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Torino, 11 - 14 maggio 2016

XIV Congresso Nazionale SIMM

Persone e popoli in movimento.
Promuovere dignità, diritti e salute

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2 febbraio 2016. Al via le iscrizioni e l’invio degli abstract per il XIV Congresso SIMM (Torino 11-14 maggio 2016). Eccoci al nostro XIV Congresso Nazionale per testimoniare ancora quanto la SIMM abbia a cuore la salute dei migranti e quanto importante sia la sua promozione a partire dal riconoscimento della dignità e dei diritti, oggi in piena crisi. Torino come sede, per la sua storia e per le numerose testimonianze dei suoi cittadini di ieri e di oggi, rappresenta la scelta ideale. (…)

Mentre scrivo, continuano le notizie di morte dei migranti via terra e via mare, ma continuano anche le notizie di una chiusura di Paesi europei al cammino dei migranti, con un pericoloso ritorno a nazionalismi che mette in discussione l’unità stessa dell’Europa. (…)
Negli incontri e nelle relazioni che ognuno di noi ha intrecciato con persone provenienti da altri paesi, all’inizio, prima ancora della risposta alla domanda di salute, c’è stata la consapevolezza dell’importanza del riconoscimento della dignità, della libertà e dell’autonomia dell’individuo. Prima ancora di essere un malato, chi chiede il nostro aiuto è una persona. Come operatori della salute abbiamo sempre avuto questa consapevolezza e nel nostro lavoro abbiamo sempre cercato, attraverso la salute, di facilitare l’integrazione e la partecipazione dei migranti alla vita socio-politica della città, che poi rappresenta il modo concreto del riconoscimento della persona. Purtroppo in questo campo non si finisce mai: le carte rischiano sempre di essere affermate, dichiarate e non applicate, non vissute. Diritti di carta, belle enunciazioni di principio che si dissolvono come parole al vento alle prime difficoltà. Quando i diritti non vengono realizzati è la stessa vita delle nazioni e dei popoli ad essere in pericolo, come la storia dimostra. Nel nostro campo ormai da tempo si fanno passi indietro nell’affermazione concreta della dignità e dei diritti delle persone specialmente se appartenenti alle fasce deboli. Siamo preoccupati del fatto che oggi “i più forti non si limitano soltanto ad accettare la disuguaglianza, che c’è sempre stata, ma addirittura l’esclusione”. Parlarne, discuterne assieme proponendo all’attenzione generale ciò che già si fa e si può fare, combattendo il clima di sfiducia e di impotenza di fronte a fenomeni che sembrano superiori alle nostre forze, è lo scopo principale del Congresso. (…)

Tratto dalla lettera del Presidente SIMM, Mario Affronti, ai Soci per l’annuncio del XIV Congresso


14 gennaio 2016. Pubblicato il Piano d’azione salute per e con le comunità rom, sinti e caminanti. La Strategia nazionale Rom, Sinti e Caminanti (RSC), in attuazione della Comunicazione n.173/2011 della Commissione Europea, ha come obiettivo generale quello di promuovere la parità di trattamento e l’inclusione economica e sociale delle comunità RSC nella società, di assicurare un miglioramento duraturo e sostenibile delle loro condizioni di vita, di renderne effettiva e permanente la responsabilizzazione, la partecipazione al proprio sviluppo sociale, l’esercizio e il pieno godimento dei diritti di cittadinanza garantiti dalla Costituzione Italiana e dalle Convenzioni internazionali. Dopo la pubblicazione, a fine 2012, della Strategia nazionale RSC, per la sua attuazione è stata istituita una Cabina di regia politica costituita da rappresentanze delle Istituzioni centrali e da rappresentanze degli Enti regionali e locali, compresi i Sindaci di grande aree urbane e le stesse rappresentanze delle comunità Rom, Sinti e Caminanti presenti in Italia. La Cabina di regia, che si è avvalsa dell’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) come punto di contatto nazionale, ha preso in esame le esperienze pregresse e ha costituito quattro Tavoli tematici nazionali: Lavoro, Salute, Istruzione e Tavolo giuridico.

Il Tavolo Salute, coordinato dalla Direzione Generale della prevenzione sanitaria del Ministero della salute, ha definito il Piano d’Azione Salute per e con le comunità Rom, Sinti e Caminanti presentato alla Cabina di regia nel dicembre 2014 e inviato agli Assessorati alla Salute a fine dicembre 2015. Già dal titolo il Piano d’Azione manifesta la filosofia partecipativa con cui vuole declinare le azioni per la tutela e promozione della salute delle comunità RSC.

Il Piano individua la suddivisione del campo di azione in tre macroaree:
•    Formazione del personale sanitario e non
•    Conoscenza e accesso ai servizi per RSC
•    Servizi di prevenzione, diagnosi e cura
Per ogni macroarea sono individuati gli obiettivi, la metodologia e le azioni prioritarie da intraprendere. Parte integrante del Piano sono le esperienze di ricerca e di intervento (buone pratiche) già maturate sul campo negli ultimi anni, che potranno essere utilmente valorizzate anche in altre realtà territoriali. Tra queste sono riportate alcune esperienze maturate all’interno in particolare del GrIS Lazio e della SIMM.


7 gennaio 2016. Lettera al Ministro della salute per rivedere i criteri di esenzione dal ticket per richiedenti protezione internazionale. Da oltre un anno la SIMM, insieme a varie organizzazioni, si sta impegnando nel chiedere una ridefinizione dei criteri di esenzione dal ticket per alcune fasce di popolazione particolarmente deboli: inoccupati stranieri e italiani, minori stranieri non accompagnati, minori figli di STP iscritti al SSR, ENI in condizione di fragilità sociale, comunitari e non in condizione di protezione sociale, e, in particolare, richiedenti protezione internazionale e rifugiati. Per quest’ultimi, con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 142/2015, una "erronea" interpretazione del Ministero della salute e di alcune Regioni (e Aziende sanitarie) ha ridotto ulteriormente la possibilità di esenzione del ticket a 2 mesi dalla presentazione della domanda di protezione. Oltre ad esporre l’Italia ad una nuova procedura d’infrazione delle indicazioni europee, si costringono migliaia di donne e uomini al rischio di non essere adeguatamente tutelati in un momento estremamente delicato della loro esistenza. Per questo, in accordo con ASGI (Associazione Studi Giuridici Immigrazione), con l’adesione dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e dei più importanti enti e associazioni che si occupano di immigrati e rifugiati, è stata inviata una lettera al Ministero della salute in cui si chiede di dare indicazioni specifiche per politiche di esenzione dal ticket che garantiscano accesso ai servizi sanitari per questa popolazione particolarmente fragile.

 


1 gennaio 2016. I numeri delle migrazioni nel 2015. L’anno che si è appena concluso sarà ricordato in particolare per oltre il milione di persone in fuga “dentro” l’Europa: 1.007.716 quelle arrivate via mare secondo l’UNHCR, 17% donne e il 25% bambini, e di questi oltre 850.000 sbarcati in Grecia. Lo ricorderemo anche per i quasi 3.800 morti nel tentativo di attraversare il Mediterraneo (circa 5.300 morti lungo le “vie di fuga” in tutto il mondo!!!); in particolare, di coloro che sono morti nel mare Egeo (quasi 800), il 25% erano bambini e il 5% aveva meno di due anni!!!!. In Italia il 2015 è l’anno dei 153.842 arrivati (14% donne, 11% minori) in 934 sbarchi (le persone sbarcate nel 2015 sono il 9% in meno rispetto al 2014; in totale 323.942 persone negli ultimi due anni) e di 103.972 accolti (tra tante polemiche e difficoltà) nelle diverse strutture d’accoglienza italiane: nei centri governativi 7.394 (CARA, CDA e CPSA), 76.683 nelle strutture temporanee (attivate dalle Prefetture) e 19.715 nella rete SPRAR (dati Ministero Interno al 31.12.2015). Il 13% delle persone accolte è in Lombardia, il 12% in Sicilia, l’8% per ciascuna delle regioni Lazio, Piemonte, Veneto e Campania; il 7% in Toscana e il 6% in Emilia-Romagna e Puglia. I minori non accompagnati accolti sono circa 11.000 (circa l’86% ha più di 16 anni). Le domande di protezione internazionale esaminate nel 2015, al 22 dicembre, sono state 66.266 (83% sulle domande presentate) e ne sono state accolte il 42% (5% status rifugiato, 15% protezione sussidiaria, 22% motivi umanitari). Gli “sbarcati” sono meno del 2,8% degli stranieri presenti in Italia (dati inizio 2015) che sono, 5.015.000 secondo l’Istat (residenti), 5.420.000 secondo l’Idos (residenti e regolarmente presenti), 5.800.000 secondo la stima dell’Ismu (realmente presenti); complessivamente gli stranieri sono intorno all’8,2% (Istat) – 9,5% (Ismu) sul totale dei residenti in Italia. ... ... ... ...

 

… … continua la lettura e vai alle fonti (a cura di Salvatore Geraci)


Dicembre 2015. Proposto da parte della Commissione Europea, DG Health and Food Safety, il "Personal Health Record". Durante una recente visita in Grecia, il Commissario Andriukaitis ha presentato alle autorità greche e alle ONG, il "Personal Health Record" (PHR). Il documento, preparato dalla Commissione insieme con l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), sarà reso disponibile presso gli hotspot (in inglese/arabo), per valutare le esigenze mediche dei migranti e aiutare a ricostruire la loro storia medica. Il PHR è accompagnato da un manuale (italiano, inglese, bulgaro, croato, francese, tedesco, ungherese, rumeno e sloveno) per essere utilizzato da professionisti del settore sanitario dei vari Stati membri. Il testo è considerato provvisorio e sarà validato all’OIM presso gli hotspot greci ma altri Stati o organizzazioni potranno contribuire alla convalida. Il PHR si propone di aiutare a ricostruire la storia medica dei profughi e rilevare i bisogni immediati nei centri di accoglienza. L'obiettivo è quello di creare uno strumento che supporti e faciliti il lavoro dei medici ed operatori sanitari in contatto con i richiedenti protezione internazionale negli Stati membri interessati. Questo documento aiuterà a capire la storia medica del paziente ed evitare di ripetere domande, anamnesi e analisi, e potrebbe essere anche per registrare i farmaci presi per le malattie croniche, o una storia vaccinale. L'uso di uno strumento unificato, indipendentemente dal punto di ingresso o di soggiorno al momento della valutazione (hotspot, centri di accoglienza o di registrazione, strutture sanitarie, etc.) potrebbe facilitare il transito della persona nei diversi paesi, fino alla destinazione finale. L'utilizzo del PHR non è obbligatorio; esso è di proprietà del richiedente che può esibirlo, qualora lo ritenesse opportuno, al personale sanitario e non è stato progettato per lo screening delle malattie trasmissibili o per le valutazioni di emergenza.



 

Accondo Stato - Regioni e P.A. sulle indicazioni per una corretta applicazione delle normative sanitarie per immigrati

Vai al Dossier  sull'Accordo del 20 dicembre 2012


 

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4 Febbraio 2015. Nota di chiarimento della Regione Toscana sulla “gestione” STP: ruolo determinante del GrIS. Con Delibera n° 1139 del 9 dicembre 2014, la regione Toscana ha approvato, in ritardo di due anni, l'Accordo Stato Regioni di fine 2012. Contestualmente però, ha emanato Linee Guida regionali che in parte contraddicevano il testo dell'Accordo, a cui gli operatori regionali si sono conformati. Tra le criticità più evidenti, il fatto che il rilascio del codice STP fosse vincolato al possesso di un certificato medico attestante l'urgenza o l'essenzialità delle prestazioni. In data 24 febbraio il GrIS Toscana, insieme ad ASGI, ha ottenuto un incontro con la funzionaria regionale responsabile delle suddette linee guida. Un elenco di modifiche era stato concordato, ma nella successiva circolare esplicativa (n°1/2015) non ve ne era traccia; al contrario, si aggiungevano ulteriori ambiguità, come quella di includere nelle categorie che hanno possibilità di iscriversi volontariamente al SSR gli stranieri non comunitari in attesa di primo permesso di soggiorno o di rinnovo del permesso scaduto. A questo punto il GrIS Toscana, visto anche l'avvicinarsi delle elezioni regionali, ha inviato una lettera al Presidente uscente Enrico Rossi, agli assessori competenti e ai dirigenti di riferimento (20 maggio 2015); non avendo ottenuto risposta, la lettera è stata re-inviata il 12 ottobre, al Presidente riconfermato e ai nuovi assessori/dirigenti nominati. Un'interlocuzione e poi stata cercata direttamente con il nuovo dirigente competente in materia, fatto che ha portato a un incontro in Regione (26 ottobre) alla presenza del Responsabile del Settore Organizzazione delle cure e percorsi cronicità e del Responsabile del Settore Innovazione sociale. E' stato concordato che la Regione avrebbe provveduto all'emanazione di una circolare emendativa, alla cui redazione il GrIS Toscana ha attivamente contribuito, è che è stata finalmente inoltrata ai direttori generali delle ASL il 14 gennaio 2016.


27 dicembre 2015. Il Friuli Venezia Giulia ha una nuova Legge Regionale sull’immigrazione. Il Consiglio Regionale del FVG ha approvato nella seduta del 17 novembre 2015 la Legge Regionale 99 contenente le “Norme per l’integrazione sociale delle persone straniere immigrate”. Il testo ha accolto, per gli aspetti sanitari (art. 21), molte osservazioni del GrIS FVG avanzate formalmente durante alcune audizioni, grazie anche agli interventi che il GrIS ha continuato ad esercitare, sia durante i lavori in commissione che in aula, attraverso alcuni consiglieri. Il GrIS FVG valuta positivamente le norme introdotte in ambito di tutela sanitaria. A sottolineare l’attenzione regionale in questo ambito sono da segnalare un intervento dell’Assessore regionale alla salute nel merito dell’applicazione del Protocollo per la gestione sanitaria dei migranti richiedenti protezione internazionale e una circolare sulla disponibilità e gestione dei farmaci in particolari situazioni di bisogno.

 


Novembre 2015. Accordo tra SIMM – INMP – ISS per la definizione in due anni di indicazioni operative e linee guida sulla salute degli immigrati. Il 22 settembre 2015, con l'insediamento del Comitato scientifico, ha preso ufficialmente l'avvio il Programma nazionale “Linee guida sulla tutela della salute e l’assistenza socio-sanitaria alle popolazioni migranti”. Il programma, frutto della collaborazione tra la Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, l’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà, l'Istituto Superiore di Sanità e, ha l'obiettivo di elaborare raccomandazioni evidence-based, indirizzate alle Regioni e agli operatori del SSN, a supporto della programmazione sanitaria e per la diffusione delle buone pratiche. La prima importante attività ha riguardato l’individuazione degli argomenti su cui orientare la produzione delle Linee Guida, grazie a una consultazione che ha coinvolto i referenti della Rete Nazionale INMP, il Consiglio di Presidenza e il Comitato scientifico della SIMM, e i portavoce dei Gruppi Immigrazione e Salute – GrIS (stakeholder). Il Comitato scientifico ha lavorato in via preliminare, a partire dai primi risultati della revisione sistematica di documenti evidence-based già disponibili nella letteratura internazionale (la revisione è attualmente in corso di realizzazione), alla definizione di una lista di 16 argomenti che sono stati oggetto della successiva consultazione. Per ciascun tema è stato esplicitato il razionale di un’eventuale linea guida, in termini di criticità, incertezze e possibili azioni da promuovere, al fine di favorire gli stakeholder nella definizione del grado di priorità. La graduatoria degli argomenti prioritari è stata ottenuta sommando i giudizi espressi da ciascun rispondente sul singolo argomento. Un dato evidente, nella graduatoria delle 5 priorità su cui orientare l’elaborazione di Linee Guida, è il netto consenso ottenuto del tema “Controlli sanitari all’arrivo e percorsi di tutela sanitaria, con particolare riferimento ai migranti ospiti presso i centri di accoglienza” (con il punteggio di 187); seguono “Controlli sanitari in gravidanza, assistenza al parto e durante il puerperio” (70 punti); “Prevenzione infortuni sul lavoro” (56 punti); “Salute nelle condizioni di restrizione della libertà” (52 punti); “Tubercolosi” (50 punti).


Ottobre 2015. Pubblicazione sulla salute dei migranti dell'European Centre for Disease Prevention and Control. In una Scientific Opinion, l’Ecdc mette in evidenza i principali bisogni di salute di migranti irregolari, rifugiati e richiedenti asilo. Tra gli aspetti sollevati la necessità di garantire buone condizioni igienico-sanitarie nelle strutture di accoglienza, il rischio sanitario legato all’esposizione a varianti europee di malattie infettive prevenibili da vaccino e l’importanza di conoscere lo status vaccinale e, quando necessario, offrire accesso alle vaccinazioni (RP).

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