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4 Aprile 2015. Spagna: tornano le cure sanitarie gratuite per i migranti irregolari. Entro giugno prossimo, in Spagna gli immigrati irregolari potranno di nuovo essere curati gratuitamente nei centri di salute pubblica. Questo è quanto ha annunciato Mariano Rajoy, primo ministro spagnolo, che ha dichiarato “E’ più sensato e più ragionevole che ciò avvenga nei centri di salute pubblica, per non saturare i pronto soccorso”. Un cambiamento di direzione rispetto al 2012, quando a settembre venne deciso il taglio della copertura sanitaria (così come la revoca della tessera sanitaria ai migranti senza permesso di soggiorno), prevedendo quindi l’accesso alle cure solo per le emergenze. Ciò venne fortemente contestato tanto che molti medici si dichiararono obiettori e quattro regioni – l’Andalusia, le Asturie, la Navarra ed i Paesi baschi – si rifiutarono di applicare le misure decise dal governo, continuando a fornire le prestazioni sanitarie anche agli irregolari (posizione sostenuta anche dalla SIMM con una adesione all'appello dei colleghi iberici). L’unica certezza dall’annuncio del primo ministro è che l’accesso gratuito ai servizi sanitari non comporterà il ripristino della tessera sanitaria per i migranti irregolari. Tale misura, accettata positivamente dall’ordine dei medici lascia però scettica l’associazione Médicos del mundo. “Si tratta di una misura insufficiente e incompleta. Gli immigrati, senza la tessera sanitaria non potranno accedere a delle cure continuative o avere un medico curante fisso. Verranno indirizzati da degli specialisti in caso di bisogno? Avranno il diritto di fare esami specifici? Senza tessera sanitaria dovranno pagare l’integrazione per i farmaci. E sono tutte domande a cui non abbiamo avuto risposta” ma bisognerà aspettare fino a giugno per conoscere i dettagli della nuova disposizione.


16 marzo 2015. La Regione Piemonte ha ratificato il diritto all’iscrizione obbligatoria al SSR dei minori figli di STP. La giunta regionale piemontese ha deliberato il diritto all’iscrizione obbligatoria al Sistema Sanitario Nazionale per i tutti i minori stranieri che vivono sul territorio piemontese, anche se i loro genitori non sono in regola con le norme di soggiorno. Ha commentato l’assessore regionale all’immigrazione, Monica Cerutti: «Ogni minore che vive in Piemonte avrà diritto all’inserimento nel circuito del Servizio Sanitario Regionale e, come tutti i bambini nati sul nostro territorio, anche loro avranno la possibilità di scegliere di affidarsi a un pediatra evitando così il sovraccarico ai servizi emergenziali, tipo il pronto soccorso, a cui erano obbligati a rivolgersi fino a ieri. Si tratta di una scelta che va nella direzione dell’inclusione, ma anche una scelta ponderata che andrà a incidere positivamente sulla spesa sanitaria».  La Regione Piemonte completa così positivamente il percorso di ricezione delle direttive previste dal documento "Indicazioni per la corretta applicazione della normativa per l'assistenza alla popolazione straniera da parte delle Regioni e Province Autonome". Si tratta di un testo approvato nel 2011 dalla Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, frutto di un confronto del Tavolo interregionale "Immigrati e Servizi Sanitari". Il testo prevedeva una serie di azioni che avevano lo scopo di uniformare i Servizi Sanitari Regionali nell'erogazione dell'assistenza sanitaria alla popolazione straniera. La Regione Piemonte nel 2012 aveva recepito integralmente il documento ad eccezione del passaggio che prevedeva l'iscrizione obbligatoria dei minori stranieri al Sistema Sanitario Nazionale. Con la deliberazione di Giunta 34-1198 del 16 marzo 2015, i minori stranieri presenti sul territorio piemontese verranno iscritti al SSN a prescindere dal possesso del permesso di soggiorno. Una decisione che va nella direzione voluta dalla Convenzione di New York che prevede l'uguaglianza dei bambini e del principio di tutela dell'infanzia (ndr: la DGR rimanda a successivo atto/circolare la definizione delle indicazioni operative per l’attuazione del provvedimento).


22 febbraio 2015. On line la mappa di fruibilità per i servizi STP/ENI di Roma e Provincia. Presentata nell’ambito di una specifica riunione del GrIS Lazio il 12 febbraio u.s., con i dovuti aggiustamenti, da oggi è on line, nella pagina dedicata al GrIS Lazio, la mappa dei servizi sanitari dedicati agli stranieri senza permesso di soggiorno nelle Aziende Sanitarie Locali della città di Roma e Provincia. Questo monitoraggio è stato realizzato nell’ambito del progetto “Sulle tracce del diritto alla salute” che è l’evoluzione di simili esperienze di mappatura dei servizi per STP/ENI effettuate con alcune comunità di immigrati (2005) e con ragazzi del servizio civile (2010). E’ questa la seconda edizione del progetto: la prima nel 2012/13; complessivamente è la quarta mappa di fruibilità prodotta. Il progetto è nato grazie alla collaborazione tra il Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive della Sapienza Università di Roma, l’Area sanitaria della Caritas Diocesana di Roma ed il Segretariato Italiano Studenti in Medicina (SISM). Da sempre c’è il patrocinio e la partecipazione del GrIS Lazio.
L’attività di mappatura dei servizi è stata condotta da studentesse e studenti di medicina e chirurgia e assistenza sociale al fine di favorire la loro formazione sulle tematiche riguardati l’ambito della Salute Globale e della Medicina delle Migrazioni.


Febbraio 2015. Anche la Regione Abruzzo garantisce il pediatra di libera scelta al minore straniero figlio di irregolari. Con Decreto del Commissario ad Acta del 18.12.2014 n. 157, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo viene stabilito, “nelle more delle determinazioni da assumersi a livello nazionale nella materia e in via sperimentale, l’assegnazione del pediatra di libera scelta a favore dei minori con età inferiore o uguale a 14 anni, presenti sul territorio regionale e non in regola con le norme sull’ingresso e/o sul soggiorno (cd. codice STP). Le modalità dell’erogazione dell’assistenza sono definite, in fase di prima applicazione, in un documento allegato all’atto dal titolo “Modalità operative per l’assegnazione del Pediatra di libera scelta al minore non in regola con le norme sull’ingresso o sul soggiorno”. Di fatto il minore non è iscritto al SSN ma su autorizzazione e registrazione della ASL viene garantito il pls che gestirà il minore come un iscritto al SSR utilizzando il codice STP nelle prescrizioni. La scelta del pediatra è a tempo determinato (tre mesi) ma c’è la possibilità di rinnovo di tre mesi in tre mesi fino al raggiungimento dei 14 anni (anche in questa Regione non si tiene conto che il minore è tale fino al compimento di 18 anni!!!). Fino a 6 anni c’è esenzione dal ticket a parità con i minori italiani, successivamente se i genitori non sono in grado di pagarlo, si potrà apporre il codice d’esenzione X01. Il pediatra è remunerato a quota capitaria per i mesi di effettiva iscrizione.


Gennaio 2014. Pubblicato il report finale del progetto “La salute della popolazione immigrata: il monitoraggio da parte dei Sistemi Sanitari Regionali”. E' fondamentale che le Regioni, allo scopo di organizzare servizi efficaci, efficienti ed equi, possano disporre di adeguate e omogenee informazioni per la programmazione sanitaria, basate sul monitoraggio dei principali problemi di salute dei differenti gruppi di popolazione presenti nei propri territori e della relativa spesa. Tuttavia, la mancanza di dati omogenei nazionali e regionali ha determinato l’insorgere di notizie contrastanti sui bisogni sanitari degli immigrati e sulla sostenibilità economica dell'assistenza ad essi erogata, in particolare con riferimento ai non regolari. In questo contesto Agenas, in collaborazione con il Ministero della Salute - Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm) nell’ambito del programma 2009, ha promosso il progetto “La salute della popolazione immigrata: il monitoraggio da parte dei Sistemi Sanitari Regionali”, con l’obiettivo di creare un network interregionale al duplice scopo di fornire alle Regioni metodologie condivise in grado di fornire informazioni per la programmazione sanitaria basate sulla valutazione epidemiologica ed economica, e di predisporre strumenti di supporto all’assistenza sanitaria nei Centri di identificazione ed espulsione. Il presente progetto è in continuità con quello intitolato “Promozione della salute della popolazione immigrata in Italia” (Programma Ccm 2007, coordinato dall’Osservatorio sulle diseguaglianze nella salute della Regione Marche negli anni 2007-2009), nel cui ambito era stata definita una specifica metodologia di analisi per lo studio dello stato di salute.


Dicembre 2014. La Toscana ratifica l’Accordo Stato Regioni del dicembre 2012 e attualizza le proprie linee guida. A due anni esatti dalla firma dell’Accordo, è stata approvata la Delibera di Giunta Regionale n°1139 del 9/12/2014 che formalizza il recepimento, da parte della Regione Toscana, dell'Accordo stesso sulla corretta applicazione della normativa per l'assistenza sanitaria alla popolazione straniera da parte delle Regioni e delle Province Autonome Italiane del 20/12/2012. Il documento è composto dal testo della delibera in senso stretto e da due allegati: il documento dell'accordo così come uscito dalla Conferenza Stato Regioni (B), e l'edizione aggiornata a novembre 2014 delle Linee Guida Regionali per l'assistenza Sanitaria ai cittadini stranieri (B) (DGR 120/2012). Il GrIS Toscana, che ha sollecitato e atteso quest’atto, esprime soddisfazione e monitorerà la sua effettiva applicazione: si sottolinea in particolare l’attivazione del codice ENI per i comunitari in condizione di fragilità (in Toscana fino ad oggi, ogni anno veniva “prorogato” il codice STP per rumeni e bulgari) e l’estensione anche per loro del codice di esenzione X01.

 


 

Accondo Stato - Regioni e P.A. sulle indicazioni per una corretta applicazione delle normative sanitarie per immigrati

Vai al Dossier  sull'Accordo del 20 dicembre 2012


 

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21 aprile 2015. Lo sbarco dei Mille a….Palermo con una decina di scabbie e di varicelle. Considerazioni di un medico sui fatti narrati da “la 7” il 19.04.15 sera, in merito al pericolo di contagio della popolazione a causa del mancato controllo. Il giorno 18 aprile u.s., nottetempo, tramite il 118, due giovani cittadini dalla pelle scura ed ignoti arrivano, dopo un breve passaggio al Pronto Soccorso, nel reparto di Medicina Interna del Policlinico di Palermo, dove presto la mia attività di dirigente medico internista, e dove il piano di contingenza dell’Assessorato alla Salute della Regione Sicilia ha previsto la pronta disponibilità di due posti letto per l’accoglienza sanitaria degli sbarcati, dopo il primo filtro al porto ad opera degli operatori socio-sanitari dell’ASP, della Croce Rossa Internazionale e di altri enti ed associazioni del terzo settore. Diagnosi d’ingresso: malattia esantematica con febbre il primo e scabbia il secondo. Si viene a sapere che i due giovani sono stati prelevati nelle adiacenze della locale Stazione Centrale dove giacevano per terra sotto una coperta improvvisata da almeno tre giorni. Non si riesce a comunicare per problemi linguistici. Le condizioni generali sono scadenti; pessime quelle igieniche. Si vedono sui loro corpi gli effetti della traversata. I due ragazzi sembrano subire passivamente. E’ evidente un isolamento comunicativo. Il verbale del pronto Soccorso parla di scabbia in fase crostosa e di possibile varicella. All’ingresso i pazienti vengono subito soccorsi, visitati e rifocillati, non senza preoccupazioni derivanti soprattutto dal fatto di ricoverare nella stessa stanza la varicella e la scabbia, per il resto nessun allarme visto che trattasi di malattie ben note dalle nostre parti. ….

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6 maggio 2015. A Udine il GrIS FVG organizza un corso base di medicina delle migrazioni. È un corso di primo livello in cui condividere alcuni elementi indispensabili per ridurre barriere conoscitive, relazionali, organizzative e favorire un reale esercizio del diritto alla salute per tutti. Attraverso l'analisi di diverse realtà ed esperienze, s’intende offrire strumenti per pianificare un cammino d’integrazione anche in campo sanitario senza pregiudizi e semplificazioni con alcuni approfondimenti sui fattori di rischio per la salute dei gruppi di migranti più fragili. L’acquisizione da parte degli operatori socio-sanitari di competenze specifiche nell’ambito della medicina delle migrazioni favorisce il corretto accesso ai servizi sanitari da parte della popolazione migrante contribuendo a un utilizzo qualitativo e quantitativo più razionale degli stessi che ha come risultato il miglioramento della salute dei cittadini stranieri e della comunità in generale. Le domande di iscrizione entro il 23 aprile.


Aprile 2015. Un documento del GrIS Friuli Venezia Giulia sull’accoglienza di chi chiede protezione internazionale. C'è molta discussione nei territori della regione Friuli Venezia Giulia (assessori regionali, sindaci, prefetti e questori ma anche dirigenti e operatori sanitari, onlus e volontari) per affrontare alcune questioni emergenti in merito all'accoglienza anche sanitaria dei migranti richiedenti asilo. Per tale motivo il GrIS FVG ha deciso sia di essere presente in varie iniziative locali (cfr, ad es., allegato abs Convegno “Percorsi di accoglienza sostenibile” del novembre 2014 ) sia di diffondere un documento che contiene puntuali proposte:

  • in ogni area territoriale dei cinque enti del servizio sanitario regionale, sia previsto l'allestimento in tempi brevi di una idonea struttura deputata alla “primissima accoglienza”, dotata di servizi igienici e gestita da operatori in grado di riconoscere i bisogni primari e di lavorare in rete, come prerequisito essenziale per la tutela della salute e della sicurezza;
  • sia garantito un costante coinvolgimento degli enti locali per una accoglienza diffusa e inclusiva, condivisa con le comunità ampliando i posti diponibili nel modello SPRAR;
  • la Direzione centrale Salute della Regione emani direttive chiare per le modalità di fruizione del diritto alla salute, previsto dalle normative in vigore, dei richiedenti protezione internazionale, onde evitare disomogeneità territoriali e difficoltà per gli operatori;
  • l'Assessorato regionale alla Salute ribadisca l'opportunità di applicare diffusamente e omogeneamente, seppur con modalità operative differenti a seconda delle diverse organizzazioni territoriali, i protocolli regionali per percorsi sanitari di screening e di accoglienza sanitaria, a tutela della salute del singolo e della comunità, sperimentati fin dall'avvio del progetto Codroipolis e ulteriormente condivisi e consolidati nelle circolari regionali nel 2011 in occasione della cosidetta emergenza nord-Africa;
  • venga riattivato quanto prima presso la Direzione centrale Salute e Protezione sociale un Gruppo di Lavoro Tecnico per la salute dei migranti a cui partecipino operatori socio-sanitari che in questi anni hanno maturato esperienza sul campo, designati da ciascun ente del Servizio sanitario regionale e che rilevi e analizzi le diverse problematiche proponendo soluzioni pratiche derivanti anche dalle buone pratiche già in atto, ascoltando anche associazioni ed enti competenti sulla tutela e la promozione della salute dei migranti.

In attesa di conoscere i tempi dell'iter della nuova legge regionale sull'immigrazione, presso l'Assessorato regionale competente venga comunque attivato subito, senza indugi un tavolo permanente sulla Protezione internazionale e umanitaria costituito dai rappresentanti degli Enti Locali, delle Prefetture, delle Questure, delle Aziende Sanitarie, degli enti gestori del Sistema SPRAR e delle associazioni aventi pluriennale e comprovata esperienza nella gestione dei servizi di tutela, accoglienza e mediazione culturale dei richiedenti asilo e dei rifugiati.


Febbraio 2015. Le parole contano: una campagna per un linguaggio corretto e non stigmatizzante. La rete Picum (Platform for International Cooperation on Undocumented Migrants), a cui la SIMM aderisce, ha promosso una campagna per l’utilizzo di una terminologia corretta in riferimento a migranti, richiedenti asilo e rifugiati. Una campagna lanciata il 18 dicembre 2014, in occasione della Giornata Mondiale del Migrante, ma soprattutto un’azione per abolire la parola illegale riferendosi ai migranti. Usare la parola illegale accanto a migrante è giuridicamente scorretto perché il fatto di non essere regolare ricade nella sfera degli illeciti amministrativi, “non un reato contro le persone, la proprietà..”. Per Picum “secondo il diritto internazionale tutti hanno il diritto di lasciare un determinato paese, incluso il proprio. Tutti coloro che giungono alle frontiere sono titolari di diritti umani innati ed hanno specifiche esigenze di tutela. Definire “illegali” i migranti che tentano di raggiungere l’Europa tramite canali non regolari è inaccurato e rischia di aumentarne l’esposizione a trattamenti pregiudizievoli”. Non dare peso alle parole usando il termine illegale “alimenta il sospetto e la mancanza di fiducia verso coloro i quali appaiono semplicemente “stranieri” o diversi in base alla loro etnia o religione. Questa terminologia aumenta quindi la divisione sociale e dà origine a stereotipi razziali, fenomeni xenofobi e reati d’odio”. Il linguaggio è in costante evoluzione. La battaglia per una corretta terminologia è una battaglia per la dignità, l’umanità ed il rispetto”.

La SIMM aderisce a questa campagna.

Vedi anche:


Gennaio 2014. Pubblicate le sintesi in lingue estere del Dossier Statistico Immigrazione 2014 - Rapporto UNAR. Il Centro Studi e Ricerche IDOS ha provveduto alla traduzione dei principali contenuti del Dossier Statistico Immigrazione 2014, curato per conto dell’UNAR, in diverse lingue estere. Diversi traduttori hanno collaborato alla realizzazione di questa iniziativa e sul sito sono disponibili le traduzioni in albanese, arabo, bangladese, cinese, francese, inglese, olandese, portoghese, romeno, spagnolo, tedesco. Queste schede, che potranno essere scaricate e utilizzate liberamente, serviranno a diffondere la conoscenza dell’immigrazione nel nostro Paese, sia all’interno delle diverse comunità sia nei Paesi di origine. È convinzione dei redattori Idos che questa conoscenza continui ad essere troppo concentrata sugli aspetti economici e occupazionali, mentre è indispensabile occuparsi anche delle dimensioni culturali, sociali e religiose, che parimenti costituiscono la vita concreta di questi nuovi cittadini, nell’ottica di una convivenza più armoniosa e di un rapporto più proficuo con le aree di origine.


Gennaio 2015. Linee guida sul diritto alla residenza dei richiedenti e beneficiari di protezione internazionale. In Italia, l’iscrizione nelle liste anagrafiche della popolazione residente di un comune afferisce al diritto costituzionale di circolare e soggiornare liberamente sul territorio nazionale (art. 16 Cost.), e nel contempo è requisito essenziale per poter effettivamente esercitare altri diritti fondamentali. Essa rappresenta un presupposto per qualsiasi processo d’integrazione degli stranieri, compresi i beneficiari di protezione internazionale e i richiedenti asilo.Infatti le funzioni principali dell’anagrafe sono quelle da un lato di rilevare la presenza stabile delle persone nel territorio di un determinato comune per consentire ai pubblici poteri di pianificare i servizi da erogare alla popolazione e dall’altro di consentire alle persone l’accesso effettivo a determinati diritti sociali e l’esercizio di alcuni diritti civili e dei diritti politici, nonché per facilitare l’adempimento di alcuni obblighi, inclusi quelli tributari. In materia di integrazione dei titolari di protezione internazionale, l’iscrizione anagrafica nelle liste della popolazione residente in un determinato comune merita particolare attenzione in quanto connesso alla possibilità di fruire concretamente della protezione riconosciuta. La pubblicazione vuole chiarire quali sono i presupposti dell’iscrizione anagrafica, a sostegno di tutti gli operatori e degli ufficiali di anagrafe investiti del gravoso compito di supportare i rifugiati in Italia, con particolare attenzione alla condizione dei richiedenti asilo e dei beneficiari di protezione internazionale.


Dicembre 2014. Presentato il Rapporto Naga: "Stanno tutti bene". I dati socio-sanitari raccolti dal Naga rappresentano una delle più grandi banche dati esistenti sull'immigrazione irregolare. Il Rapporto, alla sua terza edizione, analizza i dati raccolti tra il 2009 e il 2013. Oltre 15.000 utenti, per i quali sono stati indagati provenienza, genere, età, stato civile, numero di figli, durata della permanenza in Italia, istruzione, occupazione e abitazione. "L'analisi dei dati raccolti dal Naga tra il 2009 e il 2013 permette di fare una fotografia della composizione dell'immigrazione irregolare o di dare una lettura diversa dell'immaginario comune su quali siano gli effetti della crisi economica. … Complessivamente si rilevano lunghe permanenze, altissimi tassi di istruzione, ma un drammatico calo dell'occupazione e un aumento della marginalità. La crisi ha avuto effetti pesantissimi: la percentuale di occupati sugli attivi nel campione Naga è passata dal 63% nel 2008 al 36% del 2013; la riduzione è stata di oltre 30 punti percentuali per la componente femminile. Contestualmente, la percentuale di coloro che percepisce come relativamente stabile il proprio lavoro (occupazione permanente) è passata dal 52% del 2008 a meno del 25% del 2013. Al crollo degli occupati relativamente stabili, corrisponde un aumento dell'occupazione saltuaria (dal 47% del 2008 a circa il 69% del 2013) e degli ambulanti. … I risultati dello studio suggeriscono l'urgenza di appropriati interventi pubblici e un ripensamento generale della legislazione sull'immigrazione slegando il permesso di soggiorno dal contratto di lavoro".


Novembre 2014. Pubblicato il Piano di contingenza sanitario regionale migranti della Regione Siciliana. É stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n. 42 del 3 ottobre 2014 (supplemento ordinario) il piano di contingenza sanitaria per i migranti, presentato il 23 settembre 2014. Il documento nasce dal protocollo d’intesa di una task force di cui fanno parte, oltre la Regione Siciliana, l'Organizzazione mondiale della Sanità, Emergency, Medici senza frontiere e Croce Rossa italiana. La Sicilia è la prima regione in Europa che si dota di un sistema così definito. Dal punto di vista operativo, il Piano identifica ruoli e responsabilità di tutti i principali attori dell’assistenza sanitaria, il modo in cui questi devono interagire, nonché gli aspetti gestionali e logistici. Il coordinamento compete all’assessorato regionale alla Salute, al cui interno viene individuato un coordinatore regionale, il quale avrà come punti di riferimento sul territorio i direttori sanitari delle Asp. Un ruolo peculiare viene affidato alla comunicazione ed all’informazione, in modo da evitare facili allarmismi tra la popolazione e la circolazione di notizie infondate sui media. Uno degli aspetti più rilevanti è l’identificazione di due diversi responsabili per l’assistenza in banchina e per i centri di accoglienza. Un ruolo sopecifico è stato riservato anche al Responsabile della SIMM (presumibilmente attraverso il GrIS) che ha come obiettivi di funzione "promuovere, collegare e coordinare le attività sanitarie in pavore degli immigrati nella provincia dell'ASP, favorendo attività volte ad incrementare studi e ricerche nel campo della medicina delle migrazioni".


Novembre 2014. Presentato il Rapporto sulla Protezione Internazionale in Italia 2014. Al centro di questo primo Rapporto è l’analisi del ruolo dello Stato, degli enti locali e del Terzo settore nei processi di integrazione di richiedenti asilo e rifugiati e le modalità con cui si sta sviluppando l’accoglienza integrata in Italia. Realizzato da Anci, Caritas Italiana, Cittalia, Fondazione Migrantes, Servizio Centrale dello Sprar, in collaborazione con Unhcr, il Rapporto si articola in quattro capitoli dedicati rispettivamente al tema dell’asilo tra Stato e Terzo Settore, al fenomeno dei richiedenti protezione internazionale in Italia, al sistema di protezione per richiedenti asilo, rifugiati e soggetti vulnerabili e al flusso delle migrazioni forzate  a livello internazionale ed europeo. Costruire un sistema nazionale di tutela e accoglienza unico, efficace e integrato è l’obiettivo che i promotori del rapporto intendono perseguire a partire da questo studio, che realizza una sinergia tra i principali attori coinvolti nell’accoglienza integrata in Italia.


Agosto 2014. Asilo, frontiere ed immigrazione: pubblicato il manuale sul diritto europeo. Edizione 2014. La Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) e l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali hanno pubblicato una guida aggiornata al diritto europeo in materia di asilo, frontiere e immigrazione. Prima guida completa su queste tematiche, essa tiene conto sia della giurisprudenza della CEDU, sia di quella della Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE). Contiene, inoltre, i regolamenti e le direttive pertinenti dell’UE, oltre a riferimenti alla Carta sociale europea (CSE) e ad altri strumenti del Consiglio d'Europa. Il primo manuale è stato pubblicato in quattro lingue nel giugno 2013. La seconda edizione è stata completata nel dicembre 2013, aggiornata alla luce delle modifiche legislative introdotte nell’estate 2013 in materia di asilo dell’Unione europea. Eventuali futuri aggiornamenti saranno messi a disposizione sul sito Internet della FRA (European Union Agency for Fundamental Rights) e sul sito Internet della Corte europea dei diritti dell’uomo. Il manuale è destinato ad avvocati, giudici, pubblici ministeri, guardie di frontiera, funzionari dell’immigrazione e altre figure professionali che collaborano con le autorità nazionali, oltre che a organizzazioni non governative e a organismi che potrebbero essere chiamati ad affrontare le problematiche legali in uno degli ambiti analizzati nel manuale. (Fonte: www.tuttocamere.it)


Luglio 2014. Guida all'orientamento legale dei cittadini stranieri in Italia. La Caritas Italiana pubblica la edizione aggiornata della "Guida legale all'orientamento dei cittadini stranieri", un sussidio informativo, rivolto, oltre agli operatori legali delle Caritas diocesane, a tutti coloro che debbano o vogliano misurarsi con la complessa e articolata legislazione sull’immigrazione e l’asilo e necessitino di un supporto per acquisire maggiore dimestichezza con le norme che la regolano. Nella consapevolezza che si tratta di una materia in costante e continua evoluzione, il formato elettronico di questa riedizione è pensato proprio per semplificare l'aggiornamento delle parti che, nel tempo, lo richiederanno. La Guida si presenta inoltre, in questa versione aggiornata, più curata nella parte grafica, con una serie di immagini, tabelle e schemi volti a facilitare e alleggerire la consultazione. L'auspicio è che la Guida, oltre ad aiutare gli operatori e i cittadini stranieri a districarsi fra leggi, decreti e circolari particolarmente abbondanti in questo ambito, possa contribuire ad alimentare sui territori la cultura della legalità e del rispetto dei diritti delle persone.

Scarica il Testo Guida legale all'orientamento dei cittadini stranieri:


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