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Pasqua 2014. Pasqua è voce del verbo ebraico «pèsah», passare. Non è festa per residenti, ma per migratori che si affrettano al viaggio.
Da non credente vedo le persone di fede così, non impiantate in un centro della loro certezza ma continuamente in movimento sulle piste. Chi crede è in cerca di un rinnovo quotidiano dell'energia di credere, scruta perciò ogni segno di presenza. Chi crede, insegue, perseguita il creatore costringendolo a manifestarsi, perciò vedo chi crede come uno che sta sempre su un suo «pèsah», passaggio. Mentre con generosità si attribuisce al non credente un suo cammino di ricerca, è piuttosto vero che il non credente è chi non parte mai, chi non s'azzarda nell'altrove assetato del credente. Ogni volta che è Pasqua, urto contro la doppia notizia delle scritture sacre, l'uscita d'Egitto e il patibolo romano della croce piantata sopra Gerusalemme. Sono due scatti verso l'ignoto. Il primo è un tuffo nel deserto per agguantare un'altra terra e una nuova libertà. Il secondo è il salto mortale oltre il corpo e la vita uccisa, verso la più integrale resurrezione. Pasqua/pèsah è sbaraglio prescritto, unico azzardo sicuro perché affidato alla perfetta fede di giungere. Inciampo e resto fermo, il Sinai e il Golgota non sono scalabili da uno come me, che pure in vita sua ha salito e sale cime celebri e immense. Restano inaccessibili le alture della fede. Allora sia Pasqua piena per voi che fabbricate passaggi dove ci sono muri e sbarramenti, per voi apertori di brecce, saltatori di ostacoli, corrieri a ogni costo, atleti della parola pace.

Erri De Luca, in Mosaico di pace, aprile 2014


14 - 17 maggio 2014
XIII Congresso della SIMM ad Agrigento

Teatro Pirandello


14 marzo 2014. Lettera del Consiglio di Presidenza SIMM sulla scelta di non avere sponsor commerciali al Congresso Nazionale. Cara Socia, caro Socio, come già successo per l’organizzazione del XII Congresso a Viterbo nel 2012, i componenti del Consiglio di Presidenza della SIMM, in qualità di rappresentanti di un’associazione libera e non condizionata da interessi commerciali, hanno nuovamente scelto di non richiedere sponsorizzazioni. I regali e le sponsorizzazioni influenzano i destinatari (organizzatori e partecipanti al congresso, nel nostro caso) perché svolgono un ruolo mnemonico grazie al nome e il marchio della ditta impressi sul regalo, sulle locandine, sulle cartelline. Il dono o la sponsorizzazione, inducono un sentimento di riconoscenza e di reciprocità, che spingono coloro che ne hanno beneficiato a ricambiare il favore orientando le proprie prescrizioni o scelte di acquisto verso chi ci ha offerto qualcosa (indipendentemente dal valore intrinseco dell’oggetto in sé) e perdendo quindi la propria preziosa imparzialità. Inoltre, la sponsorizzazione o il dono (la valigetta, la biro, il buffet) hanno un costo il quale, in ultima analisi, ricade sempre sull’ultimo anello della catena (in genere il paziente che acquista il farmaco della ditta in questione). Così, anche quest’anno, vi attende un congresso sobrio, ma sicuramente, più libero!

 

il Consiglio di Presidenza della SIMM

per approfondire
www.nograziepagoio.it
http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMp0810200
(documento sulla gestione dei conflitti di interesse redatto dall'Institute of Medicine degli USA)
http://archinte.ama-assn.org/cgi/content/abstract/169/9/887
(un interessante caso di influenza occulta)


 



Per Informazioni:


Lettera del Presidente SIMM di annuncio del XIII Congresso Nazionale. Carissimi soci, eccoci al XIII Congresso Nazionale della nostra Società previsto ad Agrigento dal 14 al 17 maggio di quest’anno. Sulla scia di Viterbo, vogliamo aprire spazi e costruire nuove traiettorie nei vari territori in cui il diritto alla salute per tutti e senza esclusioni stenta ad affermarsi. Abbiamo già preparato il terreno con gli operatori socio-sanitari dell’ASP di Agrigento e stiamo coinvolgendo le varie autorità locali e le organizzazioni sociali che operano a favore degli immigrati. Con loro organizzeremo il Congresso nella speranza che ci possano essere ricadute positive nell’assistenza socio-sanitaria degli immigrati che tuttora non riescono ad avere garantiti i diritti di salute in quel territorio. Questa mia prima lettera è dettata dalla necessità di ripercorrere le orme di Viterbo anche per la sostenibilità economica. Anche ad Agrigento faremo un congresso equo e solidale nonchè sobrio e dignitoso, grazie alle preiscrizioni di tutti noi. Questo ci consentirà di reperire le risorse necessarie in modo coerente coi principi che informano la SIMM. In questa prima fase vi chiedo, infine, il sostegno e la collaborazione per la maggiore divulgazione possibile del nostro tradizionale incontro che vorremmo sempre più affollato e partecipato, ricordando che in queste nostre riunioni è stata scritta la storia della medicina delle migrazioni e che la crisi sociale, politica e morale che ancora ci attanaglia esige un maggior impegno nella ricerca di nuove soluzioni per una “dignitas in salute e salus in dignitate”. (Mario Affronti)



Sicilia, 6 Marzo 2014. Assistenza sanitaria stranieri – Procedure per iscrizione al SSR dei minori stranieri possessori di codice STP/ENI. L’Assessorato Salute della Regione Siciliana, dopo aver ratificato l’Accordo Stato-Regioni lo scorso autunno, in data odierna emana (DA 326/2014) la circolare che descrive il percorso operativo per l’iscrizione al Pediatra di Libera Scelta dei minori (0 - 14 anni) stranieri “extracomunitari figli di genitori non in possesso di permesso di soggiorno e comunitari non in possesso dei requisiti per l’iscrizione al SSR”. L’iscrizione presuppone il possesso del codice STP ed ENI (che puo’ essere contestualmente rilasciato) e andra’, quindi, rinnovata ogni sei mesi. Queste le peculiarita’ di una disposizione che rappresenta certamente un risultato importante che si aggiunge a quello di Emilia Romagna e Lombardia (SLP).


16 febbraio 2014. Le Regioni Lombardia e Emilia-Romagna garantiscono l’assistenza sanitaria ai minori con i genitori in condizione di irregolarità e fragilità sociale. La Lombardia e l’Emilia-Romagna sono le uniche Regioni in Italia che hanno recepito l’indicazione dell’Accordo sulla tutela sanitaria agli immigrati del 20 dicembre del 2012 per garantire l’assistenza sanitaria ai minori figli di immigrati in condizione di irregolarità giuridica attraverso il pediatra di libera scelta. Due punti in comune: le due Regioni non hanno formalmente recepito l’Accodo e entrambe individuano la popolazione target nei minori fino a 14 anni. La Lombardia garantisce l’iscrizione al SSR per tre anni ma il pediatra dovrà essere scelto di volta in volta, l’Emilia-Romagna attraverso il codice STP garantisce il pediatra per un anno (rinnovabile); la Lombardia comprende i minori figli di cittadini comunitari presenti in regione ed in condizione di fragilità sociale (senza attestato di diritto rilasciato dal proprio paese o Team), l’Emilia-Romagna prevede l’iscrizione volontaria (a pagamento) per i comunitari residenti (adulti e minori) e senza attestati di diritto o iscrizione obbligatoria al SSN. L’esenzione dei ticket corrisponde alle indicazioni locali: esenti fino a 14 aa i minori in Lombardia, fino a 6 aa in Emilia-Romagna se indigenti e poi con livelli di esenzione diversificati. L’Accordo ha l’obiettivo di uniformare diritto e procedure, le Regioni (in assenza di una governance nazionale) aumentano differenze e disuguaglianze …


    Ad oggi hanno recepito con atto formale l'Accondo Stato - Regioni e P.A. sulle indicazioni per una corretta applicazione delle normative sanitarie per immigrati:


     

    Accondo Stato - Regioni e P.A. sulle indicazioni per una corretta applicazione delle normative sanitarie per immigrati

    Vai al Dossier  sull'Accordo del 20 dicembre 2012


     

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    Marzo 2014. Quanto costa l’assistenza sanitaria per gli immigrati? Uno studio della Regione Marche. Quando si parla di spesa sanitaria i decisori e i politici vorrebbero conoscere nel dettaglio quanto costa l’assistenza sanitaria agli immigrati, dimenticando che in generale sui costi sanitari, anche per gli italiani o alcune categorie di italiani (esempio anziani, disabili, oncologici ecc.), vi sono seri problemi di conoscenza.

Inoltre, seppure la specifica questione sia da ritenersi legittima, spesso sottende la domanda “siamo sicuri che l’Italia può permettersi di pagare l’assistenza sanitaria ‘anche’ agli immigrati?”.

La stima dei costi sostenuti per l’assistenza sanitaria agli immigrati può essere effettuata con una metodologia messa a punto negli anni dal gruppo di lavoro nazionale “Salute immigrati” a partire dalle prime valutazioni relative agli anni 2003-2005, pubblicate nel 2008.
 
Indubbiamente il diverso grado di affidabilità dei dati forniti dalle regioni e le diverse modalità di contabilizzazione impiegate dalle stesse, rende possibile effettuare solo delle stime e rende difficile il benchmark. Nella regione Marche, nel quadriennio 2007-2010, la spesa per i ricoveri per gli immigrati regolarmente residenti è intorno al 5% e quella per i ricoveri degli immigrati “irregolari” (per lo più extra-comunitari senza permesso, spesso in condizioni di marginalità sociale e senza possibilità di iscriversi al Ssn) è intorno allo 0,3%. Dati analoghi sono presenti in altre regioni e a livello nazionale. Per gli italiani e per gli immigrati “irregolari” la spesa media per ricovero è costantemente superiore rispetto a quella degli immigrati regolarmente residenti. Se si confrontano le due sottopopolazioni di immigrati, i regolarmente residenti e gli “irregolari”, il “peso” dei ricoveri per questi ultimi è maggiore rispetto a quello degli italiani e può essere addirittura superiore, soprattutto nella classe di età pediatrica (0-14 anni), a quello degli italiani. Questo ultimo dato suggerisce la necessità di una presa in carico da parte del pediatra di base ad evitare il ricorso al ricovero in condizioni di maggiore gravità con conseguenze sulla salute e sui costi. Nell’attuale contesto nazionale in cui la necessità di ottimizzare le risorse è acclarata, fornire le cure di base a chi ne ha bisogno, a partire dai gruppi più vulnerabili, significa anche assumere la responsabilità di operare in termini di efficienza, oltre che contrastare le diseguaglianze, che come noto, hanno ricadute negative su tutta la collettività (PC).


    12 febbraio 2014. Ricerca Istat. Cittadini stranieri: condizioni di salute, fattori di rischio, ricorso alle cure e accessibilità dei servizi sanitari. I cittadini stranieri hanno una percezione positiva del proprio stato di salute. E lo sentono tale più degli italiani. Secondo l'Istat, infatti, per "l'87,5% le proprie condizioni di salute sono buone o molto buone a fronte dell'83,5% degli italiani". Nello specifico, a sentirsi in buona salute tra i cittadini dei Paesi Ue sono soprattutto i polacchi (88,4%) e, tra i non comunitari, i cinesi (90,2%), i filippini (90,2%) e gli indiani (88,8%). In fondo alla classifica si trovano gli ucraini (85,8%) e i marocchini (85,2%).  In assenza di disturbi o sintomi vanno dal medico il 57,5% degli stranieri, di più le donne (59,6% contro il 53,9% degli uomini) e i giovani under 14 (62,9%), di meno i cinesi (44,1%). Si rivolgono al pronto soccorso soprattutto tunisini e marocchini, meno i cinesi. Alla guardia medica si recano di più i giovani adulti e chi vive al Mezzogiorno, al consultorio soprattutto le donne tra i 25 e i 34 anni. Il 13,8% degli stranieri (di 14 anni e più) ha difficoltà a spiegare in italiano i disturbi al medico e il 14,9% a comprendere ciò che il medico dice. Lo svantaggio è maggiore per le donne, per gli over 54, per chi ha un titolo di studio basso e per le collettività cinesi, indiane, filippine e marocchine. Il 13% dei cittadini stranieri (di 14 anni e più) ha difficoltà a svolgere le pratiche amministrativo-burocratiche nell'accesso alle prestazioni sanitarie, soprattutto se cinesi o indiani. ... ... L’indagine è stata finanziata dalla Direzione generale della prevenzione del Ministero della salute per favorire la conoscenza, fino ad oggi frammentate e di difficile analisi, su specifici aspetti di fondamentale importanza quali: il legame tra condizioni di salute, stili e qualita della vita degli immigrati; l’accesso alle cure e ai servizi socio-sanitari; le differenze rispetto alla popolazione residente italiana; le difficolta incontrate dagli stranieri residenti nel rapporto con i servizi sanitari. La SIMM ha partecipato nella fase di costruzione delle domande. I dati del report forniscono un quadro sintetico in cui emergono le differenze in salute della popolazione straniera in Italia per paese d’origine. L’analisi può permettere di individuare interventi sempre più appropriati per questi gruppi di popolazione, in modo da favorire l’accesso alle cure e la mediazione culturale, quando necessario.


    28 dicembre 2013. Per la Regione Lazio il 2014 sarà l’anno contro le disuguaglianze in sanità. Se ormai da alcuni anni il nuovo paradigma della sanità pubblica è il contrasto delle disuguaglianze nella salute e nell’accesso ai servizi e i parametri di analisi e di intervento sono i determinanti sociali alla salute, poche regioni hanno iscritto tale impegno nelle loro politiche. Dopo un intenso lavoro preparatorio, vicissitudini dovute al cambio dell’amministrazione e a nuove scelte programmatiche, la Regione Lazio si appresta a rendere operativo un programma di impegno contro le disuguaglianze da parte di tutte le aziende sanitarie regionali. Dapprima è stata istituita una “cabina di regia” presso l’Agenzia di Sanità Pubblica (ASP), e successivamente, con la decadenza di questa, è stato individuato un “gruppo tecnico regionale” che formalmente da novembre 2013 è operativo ed ha licenziato una serie di schede obiettivi che le Aziende sanitarie dovranno realizzare con le dovute contestualizzazioni. Le popolazioni target sono tre: rom e sinti, immigrati con particolare riferimento a coloro che vivono in condizione di fragilità sociale (STP e ENI), vulnerabili (senza dimora) italiani e stranieri. Alcuni saranno progetti pilota, altri struttureranno le buone prassi già in essere ma tutti puntano su un aumento delle competenze del sistema in modo che le risorse disponibili per il 2014 possano fruttare anche negli anni a seguire. Il GrIS Lazio è stato coinvolto sia in ambito di progettualità che di realizzazione in particolare per rendere omogenee alcune linee di intervento e far diventare patrimonio di tutti le esperienze di alcuni (lavoro di “rete sul campo”).

     

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