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Dossier Accordo Stato Regioni e P.A.

Ad oggi hanno recepito con atto formale l'Accondo Stato - Regioni e P.A. sulle indicazioni per una corretta applicazione delle normative sanitarie per immigrati:


16 marzo 2015. La Regione Piemonte ha ratificato il diritto all’iscrizione obbligatoria al SSR dei minori figli di STP. La giunta regionale piemontese ha deliberato il diritto all’iscrizione obbligatoria al Sistema Sanitario Nazionale per i tutti i minori stranieri che vivono sul territorio piemontese, anche se i loro genitori non sono in regola con le norme di soggiorno. Ha commentato l’assessore regionale all’immigrazione, Monica Cerutti: «Ogni minore che vive in Piemonte avrà diritto all’inserimento nel circuito del Servizio Sanitario Regionale e, come tutti i bambini nati sul nostro territorio, anche loro avranno la possibilità di scegliere di affidarsi a un pediatra evitando così il sovraccarico ai servizi emergenziali, tipo il pronto soccorso, a cui erano obbligati a rivolgersi fino a ieri. Si tratta di una scelta che va nella direzione dell’inclusione, ma anche una scelta ponderata che andrà a incidere positivamente sulla spesa sanitaria».  La Regione Piemonte completa così positivamente il percorso di ricezione delle direttive previste dal documento "Indicazioni per la corretta applicazione della normativa per l'assistenza alla popolazione straniera da parte delle Regioni e Province Autonome". Si tratta di un testo approvato nel 2011 dalla Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, frutto di un confronto del Tavolo interregionale "Immigrati e Servizi Sanitari". Il testo prevedeva una serie di azioni che avevano lo scopo di uniformare i Servizi Sanitari Regionali nell'erogazione dell'assistenza sanitaria alla popolazione straniera. La Regione Piemonte nel 2012 aveva recepito integralmente il documento ad eccezione del passaggio che prevedeva l'iscrizione obbligatoria dei minori stranieri al Sistema Sanitario Nazionale. Con la deliberazione di Giunta 34-1198 del 16 marzo 2015, i minori stranieri presenti sul territorio piemontese verranno iscritti al SSN a prescindere dal possesso del permesso di soggiorno. Una decisione che va nella direzione voluta dalla Convenzione di New York che prevede l'uguaglianza dei bambini e del principio di tutela dell'infanzia (ndr: la DGR rimanda a successivo atto/circolare la definizione delle indicazioni operative per l’attuazione del provvedimento).


Febbraio 2015. Anche la Regione Abruzzo garantisce il pediatra di libera scelta al minore straniero figlio di irregolari. Con Decreto del Commissario ad Acta del 18.12.2014 n. 157, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo viene stabilito, “nelle more delle determinazioni da assumersi a livello nazionale nella materia e in via sperimentale, l’assegnazione del pediatra di libera scelta a favore dei minori con età inferiore o uguale a 14 anni, presenti sul territorio regionale e non in regola con le norme sull’ingresso e/o sul soggiorno (cd. codice STP). Le modalità dell’erogazione dell’assistenza sono definite, in fase di prima applicazione, in un documento allegato all’atto dal titolo “Modalità operative per l’assegnazione del Pediatra di libera scelta al minore non in regola con le norme sull’ingresso o sul soggiorno”. Di fatto il minore non è iscritto al SSN ma su autorizzazione e registrazione della ASL viene garantito il pls che gestirà il minore come un iscritto al SSR utilizzando il codice STP nelle prescrizioni. La scelta del pediatra è a tempo determinato (tre mesi) ma c’è la possibilità di rinnovo di tre mesi in tre mesi fino al raggiungimento dei 14 anni (anche in questa Regione non si tiene conto che il minore è tale fino al compimento di 18 anni!!!). Fino a 6 anni c’è esenzione dal ticket a parità con i minori italiani, successivamente se i genitori non sono in grado di pagarlo, si potrà apporre il codice d’esenzione X01. Il pediatra è remunerato a quota capitaria per i mesi di effettiva iscrizione.


Dicembre 2014. La Toscana ratifica l’Accordo Stato Regioni del dicembre 2012 e attualizza le proprie linee guida. A due anni esatti dalla firma dell’Accordo, è stata approvata la Delibera di Giunta Regionale n°1139 del 9/12/2014 che formalizza il recepimento, da parte della Regione Toscana, dell'Accordo stesso sulla corretta applicazione della normativa per l'assistenza sanitaria alla popolazione straniera da parte delle Regioni e delle Province Autonome Italiane del 20/12/2012. Il documento è composto dal testo della delibera in senso stretto e da due allegati: il documento dell'accordo così come uscito dalla Conferenza Stato Regioni (B), e l'edizione aggiornata a novembre 2014 delle Linee Guida Regionali per l'assistenza Sanitaria ai cittadini stranieri (B) (DGR 120/2012). Il GrIS Toscana, che ha sollecitato e atteso quest’atto, esprime soddisfazione e monitorerà la sua effettiva applicazione: si sottolinea in particolare l’attivazione del codice ENI per i comunitari in condizione di fragilità (in Toscana fino ad oggi, ogni anno veniva “prorogato” il codice STP per rumeni e bulgari) e l’estensione anche per loro del codice di esenzione X01.


Sicilia, 6 Marzo 2014. Assistenza sanitaria stranieri – Procedure per iscrizione al SSR dei minori stranieri possessori di codice STP/ENI. L’Assessorato Salute della Regione Siciliana, dopo aver ratificato l’Accordo Stato-Regioni lo scorso autunno, in data odierna emana (DA 326/2014) la circolare che descrive il percorso operativo per l’iscrizione al Pediatra di Libera Scelta dei minori (0 - 14 anni) stranieri “extracomunitari figli di genitori non in possesso di permesso di soggiorno e comunitari non in possesso dei requisiti per l’iscrizione al SSR”. L’iscrizione presuppone il possesso del codice STP ed ENI (che puo’ essere contestualmente rilasciato) e andra’, quindi, rinnovata ogni sei mesi. Queste le peculiarita’ di una disposizione che rappresenta certamente un risultato importante che si aggiunge a quello di Emilia Romagna e Lombardia (SLP).


16 febbraio 2014. Le Regioni Lombardia e Emilia-Romagna garantiscono l’assistenza sanitaria ai minori con i genitori in condizione di irregolarità e fragilità sociale. La Lombardia e l’Emilia-Romagna sono le uniche Regioni in Italia che hanno recepito l’indicazione dell’Accordo sulla tutela sanitaria agli immigrati del 20 dicembre del 2012 per garantire l’assistenza sanitaria ai minori figli di immigrati in condizione di irregolarità giuridica attraverso il pediatra di libera scelta. Due punti in comune: le due Regioni non hanno formalmente recepito l’Accodo e entrambe individuano la popolazione target nei minori fino a 14 anni. La Lombardia garantisce l’iscrizione al SSR per tre anni ma il pediatra dovrà essere scelto di volta in volta, l’Emilia-Romagna attraverso il codice STP garantisce il pediatra per un anno (rinnovabile); la Lombardia comprende i minori figli di cittadini comunitari presenti in regione ed in condizione di fragilità sociale (senza attestato di diritto rilasciato dal proprio paese o Team), l’Emilia-Romagna prevede l’iscrizione volontaria (a pagamento) per i comunitari residenti (adulti e minori) e senza attestati di diritto o iscrizione obbligatoria al SSN. L’esenzione dei ticket corrisponde alle indicazioni locali: esenti fino a 14 aa i minori in Lombardia, fino a 6 aa in Emilia-Romagna se indigenti e poi con livelli di esenzione diversificati. L’Accordo ha l’obiettivo di uniformare diritto e procedure, le Regioni (in assenza di una governance nazionale) aumentano differenze e disuguaglianze …


23 gennaio 2014. Quasi uguali. In Lombardia pediatra per i figli di stranieri irregolari: da oggi con la circolare applicativa il diritto diventa effettivo. I minori stranieri con meno di 14 anni, con genitori immigrati senza permesso di soggiorno potranno iscriversi al Servizio Sanitario Regionale della Lombardia. Lo stabilisce una circolare che è stata diramata a tutte le Asl regionali, con cui si dà attuazione a quanto previsto nelle Linee Guida sulla sanità regionale presentate lo scorso dicembre dalla regione Lombardia a seguito della causa di discriminazione promossa contro la Regione da Asgi, Avvocati Per Niente, Naga e Anolf – Cisl. Queste associazioni affermano: “Non possiamo non rilevare però la permanenza di un principio di non – eguaglianza: i minori irregolari saranno iscritti a Sistema Sanitario Regionale, ma non sarà loro assegnato il Pediatra di libera Scelta, contrariamente a quanto avviene per i minori italiani”. Dal 23 gennaio, i genitori possono recarsi in una Asl che, accertati i dati anagrafici del minore e la sua età “nei modi resi possibili dalle singole circostanze e secondo canoni di buon senso pratico“, rilascerà un documento cartaceo con il quale gli stessi potranno recarsi da qualsiasi pediatra (eventualmente anche sempre dallo stesso, senza un limite massimo di visite) che fornirà la prestazione e verrà poi pagato direttamente dalla Regione. La circolare conferma inoltre che i minori stranieri, come gli italiani, potranno accedere direttamente agli ambulatori pediatrici senza impegnativa. Un passo certamente avanti ma, oltre la mancanza di assegnazione del pediatra, rileviamo l’incongruenza con la Convenzione di New York, ratificata integralmente con legge dello Stato italiano, testo di riferimento per l’emersione del diritto assistenziale per tutti i minori definiti con l’età compresa da 0 a 18 anni (e non solo fino a 14) e la non esplicita inclusione dei minori, figli di cittadini comunitari non residenti, privi di Team e comunque non iscrivibili/assistibili in altro modo, ... .


14 gennaio 2014. Emilia-Romagna: sì al pediatra di libera scelta per tutti i bambini e possibilità di iscrizione volontaria per i cittadini comunitari. Con la delibera 2099 del 30 dicembre 2013 la Giunta regionale dell'Emilia-Romagna ha stabilito che anche i figli di immigrati senza permesso di soggiorno potranno avere il pediatra di libera scelta, in uniformità con quanto stabilito dall'Accordo Stato-Regioni del dicembre 2012. La scelta del pediatra sarà a tempo determinato, con validità annuale dal momento dell'iscrizione e rinnovabile di anno in anno fino al compimento del 14° anno di età (purché permanga la presenza nel territorio regionale), e sarà attestata attraverso il rilascio di una tessera cartacea. In armonia con quanto già accade per i possessori di tessera STP, le eventuali prescrizioni si applicheranno alle prestazioni sanitarie effettuate esclusivamente nelle strutture sanitarie pubbliche della regione e all'assistenza farmaceutica. La delibera contiene anche una previsione riguardante i cittadini comunitari che, residenti sul territorio regionale, non hanno i requisiti per l'iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale. Per loro vi sarà la possibilità di iscrizione volontaria, dietro pagamento di un contributo valido per l'anno solare, non frazionabile e a decorrenza non retroattiva (in conformità con quanto stabilisce la Circolare n. 5/2000 nella parte relativa all'iscrizione volontaria). La delibera sarà corredata da una Circolare applicativa che preciserà le modalità tecniche operative. L'onere per l'anno 2014 a carico del Servizio Sanitario Regionale, stimato nell'ordine di un milione di Euro, sarà coperto dalle risorse stanziate a garanzia delle prestazioni aggiuntive rispetto ai Livelli Essenziali di Assistenza. A livello operativo, la delibera specifica che i Direttori di Distretto devono garantire l'applicazione del provvedimento, nonché le problematiche relative ai soggetti destinatari, anche con riferimento alla garanzia della soluzione dei casi concreti, e che è loro responsabilità raccordarsi con le Associazioni direttamente coinvolte al fine di valorizzarne il ruolo. Si tratta di un passaggio importante a garanzia dell'applicazione e un utile strumento per chi - sul fronte dei servizi e del privato sociale - vigilerà sulla reale e omogenea attuazione del provvedimento sul territorio regionale.


Infine, a proposito dell'Accordo Stato-Regioni sopra citato (che in Emilia-Romagna non ha ancora trovato piena applicazione), la delibera segnala alcune difficoltà nell’applicazione e riporta che nel luglio 2013 i Direttori generali degli Assessorati alla Sanità delle Regioni hanno condiviso la necessità che il gruppo tecnico della mobilità internazionale, che ha il compito di gestire tutti gli aspetti legati agli scambi di prestazioni e per tale motivo sta affrontando il tema dell’applicazione della Direttiva 2011/24/UE, debba occuparsi anche delle problematiche legate all’applicazione delle regole relative all’assistenza sanitaria agli stranieri dei Paesi UE e agli extracomunitari. Per questo, si specifica che il provvedimento è valido nelle more di quanto sarà oggetto di determinazione a livello nazionale. L'anomala messa in discussione dell'Accordo dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale suscita gravi preoccupazioni, di merito e di metodo: è stato compromesso un passaggio fondamentale verso l'equità nell'accesso alle cure tra immigrati e italiani e nelle diverse regioni del Paese, e sovvertito un lungo e paziente lavoro di concertazione tra le parti svoltosi in sedi legittime e concordate, che in questa fase di incerte e deboli responsabilità politiche sarà difficile far ripartire. La SIMM si riserva di agire in tutte le sedi opportune al fine di ottenere chiarimenti procedurali e garanzie attuative rispetto alle deliberazioni legittimamente approvate, e rinnova il suo impegno a collaborare ad una piena e tempestiva attuazione dell'Accordo.


23 dicembre 2013. Lombardia: Pediatra ai bambini irregolari grazie all’azione delle associazioni. Le linee guida in materia sanitaria varate il 20 dicembre 2013 dalla Regione Lombardia costituiscono finalmente un primo tentativo di affrontare la questione dell'attribuzione del pediatra di libera scelta e dell'iscrizione al Servizio Sanitario Regionale dei figli di stranieri privi di titolo di soggiorno. “Si tratta di un risultato importante perché si consente l'iscrizione del minore al SSR a tempo indeterminato con la possibilità di accedere al pediatra e agli ambulatori pediatrici, e perché conferma il diritto del comunitario, anche se non iscritto all'anagrafe, di accedere alle cure. E questa è una grande vittoria. Suscita perplessità, invece, la scelta di non dare l'accesso al pediatra mediante la attribuzione di un pediatra ‘fisso’, così come avviene per i bambini italiani e per i figli degli stranieri regolarmente soggiornanti” affermano le associazioni che hanno promosso il giudizio nato dal caso di una bambina straniera priva di pediatra perché la mamma è irregolare. “Con il sistema del pagamento a prestazione a carico della Regione, si crea un sistema certamente più costoso per la Regione, che, oltre a non parificare pienamente, senza alcun valido motivo, la condizione di Italiani e stranieri, rischia di non garantire la continuità assistenziale, soprattutto nei primi anni di vita nei quali vi è un esigenza di controllo dello stato di salute del minore, anche a prescindere dalla insorgenza di patologie” dichiarano le Associazioni. Inoltre nulla si prevede in ordine alla necessità di un capillare piano di informazione, senza il quale la facoltà di iscrizione al SSR rischia di essere, di fatto, vanificata. Le Associazioni continueranno quindi ad operare sia per monitorare gli effetti del nuovo regime, sia per arrivare ad una completa parità di trattamento che realizzi pienamente il diritto alle cure dei minori.

  • Contatti: Associazione per Gli Studi Giuridici Immigrazione (ASGI): info@asgi.it


4 agosto 2013. Si moltiplicano le iniziative per l’applicazione in tutta Italia dell’Accordo Stato – Regioni sull’assistenza agli immigrati. Sono oltre 270 i gruppi, associazioni, enti che hanno aderito all’appello di OISG-SIMM-ASGI: ampi settori del mondo scientifico, segnaliamo come esempio l’adesione della Federazione Italiana per la Sanità Pubblica e per l’Organizzazione Sanitaria, Saluteinternazionale.info, SOS Sanità, l’Istituto Mario Negri, …; dell’associazionismo medico specifico come MEDU, CUAMM, Naga, MSF, …; della cooperazione sociale come Gruppo Abele, Parsec, Save the Children, …; dell’ambito confessionale come le Caritas di Roma, Vicenza, Treviso, Pavia, Otranto, Rovigo, Tempio Ampurias, Foligno, la Comunità cristiana di base di San Paolo, la Comunità del mondo arabo in Italia, la Comunità Islamica di Trento, …; ed ancora i giovani del Segretariato Italiano Studenti di Medicina e della Rete G2. Hanno aderito i GrIS di 12 regioni che rappresentano oltre 200 organizzazioni. Il 31 luglio il GrIS Lombardia ha partecipato ad un’audizione della Commissione Salute della Regione Lombardia insieme a Naga, alla delegazione regionale delle Caritas Lombarde, all'ASGI e a Avvocati per niente. Erano presenti dodici consiglieri tra maggioranza e minoranza. Per loro l'audizione è stata l'occasione per affrontare/approfondire alcune tematiche di cui non avevano chiara informazione. A settembre il Gruppo CRC (in rappresentanza di 85 organizzazioni) insieme a rappresentanti della SIMM e del GNLBI della SIP, saranno ricevuti dall’Assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale e Volontariato della Regione Lombardia per chiarire la problematica. Il 1 agosto, il sottosegretario di stato al Ministero della salute, on. Paolo Fadda, ha risposto ad una interrogazione (Piazzoni, SEL) in XII Commissione (Affari Sociali) affermando: “… l'Accordo sancisce la norma pattizia secondo la quale le regioni individuano le modalità più opportune per garantire l'assistenza sanitaria ai minori tramite l'iscrizione al SSN,… Pertanto nel ritenere auspicabile il rispetto di quanto sancito nelle norme pattizie convenute nell'Accordo, mi impegno a sollecitare la regione Lombardia per capire le motivazioni che stanno alla base delle determinazioni assunte e tutte le regioni per una puntuale applicazione dell'Accordo in esame”. Sono in studio altre azioni politiche e legali affinchè l’Accordo venga applicato in tutte le Regioni e Province autonome italiane.

 

Appello per una pronta applicazione dell’Accordo Stato-Regioni in tutta Italia
sulla tutela sanitaria degli immigrati
a partire del diritto di ogni minore ad avere il suo pediatra

manda l'adesione del tuo gruppo, associazione, ente a questa mail: aderiscoappello@simmweb.it



18 luglio 2013. Prosegue la raccolta di adesioni all'Appello OISG-SIMM-ASGI. Vista la grande partecipazione (ad oggi oltre 250 organizzazioni e, nonostante non fosse una raccolta per singoli, tantissimi cittadini hanno aderito) SIMM, OISG e ASGI hanno deciso di continuare la raccolata di adesioni di gruppi, enti e organizzazioni fin tanto che la situazione non si sarà sbloccata per l'Appello presentato durante il Convegno  organizzato per il lancio del V Rapporto OISG: “OMS e diritto alla salute: quale futuro” e consegnato alla senatrice Nerina Dirindin della Commissione salute del Senato. Nel pomeriggio l'Appello è stato consegnato al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Per aderire, da parte di associazioni, gruppi, enti inviare una mail a  aderiscoappello@simmweb.it
specificando il nome dell’associazione, gruppo.


Appello per una pronta applicazione in tutta Italia dell’Accordo Stato-Regioni sulla tutela sanitaria degli immigrati a partire del diritto di ogni minore ad avere il suo pediatra

12.07.2013. SIMM (Società Italiana Medicina delle Migrazioni), OISG (Osservatorio Italiano sulla Salute Globale) e ASGI (Associazione Studi Giuridici Immigrazione) esprimono il più vivo disappunto per la decisione della Regione Lombardia di negare il diritto alle cure pediatriche di base ai bambini stranieri figli di genitori in condizione di irregolarità giuridica. Il voto contrario alla mozione che chiedeva l’accesso alla pediatria di base ai bambini stranieri anche se privi di permesso di soggiorno, lede i diritti fondamentali dei soggetti già vulnerabili, viola il rispetto di obblighi nazionali ed internazionali, contrasta con le scelte operate dalla conferenza Stato Regioni. La scelta operata dal Consiglio Regionale lombardo ignora che, come confermato da pronunce del Tribunale di Milano, il minore non può mai essere considerato “irregolare” essendo comunque non espellibile ai sensi dell’art. 19 della legge italiana sull’immigrazione. Inoltre sia l’art. 35 dello stessa legge, sia la Convenzione ONU per i diritti del fanciullo all’art. 24 garantiscono il diritto di ogni minore di “beneficiare dei servizi medici” senza alcuna discriminazione, indipendentemente dalla loro nazionalità, regolarità del soggiorno o apolidia.Del resto, l‘Accordo che la Conferenza Stato-Regioni ha recentemente elaborato proprio allo scopo di rendere uniforme ed efficace l’accesso dei migranti ai servizi sanitari su tutto il territorio italiano prevede il riconoscimento del pediatra di libera scelta anche per i minori senza regolare permesso di soggiorno. La scelta della regione Lombardia è dunque in contrasto con tali norme ed in palese violazione del dettato costituzionale dell'art. 32 che prevede il diritto di assistenza sanitaria all'individuo, a prescindere dal suo status giuridico o amministrativo. E’ inoltre anche una scelta miope e inefficiente perché meno difficoltà nell’erogazione delle prestazioni e una precoce diagnosi delle malattie grazie alla maggiore prevenzione si traduce in costi inferiori per la Pubblica Amministrazione e permette una migliore salvaguardia della salute collettiva. All'indomani della visita di Papa Francesco a Lampedusa, che ha riportato l'attenzione sulla drammatica condizione dei migranti e sulla necessità di lavorare per garantire loro i diritti umani fondamentali, la decisione del Consiglio regionale lombardo si pone in netta antitesi con ogni principio di legge e di buonsenso. Ecco perché i firmatari di questo documento si impegnano a promuovere in tutte le sedi opportune, ivi compresa quella giudiziaria, tutte la azioni possibili affinché siano rispettate le norme nazionali e internazionali e sia tutelato il diritto alla salute di tutti, senza esclusioni in Lombardia ed in tutta Italia. Chiedono un operativo recepimento in tutte le Regioni dell’Accordo della Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano del 20 dicembre 2012, per la corretta applicazione della normativa per l’assistenza sanitaria agli immigrati.

 

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Luglio 2013. Cresce il dissenso per la mancata assegnazione in Lombardia del pediatra ai figli minori di immigrati temporaneamente non in regola con il soggiorno. Dopo la bocciatura da parte del Consiglio Regionale lombardo della richiesta di accesso alla pediatria di base ai bambini stranieri anche se i genitori sono privi di permesso di soggiorno, ampi settori del mondo scientifico, della sanità pubblica e della società civile chiedono di applicare subito l’Accordo Stato Regioni del 20 dicembre 2012 in tutta Italia ed anche il Lombardia. I pediatri italiani della SIP (Società Italiana di Pediatria congiuntamente con il Gruppo di Lavoro Nazionale per il Bambino Immigrato - GLNBI) hanno emanato un puntuale comunicato (come già fatto dalla Federazione Italiana Medici Pediatri - FIMP e dall’Associazione Culturale Pediatri – ACP). Il Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Gruppo CRC), network composto da 82 soggetti del Terzo Settore, ha inviato una lettera al Presidente della Lombardia ed al Garante Nazionale per l’Infanzia; un articolo circostanziato sul tema è uscito su saluteinternazionale.info e diversi interventi sono stati fatti su siti e stampa. Affinché venga accertata la condotta discriminatoria della Regione Lombardia e si affermi la legalità, ASGI (Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione), Avvocati per Niente e Naga hanno intrapreso un'azione civile presso il Tribunale di Milano. Congiuntamente l'Osservatorio Italiano sulla Salute Globale - OISG, SIMM e ASGI hanno avviato una raccolta di adesioni di gruppi e associazioni, per un Appello da consegnare alla stampa e ai parlamentari il 18 luglio in occasione della presentazione del V Rapporto OISG: “OMS e diritto alla salute: quale futuro” (Roma, Camera dei Deputati, Sala del Cenacolo). Per aderire, da parte di associazioni, gruppi, enti inviare una mail a  aderiscoappello@simmweb.it specificando il nome dell’associazione, gruppo, ente entro mercoledì 17 luglio 2013.


3 luglio 2013. Lombardia : negato il diritto al pediatra di base ai bambini stranieri figli di genitori in condizione di irregolarità giuridica. Il voto contrario alla mozione presentata da Patto Civico e Partito Democratico che chiedeva l’accesso alla pediatria di base ai bambini stranieri anche se privi di permesso di soggiorno lede i diritti fondamentali dei soggetti già vulnerabili, viola il rispetto di obblighi nazionali ed internazionali, contrasta con le scelte operate dalla conferenza Stato Regioni. La scelta operata ieri dal Consiglio Regionale lombardo ignora infatti che, come confermato da pronunce proprio del Tribunale di Milano, il minore non può mai essere considerato “irregolare” essendo comunque non espellibile ai sensi dell’art. 19 della legge italiana sull’immigrazione. Inoltre sia l’art. 35 dello stessa legge e la Convenzione ONU per i diritti del fanciullo all’art. 24 garantiscono il diritto di ogni minore di “beneficiare dei servizi medici” senza alcuna discriminazione, indipendentemente dalla loro nazionalità, regolarità del soggiorno o apolidia .
Infine l‘Accordo che la Conferenza Stato-Regioni ha recentemente elaborato proprio allo scopo di rendere uniforme ed efficace l’accesso dei migranti ai servizi sanitari su tutto il territorio italiano prevede il riconoscimento del pediatra di libera scelta anche per i minori senza regolare permesso di soggiorno. La scelta della regione Lombardia è dunque in contrasto con tali norme; ma è anche una scelta miope e inefficiente perché meno difficoltà nell’erogazione delle prestazioni e una precoce diagnosi delle malattie grazie alla maggiore prevenzione si traduce in costi inferiori per la Pubblica Amministrazione e permette una migliore salvaguardia della salute collettiva. Ancor piu’ fuori luogo e frutto di totale ignoranza delle norme sono poi le dichiarazioni rese ieri da alcuni politici regionali che hanno richiamato la questione della segnalazione degli irregolari da parte del medico (ASGI).
La SIMM si attiverà insieme con l’ASGI per promuovere in tutte le sedi opportune, ivi compresa quella giudiziaria, tutte la azioni possibili affinché siano rispettate le norme nazionali e internazionali e sia tutelato il diritto alla salute di tutti, migranti compresi.


28 giugno 2013. L’assessore alla Salute della Regione Friuli Venezia Giulia annuncia il recepimento dell’Accordo Stato-Regioni. Con una delibera proposta dell'assessore alla Salute, integrazione sociosanitaria e politiche sociali, Maria Sandra Telesca, la Giunta regionale ha recepito le indicazioni della Conferenza Stato-Regioni per la corretta applicazione della normativa per l'assistenza sanitaria alla popolazione straniera, di fatto garantendo l'accesso alle cure da parte della popolazione immigrata. Secondo l’assessore Telesca, si tratta principalmente di "una decisione di buon senso, volta a tutelare in un'ottica di prevenzione la salute di tutti, ad iniziare dai cittadini del Friuli Venezia Giulia". "Far sapere agli immigrati che possono esser curati nelle nostre strutture pubbliche significa infatti mettersi nelle condizioni di intercettare qualsiasi tipo di patologia e quindi evitare la diffusione di malattie infettive non diagnosticate". Le indicazioni della Conferenza Stato-Regioni sono state emanate per superare la riscontrata difformità di risposta dei diversi servizi sanitari. Nella consapevolezza che eventuali difficoltà nell'accesso alla medicina di base ed alle cure primarie, derivanti da dubbi interpretativi o da percorsi non omogenei, si traduce in un deterioramento della salute collettiva, nonché in costi crescenti per il trattamento di patologie diagnosticate con ritardo. (ARC/PPD)


27.06.2013. Articolo "Assistenza sanitaria - Lo stato di applicazione dell’Accordo Stato-Regioni sull’accesso alle prestazioni sanitarie" (link)

di Paolo Fasano, Responsabile Centro Immigrati del Comune di Ravenna


27 marzo 2013. Sul Sole 24 Ore il monitoraggio della SIMM e dei GrIS. Pubblicate sul Sole 24 Ore Sanità n. 11 del 2013, tre pagine dedicate alla salute degli immigrati con particolare risalto al monitoraggio sull’applicazione dell’accordo condotto dalla SIMM con la collaborazione dei GrIS.

Il sito del Sole 24 Ore Sanità, riprende i contenuti dell’articolo.


21 marzo 2013. Pubblicato sul BUR del Lazio l’atto di recepimento formale dell’Accordo Stato Regioni. La Regione Lazio con Decreto del Commissario ad acta n. U00077 del 8 marzo 2013 pubblicato oggi sul BUR (n. 24 del 21.03.13) ha formalmente recepito il documento relativo all’Accordo Stato Regioni. Oltre a dare mandato per una capillare diffusione presso tutte le strutture sanitarie regionali, demanda alla Competente Direzione regionale l’attuazione di quanto previsto, in altre parole di provvedere a definire alcuni iter amministrativi e procedure in ambiti che ne richiedessero la necessità (vedi iscrizione al SSR dei minori con i genitori senza pds).


Febbraio 2013. Aggiornamenti sull'applicazione dell'Accordo del 20 dicembre 2012. La Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, nella seduta del 20 dicembre 2012 ha definito un Accordo sul documento “Indicazioni per la corretta applicazione della normativa per l'assistenza sanitaria alla popolazione straniera da parte delle Regioni e Province Autonome italiane”. L'effetto giuridico dell’Accordo è quello di obbligare le parti stipulanti (Stato, Regioni e Province) ad ottemperare agli impegni assunti, nel rispetto delle competenze che caratterizzano ciascuna amministrazione. Le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano sono, dunque, chiamate fin d’ora a dare immediata e piena attuazione a questo importante testo definendo eventualmente alcuni passaggi amministrativi necessari (ad esempio sull’iscrizione dei minori i cui genitori sono in condizione di irregolarità giuridica). Elenchiamo di seguito le novità principali (ricordiamo che non si tratta di una nuova legge ma del livello interpretativo delle norme esistenti infatti taluni ambiti sono già applicati da alcune Regioni e P.A.)

  • iscrizione obbligatoria al SSN dei minori stranieri anche in assenza del permesso di soggiorno;
  • iscrizione obbligatoria al SSN dei regolarizzandi;
  • iscrizione obbligatoria al SSN anche in fase di rilascio (attesa) del primo pds per uno dei motivi che danno diritto all’iscrizione obbligatoria al SSN;
  • iscrizione volontaria al SSR per gli over 65enni con tariffe attuali;
  • garanzia agli STP delle cure essenziali atte ad assicurare il ciclo terapeutico e riabilitativo completo alla possibile risoluzione dell’evento morboso, compresi anche eventuali trapianti;
  • rilascio preventivo del codice STP per facilitare l’accesso alle cure;
  • definizione del codice di esenzione X01 per gli STP;
  • iscrizione obbligatoria di genitore comunitario di minori italiani;
  • iscrizione volontaria per i comunitari residenti;
  • iscrizione volontaria per studenti comunitari con il solo domicilio;
  • equiparazione dei livelli assistenziali ed organizzativi del codice STP al codice ENI;
  • proposta di estensione del tesserino/codice ENI nelle regioni/province che non lo hanno ancora previsto.

Questo Accordo è uno strumento prezioso soprattutto per i GrIS per quell’azione di advocacy perché nessuno sia escluso dai percorsi assistenziali in un'ottica di equità e giustizia sociale (27/12/2012-SG).

 

La SIMM ha inviato una lettera a tutti gli assessori regionali con la richiesta ad attivarsi perchè in tempi brevi le loro realtà locali si adeguino alle indicazioni concordate. Attraverso i GrIS


27 dicembre 2012. La Conferenza Stato-Regioni sancisce un Accordo per l’applicazione delle norme in materia di assistenza sanitaria a cittadini stranieri e comunitari. La Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, nella seduta del 20 dicembre 2012 definisce un Accordo sul documento “Indicazioni per la corretta applicazione della normativa per l'assistenza sanitaria alla popolazione straniera da parte delle Regioni e Province Autonome italiane” considerato che:
- sul territorio nazionale è stata riscontrata una difformità di risposta in tema di accesso alle cure da parte della popolazione immigrata;

- è necessario individuare, nei confronti di tale categoria di popolazione, le iniziative più efficaci da realizzare per garantire una maggiore uniformità, nelle Regioni e nelle Province autonome, dei percorsi di accesso e di erogazione delle prestazioni sanitarie, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sui livelli essenziali di assistenza;
- è opportuno raccogliere in un unico strumento operativo le disposizioni normative nazionali e regionali relative all’assistenza sanitaria agli immigrati, anche al fine di semplificare la corretta circolazione delle informazioni tra gli operatori sanitari.

Tale accordo è la conclusione di un percorso avviato da oltre 4 anni sia con ricerche specifiche (vedi quella coordinata dalla Regione Marche e quella dell’Area sanitaria della Caritas di Roma) sia all’interno del Tavolo interregionale “Immigrati e servizi sanitari” presso la Commissione salute della Conferenza delle Regioni e P.A. (documento approvato nel settembre 2011) e che ha visto la SIMM una competente protagonista. L’approvazione di tale documento è stata richiesta formalmente al Ministro della salute nell’incontro con il Presidente della SIMM l’11 maggio 2012 e tale volontà è stata ribadita dal Ministro stesso nel video messaggio al Congresso nazionale SIMM del 12 ottobre 2012. Un’analisi dettagliata dei contenuti del documento sarà pubblicata nei prossimi giorni, elenchiamo di seguito le novità principali (ricordiamo che non si tratta di una nuova legge ma del livello interpretativo delle norme esistenti infatti taluni ambiti sono già applicati da alcune Regioni e P.A.):

  • iscrizione obbligatoria al SSN dei minori stranieri anche in assenza del permesso di soggiorno;
  • iscrizione obbligatoria al SSN dei regolarizzandi;
  • iscrizione obbligatoria al SSN anche in fase di rilascio (attesa) del primo pds per uno dei motivi che danno diritto all’iscrizione obbligatoria al SSN;
  • iscrizione volontaria al SSR per gli over 65enni con tariffe attuali;
  • garanzia agli STP delle cure essenziali atte ad assicurare il ciclo terapeutico e riabilitativo completo alla possibile risoluzione dell’evento morboso, compresi anche eventuali trapianti;
  • rilascio preventivo del codice STP per facilitare l’accesso alle cure;
  • definizione del codice di esenzione X01 per gli STP;
  • iscrizione obbligatoria di genitore comunitario di minori italiani;
  • iscrizione volontaria per i comunitari residenti;
  • iscrizione volontaria per studenti comunitari con il solo domicilio;
  • equiparazione dei livelli assistenziali ed organizzativi del codice STP al codice ENI;
  • proposta di estensione del tesserino/codice ENI nelle regioni/province che non lo hanno ancora previsto.

Questo Accordo è uno strumento prezioso soprattutto per i GrIS per quell’azione di advocacy perché nessuno sia escluso dai percorsi assistenziali in un'ottica di equità e giustizia sociale (SG).


20 dicembre 2012. Consegnate al ministro della salute Balduzzi le raccomandazioni del XII Congresso SIMM. Una delegazione della SIMM (il presidente Affronti ed i consiglieri Geraci e Marceca) è stata ricevuta presso il ministero della salute per un incontro con il ministro Balduzzi richiesto all’indomani del Congresso SIMM, per illustrare e discutere quanto è stato evidenziato durante i lavori congressuali. Per impegni improvvisi il ministro non è stato presente e l’incontro è avvenuto con il capo della segreteria tecnica dr. Antonio Fortino che ha esordito comunicando la notizia, appena giunta, dell’approvazione presso la Conferenza Stato Regioni del documento “Indicazioni per la corretta applicazione della normativa per l'assistenza sanitaria alla popolazione straniera da parte delle Regioni e Province Autonome italiane”. Con soddisfazione di tutti, tale documento approvato risolve una serie di problematiche già sollevate in seno di un precedente incontro con il Ministro (leggi il Comunicato della SIMM dell'11 maggio 2012) e risponde a specifici auspici della SIMM in ambito congressuale. Viene inoltre comunicato che anche le obiezioni e proposte della SIMM in merito all’iscrizione al SSN da parte dei “regolarizzandi” (vedi nota SIMM del 27 ottobre 2012) si stanno chiarendo in seguito a incontri congiunti tra i ministeri dell’Interno e della Salute ed Agenzia delle entrate. Si è anche affrontato il tema della stabilizzazione dell’INMP che imbarazzo e disappunto ha sollevato in seno di Congresso SIMM ed in vari incontri con referenti regionali e ambiti tecnici, in particolare per le funzioni attribuite e le risorse destinate. L’incontro si è concluso con la formale consegna delle Raccomandazioni SIMM come agenda per i possibili impegni futuri dell’esecutivo.


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