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17 giugno 2015. Infanzia: diritti dei minori ancora negati tra povertà, carenza di servizi e mancanza di coordinamento delle strutture preposte alla tutela. Presentato oggi il Rapporto di monitoraggio sull’attuazione della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza nel nostro Paese, giunto alla sua ottava edizione, alla cui redazione hanno contribuito 124 operatori delle 90 associazioni del Gruppo CRC, tra cui la SIMM. Il rapporto dedica un paragrafo ai minori stranieri non accompagnati (MSNA), tema di grande attualità considerati i numerosi sbarchi di questo periodo, rilevando la necessità di rendere subito operativo il nuovo sistema di accoglienza. Dal primo gennaio al 31 marzo 2015 sono sbarcati in Italia 10.165 migranti, di cui 902 minori (289 accompagnati e 613 non accompagnati), dato che a giugno è balzato a quasi 5.000 minori. Nel 2014, 26.122 minori hanno raggiunto le coste italiane e di questi 13.026 sono risultati essere non accompagnati, ovvero un numero pari a due volte e mezzo quello registrato nel 2013. Si tratta per la maggior parte di ragazzi tra i 15 ed i 17 anni, originari dell’Eritrea (3.394), dell’Egitto (2.007) e della Somalia (1.481). Va menzionato anche l’elevato flusso migratorio via mare dalla Siria: nel 2014 sono sbarcati 10.965 minori (10.020 accompagnati e 945 non accompagnati). Alla data di stesura del Rapporto erano oltre 500 i minori ancora in attesa del collocamento in comunità, che si trovano, da mesi, in strutture temporaneamente adibite alla loro accoglienza, attivate “in emergenza” a livello locale, in Sicilia, Puglia e Calabria.


17 giugno 2015. Minori stranieri. Le Raccomandazione dell’8° Rapporto di monitoraggio sull’attuazione della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Per contrastare la frammentazione e l’eterogeneità di applicazione del quadro normativo per la tutela sanitaria dei minori stranieri (comunitari e non) sul territorio nazionale, il Gruppo CRC raccomanda:
1. Al Ministero della Salute, relativamente all’applicazione dell’Accordo Stato-Regioni e PP.AA. del 20 dicembre 2012, di adottare strategie e interventi utili a che si rendano operative le indicazioni di tale Accordo: diramando una nota esplicativa per rendere possibile e uniforme l’iscrizione al SSR di tutti i minori, indipendentemente dalla loro condizione amministrativa e particolarmente dei minori stranieri in condizioni di irregolarità (STP ed ENI), ed equiparando i livelli assistenziali organizzativi di tali codici. Utile inoltre un’azione, da parte di Regioni e PP.AA., di verifica affinché l’applicazione di tali indicazioni avvenga in modo omogeneo in ogni territorio/distretto socio-sanitario, e di monitoraggio degli indicatori di salute dei minori stranieri sin dal periodo neonatale attraverso il Sistema di garanzia di erogazione dei LEA.
2. Al Ministero dell’Interno di emanare chiare indicazioni per l’immediata attuazione di quanto previsto nell’Intesa Stato-Regioni n. 77/CV del 10 luglio 2014 “Piano nazionale per fronteggiare il flusso straordinario dei cittadini extracomunitari, adulti, famiglie e minori stranieri non accompagnati”, specialmente per quanto previsto alla voce “Accoglienza Minori stranieri non accompagnati”; in particolare: a) di indicare i criteri di accreditamento degli enti gestori di centri di accoglienza e di definire un chiaro sistema di monitoraggio delle attività e degli esiti dell’accoglienza; b) di rendere il più breve possibile il tempo di permanenza dei minori e delle loro famiglie nei luoghi di prima accoglienza e di garantire la continuità assistenziale nei luoghi di seconda accoglienza, in cui la competenza culturale si avvalga anche di qualificati Servizi di mediazione inter-culturale;
3. Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, di emanare quanto prima un DPCM per l’attuazione del “Protocollo per l’identificazione e per l’accertamento olistico multidisciplinare dell’età dei minori non accompagnati”, in attuazione di quanto previsto dal Decreto Legislativo n. 24 del 4 marzo 2014, in particolare all’articolo 4, comma 2.


14 giugno 2015. Malattie croniche e migranti in Italia. Si è svolto a Venezia, il 18 maggio 2015, il convegno “Malattie croniche e migranti in Italia”. L’evento – organizzato dall’Oms Europa, e il Centro nazionale di epidemiologia sorveglianza e promozione della salute (Cnesps) dell’Iss – è stata occasione per presentare il rapporto “Malattie croniche e migranti in Italia. Rapporto sui comportamenti a rischio, prevenzione e diseguaglianze di salute”, pensato per stimolare un dibattito italiano ed europeo sulla salute dei migranti, partendo dai dati del sistemi di sorveglianza Passi sui fattori di rischio. La salute dei migranti è un aspetto rilevante per la sanità pubblica, un aspetto complesso (le diversi origini dei migranti implicano comportamenti e atteggiamenti molto diversi) che chiede risposte precise e non generiche. Il processo di integrazione appare abbastanza chiaro: dove c’è promozione “personalizzata” si trova un’integrazione “verso l’alto” (ovvero verso comportamenti più salutari, come nel caso degli screening); dove non c’è stata promozione “personalizzata” (per molti comportamenti a rischio), si palesa un’integrazione “verso il basso”, ovvero i migranti tendono a condividere le “cattive abitudini” delle fasce più basse della popolazione generale italiana. Durante il convegno è stato sottolineato che Passi è un patrimonio sostanziale, è un esempio di sorveglianza tra i migliori in Europa che si deve sempre più consolidare e valorizzare.

 


Si è tenuto a Firenze (15 e 16 maggio) il III Workshop Nazionale dei GrIS, Gruppi Immigrazione e salute della SIMM. Oltre 120 delegati dei 15 Gruppi Immigrazione e salute, unità territoriali della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, si sono confrontati su alcuni aspetti di attualità del tema “salute degli immigrati”. La prima giornata del Workshop organizzato dal GrIS Toscana, ha visto una sessione assembleare dal titolo “Il diritto alla salute dei migranti: quali minacce per una piena equità?” con le relazioni “Oltre il lessico della paura. Informazione e immigrazione alla prova dell'applicazione della Carta di Roma” e “I diritti non sono un costo. Immigrazione e welfare” ed il commento sul futuro del Sistema Sanitario Nazionale da parte del prof. Gavino Maciocco.

Gli argomenti scelti per i lavori di Gruppo della seconda giornata sono stati: rapporto tra servizio pubblico e privato sociale/volontariato (GrIS Lazio); questioni organizzative della mediazione culturale (GrIS Trentino); strategie per l’accoglienza dei profughi (GrIS Emilia-Romagna); politiche sanitarie regionali e percorsi di integrazione (GrIS Lombardia). L’incontro è stato anche occasione per fare il punto sull’applicazione dell’Accordo Stato-Regioni con le corrette indicazioni delle normative sanitarie per l’accesso ai servizi di prevenzione e cura e nella definizione di strategie perché esso venga applicato in modo diffuso.

 

 


4 Aprile 2015. Spagna: tornano le cure sanitarie gratuite per i migranti irregolari. Entro giugno prossimo, in Spagna gli immigrati irregolari potranno di nuovo essere curati gratuitamente nei centri di salute pubblica. Questo è quanto ha annunciato Mariano Rajoy, primo ministro spagnolo, che ha dichiarato “E’ più sensato e più ragionevole che ciò avvenga nei centri di salute pubblica, per non saturare i pronto soccorso”. Un cambiamento di direzione rispetto al 2012, quando a settembre venne deciso il taglio della copertura sanitaria (così come la revoca della tessera sanitaria ai migranti senza permesso di soggiorno), prevedendo quindi l’accesso alle cure solo per le emergenze. Ciò venne fortemente contestato tanto che molti medici si dichiararono obiettori e quattro regioni – l’Andalusia, le Asturie, la Navarra ed i Paesi baschi – si rifiutarono di applicare le misure decise dal governo, continuando a fornire le prestazioni sanitarie anche agli irregolari (posizione sostenuta anche dalla SIMM con una adesione all'appello dei colleghi iberici). L’unica certezza dall’annuncio del primo ministro è che l’accesso gratuito ai servizi sanitari non comporterà il ripristino della tessera sanitaria per i migranti irregolari. Tale misura, accettata positivamente dall’ordine dei medici lascia però scettica l’associazione Médicos del mundo. “Si tratta di una misura insufficiente e incompleta. Gli immigrati, senza la tessera sanitaria non potranno accedere a delle cure continuative o avere un medico curante fisso. Verranno indirizzati da degli specialisti in caso di bisogno? Avranno il diritto di fare esami specifici? Senza tessera sanitaria dovranno pagare l’integrazione per i farmaci. E sono tutte domande a cui non abbiamo avuto risposta” ma bisognerà aspettare fino a giugno per conoscere i dettagli della nuova disposizione.


 

Accondo Stato - Regioni e P.A. sulle indicazioni per una corretta applicazione delle normative sanitarie per immigrati

Vai al Dossier  sull'Accordo del 20 dicembre 2012


 

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16 giugno 2015. On line la Mappa di fruibilità dei servizi sanitari per gli stranieri STP/ENI di Roma e Provincia. È disponibile online la versione aggiornata delle Mappa dei servizi sanitari dedicati agli stranieri senza permesso di soggiorno nelle Aziende Sanitarie Locali della città di Roma e Provincia. Si tratta di un monitoraggio realizzato grazie alla collaborazione tra l’Area sanitaria della Caritas Diocesana di Roma, il Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive della Sapienza Università di Roma ed il Segretariato Italiano Studenti in Medicina (SISM) con il patrocinio e la partecipazione del GrIS Lazio, nell’ambito del progetto “Sulle tracce del diritto alla salute” che è l’evoluzione di simili esperienze di mappatura dei servizi per STP/ENI effettuate con alcune comunità di immigrati (2005) e con ragazzi del servizio civile (2010). L’attività di mappatura dei servizi è stata condotta da studentesse e studenti di medicina e chirurgia e assistenza sociale al fine di favorire la loro formazione sulle tematiche riguardati l’ambito della Salute Globale e della Medicina delle Migrazioni. L’esperienza degli studenti è stata raccolta nel   volume “Storie, Diari, Mappe di Salute. I servizi stp/eni del territorio romano nello sguardo degli studenti” che riporta le testimonianze degli incontri avvenuti sia tra i pazienti immigrati che con gli operatori dei servizi pubblici.


Giugno 2015. Le iniziative del GrIS Liguria per la tutela del diritto alla salute dei rifugiati e richiedenti asilo. All’indomani dell’ennesima strage di migranti in viaggio verso la speranza, una lettera aperta è stata indirizzata al Presidente di ANCI Liguria, e successivamente inoltrata al Presidente ANCI nazionale Piero Fassino, in collaborazione con il GrIS Piemonte. ANCI Liguria ha invitato il GrIS Liguria a portare proprie proposte, poi recepite in un proprio documento. Ci si è rivolti a ANCI e attraverso questa ai Sindaci, in quanto rappresentanti dei cittadini e responsabili della salute di tutti gli individui presenti sul territorio, chiedendo loro di contribuire a una strategia forte e convinta per superare l’attuale situazione di emergenza umanitaria. La SIMM ha fatto propri i contenuti della lettera aperta.

Il GrIS Liguria ha contribuito all’organizzazione del seminario “Rifugiati e richiedenti asilo in Liguria: verso una cultura dell’accoglienza fondata sui diritti”, che si terrà il prossimo 15 luglio al Museo del Mare di Genova. In questa occasione un gruppo di lavoro discuterà il tema del diritto alla salute.


Aprile 2015. Un documento del GrIS Friuli Venezia Giulia sull’accoglienza di chi chiede protezione internazionale. C'è molta discussione nei territori della regione Friuli Venezia Giulia (assessori regionali, sindaci, prefetti e questori ma anche dirigenti e operatori sanitari, onlus e volontari) per affrontare alcune questioni emergenti in merito all'accoglienza anche sanitaria dei migranti richiedenti asilo. Per tale motivo il GrIS FVG ha deciso sia di essere presente in varie iniziative locali (cfr, ad es., allegato abs Convegno “Percorsi di accoglienza sostenibile” del novembre 2014 ) sia di diffondere un documento che contiene puntuali proposte:

  • in ogni area territoriale dei cinque enti del servizio sanitario regionale, sia previsto l'allestimento in tempi brevi di una idonea struttura deputata alla “primissima accoglienza”, dotata di servizi igienici e gestita da operatori in grado di riconoscere i bisogni primari e di lavorare in rete, come prerequisito essenziale per la tutela della salute e della sicurezza;
  • sia garantito un costante coinvolgimento degli enti locali per una accoglienza diffusa e inclusiva, condivisa con le comunità ampliando i posti diponibili nel modello SPRAR;
  • la Direzione centrale Salute della Regione emani direttive chiare per le modalità di fruizione del diritto alla salute, previsto dalle normative in vigore, dei richiedenti protezione internazionale, onde evitare disomogeneità territoriali e difficoltà per gli operatori;
  • l'Assessorato regionale alla Salute ribadisca l'opportunità di applicare diffusamente e omogeneamente, seppur con modalità operative differenti a seconda delle diverse organizzazioni territoriali, i protocolli regionali per percorsi sanitari di screening e di accoglienza sanitaria, a tutela della salute del singolo e della comunità, sperimentati fin dall'avvio del progetto Codroipolis e ulteriormente condivisi e consolidati nelle circolari regionali nel 2011 in occasione della cosidetta emergenza nord-Africa;
  • venga riattivato quanto prima presso la Direzione centrale Salute e Protezione sociale un Gruppo di Lavoro Tecnico per la salute dei migranti a cui partecipino operatori socio-sanitari che in questi anni hanno maturato esperienza sul campo, designati da ciascun ente del Servizio sanitario regionale e che rilevi e analizzi le diverse problematiche proponendo soluzioni pratiche derivanti anche dalle buone pratiche già in atto, ascoltando anche associazioni ed enti competenti sulla tutela e la promozione della salute dei migranti.

In attesa di conoscere i tempi dell'iter della nuova legge regionale sull'immigrazione, presso l'Assessorato regionale competente venga comunque attivato subito, senza indugi un tavolo permanente sulla Protezione internazionale e umanitaria costituito dai rappresentanti degli Enti Locali, delle Prefetture, delle Questure, delle Aziende Sanitarie, degli enti gestori del Sistema SPRAR e delle associazioni aventi pluriennale e comprovata esperienza nella gestione dei servizi di tutela, accoglienza e mediazione culturale dei richiedenti asilo e dei rifugiati.


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