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Gennaio 2014. Pubblicato il report finale del progetto “La salute della popolazione immigrata: il monitoraggio da parte dei Sistemi Sanitari Regionali”. E' fondamentale che le Regioni, allo scopo di organizzare servizi efficaci, efficienti ed equi, possano disporre di adeguate e omogenee informazioni per la programmazione sanitaria, basate sul monitoraggio dei principali problemi di salute dei differenti gruppi di popolazione presenti nei propri territori e della relativa spesa. Tuttavia, la mancanza di dati omogenei nazionali e regionali ha determinato l’insorgere di notizie contrastanti sui bisogni sanitari degli immigrati e sulla sostenibilità economica dell'assistenza ad essi erogata, in particolare con riferimento ai non regolari. In questo contesto Agenas, in collaborazione con il Ministero della Salute - Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm) nell’ambito del programma 2009, ha promosso il progetto “La salute della popolazione immigrata: il monitoraggio da parte dei Sistemi Sanitari Regionali”, con l’obiettivo di creare un network interregionale al duplice scopo di fornire alle Regioni metodologie condivise in grado di fornire informazioni per la programmazione sanitaria basate sulla valutazione epidemiologica ed economica, e di predisporre strumenti di supporto all’assistenza sanitaria nei Centri di identificazione ed espulsione. Il presente progetto è in continuità con quello intitolato “Promozione della salute della popolazione immigrata in Italia” (Programma Ccm 2007, coordinato dall’Osservatorio sulle diseguaglianze nella salute della Regione Marche negli anni 2007-2009), nel cui ambito era stata definita una specifica metodologia di analisi per lo studio dello stato di salute.


1 Gennaio 2015. Buon anno con una buona lettura. Il 2015 è l’anno prefissato dalle Nazioni Unite per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del millennio (MDGs: Millennium Development Goals): la comunità internazionale si trova a riflettere sui successi e i fallimenti registrati. Allo stesso tempo, il nuovo disegno strategico per l’agenda post 2015 sarà definito attraverso dei nuovi obiettivi, i cosiddetti Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs: Sustainable Development Goals), che andranno a riorientare gli sforzi internazionali. ... La salute, in questo scenario diventa una chiave di lettura dove si intersecano fattori diversi e decisivi nella vita delle persone: educazione, ambiente, lavoro, capacità di accesso alle cure e la qualità delle stesse, discriminazioni di genere e razziali, sistemi di protezione sociali, etc. Elementi fondamentali e necessari a garantire dignità e rispetto delle persone in tutti i contesti, dal locale al globale. In tale cornice si inserisce il Centro di salute globale della Regione Toscana che ha proposto una monografia con l’intento di presentare attraverso il racconto, talvolta quasi filosofico, talora accademico e soprattutto esperienziale, una panoramica su alcuni temi che, chi si occupa di “salute globale”, non può fare a meno di conoscere. La monografia è articolata in due diverse sezioni. La prima, più teorica e concettuale, dove convergono differenti forme di intendere e concepire la salute globale, con riflessioni e analisi dal mondo delle Istituzioni, dall’Accademia, dagli Ordini professionali e dal mondo della società civile. Tutti concordano nel definire la salute umana come diritto inalienabile e universale. La seconda sezione da voce ad esperienze pratiche nel campo della salute globale: le iniziative in ambito di cooperazione sanitaria, la formazione dei nostri futuri professionisti e il lavoro svolto sul tema della salute dei migranti. Lavorare per la salute globale non porta vantaggi solo a popoli lontani o a migranti in difficoltà, ma contribuisce a migliorare lo stato di salute di tutta la popolazione. Infatti, la possibilità di adottare uno sguardo “globale” verso la salute significa dare importanza ad una maggiore equità nella distribuzione delle risorse e dei servizi; significa guardare alla salute come un fattore correlato ad un’infinità di elementi che la condizionano; significa aprire lo sguardo a nuove culture che sono ormai qui, vicino a noi, e che rappresentano la sfida per ripensare i nostri servizi, per renderli più accessibili, più funzionali, in definitiva più umani. (dall'introduzione di Maria José Caldes Pinilla, Direttrice Centro di salute globale Regione Toscana/AOU Meyer)


Dicembre 2014. La Toscana ratifica l’Accordo Stato Regioni del dicembre 2012 e attualizza le proprie linee guida. A due anni esatti dalla firma dell’Accordo, è stata approvata la Delibera di Giunta Regionale n°1139 del 9/12/2014 che formalizza il recepimento, da parte della Regione Toscana, dell'Accordo stesso sulla corretta applicazione della normativa per l'assistenza sanitaria alla popolazione straniera da parte delle Regioni e delle Province Autonome Italiane del 20/12/2012. Il documento è composto dal testo della delibera in senso stretto e da due allegati: il documento dell'accordo così come uscito dalla Conferenza Stato Regioni (B), e l'edizione aggiornata a novembre 2014 delle Linee Guida Regionali per l'assistenza Sanitaria ai cittadini stranieri (B) (DGR 120/2012). Il GrIS Toscana, che ha sollecitato e atteso quest’atto, esprime soddisfazione e monitorerà la sua effettiva applicazione: si sottolinea in particolare l’attivazione del codice ENI per i comunitari in condizione di fragilità (in Toscana fino ad oggi, ogni anno veniva “prorogato” il codice STP per rumeni e bulgari) e l’estensione anche per loro del codice di esenzione X01.

 


 

Accondo Stato - Regioni e P.A. sulle indicazioni per una corretta applicazione delle normative sanitarie per immigrati

Vai al Dossier  sull'Accordo del 20 dicembre 2012


 

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Gennaio 2014. Pubblicate le sintesi in lingue estere del Dossier Statistico Immigrazione 2014 - Rapporto UNAR. Il Centro Studi e Ricerche IDOS ha provveduto alla traduzione dei principali contenuti del Dossier Statistico Immigrazione 2014, curato per conto dell’UNAR, in diverse lingue estere. Diversi traduttori hanno collaborato alla realizzazione di questa iniziativa e sul sito sono disponibili le traduzioni in albanese, arabo, bangladese, cinese, francese, inglese, olandese, portoghese, romeno, spagnolo, tedesco. Queste schede, che potranno essere scaricate e utilizzate liberamente, serviranno a diffondere la conoscenza dell’immigrazione nel nostro Paese, sia all’interno delle diverse comunità sia nei Paesi di origine. È convinzione dei redattori Idos che questa conoscenza continui ad essere troppo concentrata sugli aspetti economici e occupazionali, mentre è indispensabile occuparsi anche delle dimensioni culturali, sociali e religiose, che parimenti costituiscono la vita concreta di questi nuovi cittadini, nell’ottica di una convivenza più armoniosa e di un rapporto più proficuo con le aree di origine.


Gennaio 2015. Linee guida sul diritto alla residenza dei richiedenti e beneficiari di protezione internazionale. In Italia, l’iscrizione nelle liste anagrafiche della popolazione residente di un comune afferisce al diritto costituzionale di circolare e soggiornare liberamente sul territorio nazionale (art. 16 Cost.), e nel contempo è requisito essenziale per poter effettivamente esercitare altri diritti fondamentali. Essa rappresenta un presupposto per qualsiasi processo d’integrazione degli stranieri, compresi i beneficiari di protezione internazionale e i richiedenti asilo.Infatti le funzioni principali dell’anagrafe sono quelle da un lato di rilevare la presenza stabile delle persone nel territorio di un determinato comune per consentire ai pubblici poteri di pianificare i servizi da erogare alla popolazione e dall’altro di consentire alle persone l’accesso effettivo a determinati diritti sociali e l’esercizio di alcuni diritti civili e dei diritti politici, nonché per facilitare l’adempimento di alcuni obblighi, inclusi quelli tributari. In materia di integrazione dei titolari di protezione internazionale, l’iscrizione anagrafica nelle liste della popolazione residente in un determinato comune merita particolare attenzione in quanto connesso alla possibilità di fruire concretamente della protezione riconosciuta. La pubblicazione vuole chiarire quali sono i presupposti dell’iscrizione anagrafica, a sostegno di tutti gli operatori e degli ufficiali di anagrafe investiti del gravoso compito di supportare i rifugiati in Italia, con particolare attenzione alla condizione dei richiedenti asilo e dei beneficiari di protezione internazionale.


Dicembre 2014. Presentato il Rapporto Naga: "Stanno tutti bene". I dati socio-sanitari raccolti dal Naga rappresentano una delle più grandi banche dati esistenti sull'immigrazione irregolare. Il Rapporto, alla sua terza edizione, analizza i dati raccolti tra il 2009 e il 2013. Oltre 15.000 utenti, per i quali sono stati indagati provenienza, genere, età, stato civile, numero di figli, durata della permanenza in Italia, istruzione, occupazione e abitazione. "L'analisi dei dati raccolti dal Naga tra il 2009 e il 2013 permette di fare una fotografia della composizione dell'immigrazione irregolare o di dare una lettura diversa dell'immaginario comune su quali siano gli effetti della crisi economica. … Complessivamente si rilevano lunghe permanenze, altissimi tassi di istruzione, ma un drammatico calo dell'occupazione e un aumento della marginalità. La crisi ha avuto effetti pesantissimi: la percentuale di occupati sugli attivi nel campione Naga è passata dal 63% nel 2008 al 36% del 2013; la riduzione è stata di oltre 30 punti percentuali per la componente femminile. Contestualmente, la percentuale di coloro che percepisce come relativamente stabile il proprio lavoro (occupazione permanente) è passata dal 52% del 2008 a meno del 25% del 2013. Al crollo degli occupati relativamente stabili, corrisponde un aumento dell'occupazione saltuaria (dal 47% del 2008 a circa il 69% del 2013) e degli ambulanti. … I risultati dello studio suggeriscono l'urgenza di appropriati interventi pubblici e un ripensamento generale della legislazione sull'immigrazione slegando il permesso di soggiorno dal contratto di lavoro".


Novembre 2014. Pubblicato il Piano di contingenza sanitario regionale migranti della Regione Siciliana. É stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n. 42 del 3 ottobre 2014 (supplemento ordinario) il piano di contingenza sanitaria per i migranti, presentato il 23 settembre 2014. Il documento nasce dal protocollo d’intesa di una task force di cui fanno parte, oltre la Regione Siciliana, l'Organizzazione mondiale della Sanità, Emergency, Medici senza frontiere e Croce Rossa italiana. La Sicilia è la prima regione in Europa che si dota di un sistema così definito. Dal punto di vista operativo, il Piano identifica ruoli e responsabilità di tutti i principali attori dell’assistenza sanitaria, il modo in cui questi devono interagire, nonché gli aspetti gestionali e logistici. Il coordinamento compete all’assessorato regionale alla Salute, al cui interno viene individuato un coordinatore regionale, il quale avrà come punti di riferimento sul territorio i direttori sanitari delle Asp. Un ruolo peculiare viene affidato alla comunicazione ed all’informazione, in modo da evitare facili allarmismi tra la popolazione e la circolazione di notizie infondate sui media. Uno degli aspetti più rilevanti è l’identificazione di due diversi responsabili per l’assistenza in banchina e per i centri di accoglienza. Un ruolo sopecifico è stato riservato anche al Responsabile della SIMM (presumibilmente attraverso il GrIS) che ha come obiettivi di funzione "promuovere, collegare e coordinare le attività sanitarie in pavore degli immigrati nella provincia dell'ASP, favorendo attività volte ad incrementare studi e ricerche nel campo della medicina delle migrazioni".


Novembre 2014. Presentato il Rapporto sulla Protezione Internazionale in Italia 2014. Al centro di questo primo Rapporto è l’analisi del ruolo dello Stato, degli enti locali e del Terzo settore nei processi di integrazione di richiedenti asilo e rifugiati e le modalità con cui si sta sviluppando l’accoglienza integrata in Italia. Realizzato da Anci, Caritas Italiana, Cittalia, Fondazione Migrantes, Servizio Centrale dello Sprar, in collaborazione con Unhcr, il Rapporto si articola in quattro capitoli dedicati rispettivamente al tema dell’asilo tra Stato e Terzo Settore, al fenomeno dei richiedenti protezione internazionale in Italia, al sistema di protezione per richiedenti asilo, rifugiati e soggetti vulnerabili e al flusso delle migrazioni forzate  a livello internazionale ed europeo. Costruire un sistema nazionale di tutela e accoglienza unico, efficace e integrato è l’obiettivo che i promotori del rapporto intendono perseguire a partire da questo studio, che realizza una sinergia tra i principali attori coinvolti nell’accoglienza integrata in Italia.


Agosto 2014. Asilo, frontiere ed immigrazione: pubblicato il manuale sul diritto europeo. Edizione 2014. La Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) e l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali hanno pubblicato una guida aggiornata al diritto europeo in materia di asilo, frontiere e immigrazione. Prima guida completa su queste tematiche, essa tiene conto sia della giurisprudenza della CEDU, sia di quella della Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE). Contiene, inoltre, i regolamenti e le direttive pertinenti dell’UE, oltre a riferimenti alla Carta sociale europea (CSE) e ad altri strumenti del Consiglio d'Europa. Il primo manuale è stato pubblicato in quattro lingue nel giugno 2013. La seconda edizione è stata completata nel dicembre 2013, aggiornata alla luce delle modifiche legislative introdotte nell’estate 2013 in materia di asilo dell’Unione europea. Eventuali futuri aggiornamenti saranno messi a disposizione sul sito Internet della FRA (European Union Agency for Fundamental Rights) e sul sito Internet della Corte europea dei diritti dell’uomo. Il manuale è destinato ad avvocati, giudici, pubblici ministeri, guardie di frontiera, funzionari dell’immigrazione e altre figure professionali che collaborano con le autorità nazionali, oltre che a organizzazioni non governative e a organismi che potrebbero essere chiamati ad affrontare le problematiche legali in uno degli ambiti analizzati nel manuale. (Fonte: www.tuttocamere.it)


Luglio 2014. Guida all'orientamento legale dei cittadini stranieri in Italia. La Caritas Italiana pubblica la edizione aggiornata della "Guida legale all'orientamento dei cittadini stranieri", un sussidio informativo, rivolto, oltre agli operatori legali delle Caritas diocesane, a tutti coloro che debbano o vogliano misurarsi con la complessa e articolata legislazione sull’immigrazione e l’asilo e necessitino di un supporto per acquisire maggiore dimestichezza con le norme che la regolano. Nella consapevolezza che si tratta di una materia in costante e continua evoluzione, il formato elettronico di questa riedizione è pensato proprio per semplificare l'aggiornamento delle parti che, nel tempo, lo richiederanno. La Guida si presenta inoltre, in questa versione aggiornata, più curata nella parte grafica, con una serie di immagini, tabelle e schemi volti a facilitare e alleggerire la consultazione. L'auspicio è che la Guida, oltre ad aiutare gli operatori e i cittadini stranieri a districarsi fra leggi, decreti e circolari particolarmente abbondanti in questo ambito, possa contribuire ad alimentare sui territori la cultura della legalità e del rispetto dei diritti delle persone.

Scarica il Testo Guida legale all'orientamento dei cittadini stranieri:


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