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Il Decreto Minniti (DL 13/2017 Disposizioni urgenti per l'accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell'immigrazione illegale) è diventato legge nonostante la dura condanna da parte di molte associazioni che si occupano di immgrazione.
Anche la SIMM insieme al Coordinamento dei GrIS, facendo proprio il comunicato presentato dal GrIS Liguria, ha espresso profonde riserve sull'impianto ed i contenuti del Decreto, che risulta ancora una volta mosso da motivi di sicurezza e controllo dell’ordine pubblico e che rischia di ridurre ingiustamente le tutele e ledere il campo dei diritti soggettivi, come hanno denunciato chiaramente ASGI e l’Associazione Nazionale Magistrati.
La SIMM ha inoltre espresso notevole preoccupazione per l’introduzione di nuovo centri di detenzione, denominati Centri di Permanenza per i Rimpatri (in luogo di Centri di Identificazione e Espulsione – CIE, secondo la legge vigente), richiamando quanto già indicato nelle Raccomandazioni finali del XIV Congresso SIMM nel 2016, che mettevano in luce gli effetti dannosi dei CIE, e ne avevamo auspicato la chiusura. E' stata invece messa in evidenza l'esigenza di utilizzare in maniera più opportuna le risorse stanziate per l'apertura di questi nuovi centri di detenzione, già definiti come strutture inutili e dannose, promuovendo reali interventi di miglioramento della qualità dell’accoglienza per i richiedenti protezione.
Tuttavia, l'auspicio che il Decreto non fosse convertito in legge non è stato accolto, segnando così un passo indietro sul piano dei diritti e della tutela della salute.

La SIMM a livello nazionale e i GrIS a livello locale si adopereranno, per ciò di propria competenza, su un piano operativo, comunicativo e informativo per contrastare dal punto di vista tecnico-scientifico, politico e culturale questa “deriva pseudo securitaria” che certamente non aiuta i necessari percorsi di inserimento e integrazione dei cittadini immigrati.

Si veda anche il post su Saluteinternazionale.

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Categorie: News Le Norme

E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2017 il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 12 gennaio 2017 con i nuovi Livelli essenziali di assistenza - LEA (Supplemento ordinario n. 15). Il nuovo Decreto sostituisce integralmente - a distanza di 16 anni - il DPCM 29 novembre 2001, con cui erano stati definiti per la prima volta le attività, i servizi e le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket), con le risorse raccolte attraverso la fiscalità generale. Gli articoli 62 e 63 (sui 64 totali) sono riferiti ai cittadini non appartenenti all’Unione Europea richiamando esplicitamente le norme del Testo Unico sull’immigrazione e del suo Regolamento (art. 34 e 35 del Decreto Legislativo n. 286 del 27 luglio 1998 e dell'art. 42 e 43 del decreto del Presidente della Repubblica n. 394 del 31 agosto 1999) e, di fatto, l’Accordo del 20 dicembre 2012, ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sul documento recante: «Indicazioni per la corretta applicazione della normativa per l’assistenza sanitaria alla popolazione straniera da parte delle Regioni e Province autonome». (Rep. Atti n. 255/CSR). Proprio da quest’ultimo è ripresa la novità più importante della parte che riguarda gli immigrati e cioè la previsione che “I minori stranieri presenti sul territorio nazionale, non in regola con le norme relative all'ingresso ed al soggiorno sono iscritti al Servizio sanitario nazionale ed usufruiscono dell'assistenza sanitaria in condizioni di parità con i cittadini italiani” (articolo 63, comma 4). Quando nel 2005 come SIMM presentammo alla comunità scientifica questa proposta, ad esclusione del Gruppo di Lavoro Nazionale per il Bambino Immigrato (GLNBI) e dei pediatri in genere che aderirono facendola propria e successivamente insieme coniammo lo slogan “ad ogni bambino il suo pediatra”, fummo considerati illusi e visionari. Oggi, esprimendo la nostra soddisfazione, dobbiamo però sottolineare come tutto ciò non basta: possono essere esclusi di fatto da questo diritto assistenziale i minori figli di cittadini comunitari presenti in Italia in condizione di fragilità (ENI) creando una chiara discriminazione tanto più grave in quanto si tratta di minori, e, per tutti, la non previsione di una specifica esenzione dal ticket potrebbe vanificare la norma stessa. Su questi temi la SIMM continuerà il proprio impegno.

 

Categoria: News

Insieme ad altre 70 organizzazioni non governative, la SIMM firma la lettera indirizzata ai capi di Stato e ai decisori politici europei che esprime profonda preoccupazione per la direzione delle politiche tra l’Unione Europea e la Libia.

Con la firma del Memorandum con il Governo di Riconciliazione Nazionale dello Stato di Libia, l’Italia, si impegna a fornire strumenti e sostegno, sia economico che militare, per l’intercettazione dei migranti in viaggio e il loro ritorno in Libia, un paese che di fatto non ha ratificato le più fondamentali convenzioni in materia di diritti d’ asilo e di rispetto dei diritti umani. “Il governo sostenuto dalle Nazioni Unite a Tripoli controlla il potere in misura molto limitata e precaria, e compete con un gran numero di altri attori. L’Unione Europea stessa descrive la Libia come un territorio ‘pericoloso’, e una sistematica violenza nei confronti di migranti e rifugiati è stata ampiamente documentata”. 

Si chiede, pertanto, di:

  • “Facilitare la mobilità sicura con l'apertura e il rafforzamento di canali sicuri e regolari in Europa per rifugiati e migranti […],
  • Rivedere il piano delineato dal Vertice di Malta per assicurarsi che le misure di tutela dei diritti umani e di rispetto del diritto internazionale siano in atto […],
  • Garantire che le politiche di gestione delle frontiere dell'UE proteggano le persone e i loro diritti, e non abbiano lo scopo di fermare i movimenti migratori […],
  • Portare alla luce prove di violazioni dei diritti umani in Libia […],
  • Valutare accuratamente la situazione dei diritti umani dei migranti e i rischi che devono affrontare in Libia […],
  • Mettere in atto misure specifiche per identificare e proteggere i gruppi vulnerabili […].”

La SIMM esprime fortemente la sua disapprovazione verso la politica degli accordi con i Paesi terzi del Governo Italiano e dell’Unione Europea che mira a sbarrare le frontiere, respingendo i migranti al di là dei confini dell’Europa ‘dei diritti’.
La SIMM ritiene necessario invertire la traiettoria, impegnarsi affinché sia effettivamente riconosciuto e sia realmente accessibile il diritto d’asilo, come paradigma di rispetto delle dignità e delle libertà di ciascun essere umano.

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