GrIS Friuli Venezia Giulia

Il GrIS è nato dalla frequentazione dei suoi componenti alla SIMM ed al Master sull’immigrazione a Roma (MEMP) e dal lungo e articolato lavoro svolto negli anni scorsi con l'"Osservatorio regionale per la salute dei migranti", che rischiava di andare disperso dopo l'abolizione della legge regionale sull'immigrazione conseguente all'insediamento della nuova giunta regionale. In Regione tutta la sanità è pubblica; il privato sociale è presente solo in campo assistenziale. Nella attività svolta in questi anni e nei programmi futuri resta importante il sostegno e il ruolo  dei mediatori. Vi sono realtà diverse nelle varie provincie e in alcune sono attivi protocolli d'intesa fra enti locali e associazioni. C’è inoltre a livello regionale una "rete di cittadinanza" che raccoglie singoli e associazioni impegnati a contrastare le attuali politiche regionali contro l’immigrazione e a diffondere una cultura dei diritti e della inclusione. La tradizione di politiche sull’immigrazione è ricca, in parte vanificata dal nuovo assetto politico regionale. Si cercherà di ripartire “dal basso” (comunità locali, enti locali, provincia, aziende sanitarie) per costruire quella rete che fino a poco tempo fa era rete istituzionale e di impegnarsi in attività di formazione e sensibilizzazione.

 

Il Gris Friuli Venezia Giulia è stato fondato nel 2008.

Portavoce: Guglielmo Pitzalis: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il Consiglio Regionale del FVG ha approvato nella seduta del 17 novembre 2015 la Legge Regionale 99 contenente le “Norme per l’integrazione sociale delle persone straniere immigrate”. Il testo ha accolto, per gli aspetti sanitari (art. 21), molte osservazioni del GrIS FVG avanzate formalmente durante alcune audizioni, grazie anche agli interventi che il GrIS ha continuato ad esercitare, sia durante i lavori in commissione che in aula, attraverso alcuni consiglieri. Il GrIS FVG valuta positivamente le norme introdotte in ambito di tutela sanitaria. A sottolineare l’attenzione regionale in questo ambito sono da segnalare un intervento dell’Assessore regionale alla salute nel merito dell’applicazione del Protocollo per la gestione sanitaria dei migranti richiedenti protezione internazionale e una circolare sulla disponibilità e gestione dei farmaci in particolari situazioni di bisogno.

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Allegati:
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Per garantire un futuro sereno a tutte/i le bambine e i bambini, future/i cittadine/i, con ripercussioni positive sullo stato generale di salute della popolazione, la tutela e la promozione dei diritti e della salute delle/dei minori straniere/i, richiedono che accoglienza e presa in carico siano attente e modulate sulle loro diverse problematiche giuridiche e amministrative, sociali e culturali .

Infatti le/i minori possono essere emigrate/i con una/o o con ambedue i propri genitori o ricongiunte/i ad una/o di essi dopo pochi mesi o dopo molti anni, bambine/i o già adolescenti; arrivati da adozioni internazionali oppure possono essere nati in Italia, essere figli di richiedenti asilo e rifugiati; ancora bambini soli o minori non accompagnati oppure figlie/i di genitori senza regolare permesso di soggiorno o figlie/i di rom e/o sinti.

I minori “stranieri” fra 0 e 18 anni residenti in Friuli-Venezia Giulia al 1.1.2022 sono 22.823; anche se ancora giuridicamente “stranieri” per cittadinanza, più della metà sono nati in Italia.

Un quarto sono cittadini di paesi della Unione Europea soprattutto della Romania e molto numerosi sono anche cittadini di paesi dell'Europa non UE soprattutto di Albania, Kossovo e Serbia; il 20 % cittadini di paesi africani come il Marocco e il Ghana e il 15% di paesi asiatici quali Bangladesh e Cina. Nelle scuole materne costituiscono più del 15 % dei bambini, nelle scuole elementari e medie sono fra il 10 e il 15 % degli alunni.

I minori stranieri non accompagnati attualmente in Regione FVG sono pochi più di un migliaio, maschi fra i 14 e i 17 anni provenienti soprattutto da Bangladesh, Pakistan, Kossovo e Albania; oltre la metà di loro è ospitata in centri di accoglienza di Trieste, Udine e Cividale del Friuli; altri sono ospiti di comunità più piccole diffuse nei vari paesi del Friuli.

Ma molti di più sono i minori stranieri non accompagnati che arrivano anche dall'Afghanistan e dall'Egitto, transitano per la nostra regione e poi vengono trasferiti in centri di altre regioni oppure si rendono invisibili per continuare il loro viaggio in altri stati europei.

Nell'incontro on line di mercoledì 19 gennaio alle ore 17.45 il Gruppo Immigrazione Salute del Friuli-Venezia Giulia della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni proporrà una serie di aggiornamenti su alcuni aspetti della realtà regionale e nazionale affrontando tematiche che riflettono la complessità della condizione delle bambine/i e delle/gli adolescenti “stranieri” sia in campo giuridico/amministrativo che socio-sanitario.

“Un nome a ogni nato, il diritto ad avere diritti" affronterà il tema del diritto alla registrazione anagrafica cioè dal diritto alla registrazione degli atti di nascita, cui consegue la disponibilità del certificato di nascita. Quindi si farà il punto sulla questione dell’accertamento dell’età nei minori stranieri non accompagnati e sulla complesse problematiche delle pratiche rituali cui possono essere sottoposti bambini e bambine e delle ferite anche invisibili del percorso migratorio dei richiedenti asilo e delle vittime della tratta, per concludere valutando ostacoli e difficoltà che incontra chi nella prassi quotidiana della accoglienza deve districarsi fra normative e concreta quotidiana solidarietà.

 

Gruppo Immigrazione Salute Friuli Venezia Giulia Gr.I.S. Fvg

S.I.M.M. Società Italiana di Medicina delle Migrazioni

LA SALUTE COME BENE COMUNE LA SALÛT E JE' DI DUCJ ZDRAVJE JE ZA VSIH GESUNDHEIT IST FUER ALLE ZDRAVLJE SVIMA GOOD HEALTH FOR ALL LA SANTÉ POUR TOUS LA SALUD ES PARA TODO

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