazione con il GrIS Friuli Venezia Giulia e con il Patrocinio dell’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Pordenone  e della Caritas Diocesana di Concordia-Pordenone. È un corso di primo livello in cui condividere alcuni elementi indispensabili per ridurre barriere conoscitive, relazionali, organizzative e favorire un reale esercizio del diritto alla salute per tutti. Attraverso una serie di approfondimenti tematici e una analisi di diverse realtà ed esperienze, con particolare riferimento alle reti territoriali del Friuli Occidentale, s’intende offrire strumenti per pianificare un cammino d’integrazione anche in campo sanitario senza pregiudizi e semplificazioni con alcuni approfondimenti sui fattori di rischio per la salute dei gruppi di migranti più fragili. L’acquisizione da parte degli operatori socio-sanitari di competenze specifiche nell’ambito della medicina delle migrazioni favorisce il corretto accesso ai servizi sanitari da parte della popolazione migrante contribuendo a un utilizzo qualitativo e quantitativo più razionale degli stessi che ha come risultato il miglioramento della salute dei cittadini stranieri e di tutta la comunità locale senza esclusioni.
La domanda deve essere trasmessa per e–mail (gris.friuliveneziagiulia@simmweb.it) alla Segreteria Organizzativa e Scientifica, entro venerdì 8 aprile 2016.


25 febbraio 2016: presentato il Rapporto di monitoraggio della campagna LasciateCientrare su accoglienza, detenzione amministrativa e rimpatri forzati: “Accogliere: la vera emergenza”. Online il rapporto su accoglienza, detenzione amministrativa e rimpatri forzati. Il quadro tratto da questo anno di attività di monitoraggio, che ha riguardato CIE, CARA, CAS, Hot spots, centri per Minori stranieri non accompagnati nonché in alcuni casi e per ragione di emergenza, anche SPRAR e centri informali, è a dir poco desolante. Il sistema accoglienza in Italia non funziona, è fronte di business, è pensato in maniera tale da non produrre inclusione sociale e mantiene gli ospiti, soprattutto i più vulnerabili, in condizioni di non raggiungere una propria autonomia. Un sistema che ad avviso degli estensori del Rapporto (LasciateCientrare insieme a Libera e Cittadinanzattiva) va ripensato in maniera strutturale, nella definizione dei percorsi, degli standard minimi da garantire ai richiedenti asilo, della definizione degli spazi di accoglienza, dei rapporti fra istituzioni ed enti gestori. Il quadro evidenziato è senza dubbio parziale e al tempo stesso estremamente grave. Grave anche sul piano della trasparenza e della gestione degli appalti e dei servizi.


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