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30 gennaio 2012. Cittadini non comunitari e quote medici di medicina generale, una sentenza fa chiarezza. L’Asl non può chiedere al medico di famiglia il rimborso delle quote erogate per pazienti extracomunitari il cui permesso di soggiorno risulta scaduto. A dirlo è il Tribunale del lavoro di Milano, con una sentenza che dovrebbe mettere la parola fine a una querelle lunga circa quattro anni. Tutto inizia nel 2007, quando la Regione Lombardia dà mandato alle Asl di cancellare dalle liste degli assistiti i cittadini non comunitari la cui posizione non è più aggiornata da almeno 12 mesi. E in più le autorizza a recuperare le quote erogate ai medici di famiglia che li hanno in cura. Poiché il provvedimento regionale vanta effetto retroattivo, i Mmg colpiti dal provvedimento si vedono chiedere la restituzione di somme in alcuni casi ingenti, anche superiori ai 10mila euro. Di qui il ricorso al Tribunale del lavoro, che nella sentenza risalente alla settimana scorsa ha dato ragione ai generalisti. Secondo i giudici, infatti, le disposizioni della Regione contrastano con la Convenzione nazionale della Mg e con l’Accordo integrativo lombardo: la prima, all’articolo 40, impone al medico di famiglia di assistere il paziente extracomunitario «anche nelle more del rinnovo del permesso di soggiorno», il secondo stabilisce all’articolo 7 che non si procede «alla cancellazione automatica della scelta del cittadino extracomunitario» se non in caso di «mancato rinnovo del permesso di soggiorno, così come comunicato all’Asl dagli organi competenti». In base al provvedimento della Regione, invece, le Asl erano autorizzate a rimuovere il nominativo anche solo in assenza di informazioni aggiornate da parte degli uffici per l’immigrazione (Doctor33).
28 gennaio 2012. Dati sull’immigrazione in Italia. Dossier SIMMWEB con le schede dei dati Istat e dei rapporti Caritas Migrantes del 2005 ad oggi. Cogliendo l’occasione dell’uscita della quarta edizione di “Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo” dell’Istat, oltre a segnalare il link per la parte dedicata agli stranieri, abbiamo predisposto nell’area Dossier del sito simmweb, i collegamenti con le schede riassuntive dei dati Istat e dei rapporti Caritas Migrantes dal 2005 ad oggi. Siamo certi che ciò possa favorire la conoscenza del fenomeno immigratorio e sia strumento di facile consultazione. In particolare segnaliamo l’iniziativa editoriale Istat che ha identificato per il settore Stranieri, alcuni indicatori raccolti in 18 schede che si possono consultare in modo interattivo, scaricare su un foglio elettronico, approfondire con i link presenti in ogni pagina. Il progressivo radicamento dei cittadini stranieri nel nostro Paese, in funzione della giovane età media della popolazione e della maggiore propensione a spostarsi sul territorio, comporta ricadute rilevanti in termini di integrazione. La conoscenza approfondita delle caratteristiche delle comunità di stranieri presenti sul territorio fornisce un ausilio importante per programmare le relative politiche di accesso ai servizi e ai sistemi di welfare (SG).
Altri documenti utili:
15 gennaio 2012. On line il nuovo statuto della SIMM. Completati gli atti necessari, il nuovo Statuto della SIMM è pienamente in vigore ed è stato messo on line. Approvato a maggio durante il Congresso SIMM di Palermo, registrato a Gemona del Friuli ad agosto 2011, il nuovo Statuto diviene riferimento per tutti i Soci della SIMM e per coloro che intendono diventarlo. Le novità più importanti sono i principi etici a cui ci si ispira, gli scopi e alcune attività con particolare riferimento all’ambito della ricerca scientifica (è stato istituito un Comitato scientifico), della formazione (sono in fase di conclusione le pratiche per divenire Provider ECM) e dell’advocacy dando riconoscimento e forza alle realtà territoriali dei GrIS. Sono previsti Gruppi di lavoro tematici per favorire la partecipazione attiva di tutti i soci alla vita della Società.
19 - 21 Maggio 2011. Raccomandazioni della SIMM a favore di politiche per la salute della famiglia straniera, per indirizzare e sostenere processi di empowerment degli immigrati e per una specifica governance nazionale e locale.
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26 Gennaio 2012. Cosa sta succedendo all’Azienda sanitaria di Ragusa per l’assistenza agli immigrati? Per anni l’Azienda sanitaria della Provincia di Ragusa è stata particolarmente efficace nell’assistenza sanitaria a immigrati anche in condizione di irregolarità giuridica tanto da essere presa ad esempio come livello organizzativo in ambito di accessibilità e di specifico management. Ci sono però pervenute segnalazioni che dal primo gennaio 2012 sono stati chiusi gli ambulatori dedicati alla parte più fragile della popolazione straniera (ambulatori STP ed ENI), strutture che erano diventate riferimento per singoli e famiglie anche per la possibilità di interventi di mediazione linguistica e culturale. Proprio in un momento in cui la Regione Sicilia ha messo in campo un gruppo tecnico per produrre delle indicazioni, anche organizzative, per garantire a tutti accessibilità e fruibilità dei servizi, tale iniziativa di chiusura sembra in controtendenza con una specifica sensibilità istituzionale. A meno che ciò preluda a scelte organizzative più efficaci di cui daremo informazioni appena ne saremo a conoscenza.
22 Dicembre 2011. Fondato il GrIS Toscana. Considerata l’esperienza positiva dei Gruppi locali Immigrazione e Salute (GrIS), la SIMM (Società Italiana di Medicina delle Migrazioni) sta cercando di implementare questa esperienza in viarie realtà territoriali. A Firenze, circa un anno fa in un incontro con operatori interessati, si era sondata la possibilità e l’opportunità di un tale impegno: considerate le reazioni favorevoli si è deciso di costituire il GrIS Toscana. Il GrIS è una rete territoriale della SIMM ed ha come caratteristiche: autonomia negli obiettivi - comunque nel rispetto delle linee programmatiche statutarie della SIMM e delle Raccomandazioni congressuali - e nella organizzazione; libertà da ogni condizionamento politico e/o istituzionale; lavoro tra pari. Si è nell’ambito di una organizzazione scientifica ma che entra nel merito di scelte di politiche sanitarie che condizionano accesso e fruibilità del sistema sanitario da parte degli immigrati (regolari e non). La SIMM, in questo senso, vuole essere una rete di reti locali. Attualmente i GrIS sono attivi (in modo diverso e con diverso impegno) in: Lazio, Trento, Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Veneto, Campania, Bolzano, Sardegna, Sicilia. Giovedì 22 dicembre 2011 presso il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università di Firenze alcuni operatori di strutture pubbliche, di privato sociale e di volontariato hanno aderito all'iniziativa di dare vita al GrIS Toscana.
4 dicembre 2011. Linee operative per l’accoglienza sanitaria dei profughi in Friuli Venezia Giulia. Pubblicato sulla rivista dell'Ordine dei Medici della Provincia di Udine un articolo che riassume il lavoro di rete che fra estate e autunno si è svolto per attivare l'accoglienza sanitaria dei profughi e per fornire adeguate informazioni sulla questione, ottenendo anche l'emanazione di una circolare della Regione. Sollecitati da vari operatori dei servizi sanitari e degli enti locali, di fronte alle questioni poste dall’emergenza immigrazione creatasi a causa dei conflitti nel Nord-Africa, con il conseguente incremento degli arrivi via mare di cittadini stranieri non comunitari, il Gruppo Immigrazione Salute Friuli Venezia Giulia della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni “GrIS FVG – S.I.M.M.” e il Coordinamento degli enti attuatori del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo “SPRAR” del FVG “voikrucigo/crocicchio”, hanno avviato nei mesi scorsi una serie di incontri in varie sedi del territorio provinciale, per affrontare, insieme con i referenti dei Dipartimenti di Prevenzione e dei Distretti Sanitari, le criticità emerse a livello di erogazione della assistenza sanitaria, cercando di mettere a fuoco un percorso che, pur nel contesto emergenziale, permettesse di utilizzare le buone pratiche del “modello FVG di accoglienza di richiedenti la protezione internazionale”, strutturatosi in questi anni sul territorio regionale grazie ad efficaci sinergie tra istituzioni centrali, enti locali, aziende sanitarie e Terzo settore. Il risultato di questo lavoro comune è stato pubblicato nella rivista dell’OMCeO della Provincia di Udine.
24 novembre 2011. Diritto di scelta - Petizione per il rilascio di un titolo di soggiorno ai richiedenti asilo provenienti dalla Libia. Sono approdati sulle nostre coste durante il conflitto in Libia, per fuggire alle violenze o perché costretti ad imbarcarsi su pericolose carrette dalle milizie di Gheddafi. Oltre 25.000 richiedenti asilo sono ospitati all'interno del Piano di Accoglienza affidato dal Governo alla Protezione Civile. Centinaia di enti in tutta Italia, con modalità e standard disomogenei, stanno provvedendo alla loro ospitalità al di fuori del circuito del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Ma ogni sforzo, ogni risorsa messa a disposizione, ogni percorso di inserimento, rischiano di risultare vani senza la garanzia di un futuro, senza la prospettiva di un titolo di soggiorno che permetta loro di scegliere se stare o ripartire, se tornare in Libia o al proprio paese d'origine. Pur provenendo dalla Libia, sono nati in Somalia, in Eritrea, in Ghana, in Nigeria, nel Mali, nel Ciad, in Sudan, in Costa d'Avorio, in Bangladesh o in Pakistan, per questo rischiano di vedere rigettata la loro domanda d'asilo dalle commissioni territoriali che già stanno procedendo al diniego nella stragrande maggioranza dei casi. I ricorsi, molto onerosi, non saranno comunque in molti casi sufficienti, così, dopo aver subito la violenza delle torture libiche o la minaccia dei bombardamenti, il destino di migliaia di persone rischia di essere l'irregolarità. Non possiamo permettere che nelle nostre città, nei quartieri e nelle strade che abitiamo, sia ancora una volta alimentato lo spazio d'ombra della clandestinità, consegnando migliaia di donne e uomini allo sfruttamento o ai circuiti della criminalità. Per questo, chiediamo l'immediato rilascio di un titolo di soggiorno umanitario attraverso l'istituzione della protezione temporanea (art 20 TU) o le altre forme previste dall'ordinamento giuridico. Una questione di dignità, di democrazia e di giustizia.
28 ottobre 2011. La SIMM ha aderito alla campagna ‘L’Italia sono anch’io’. La SIMM ha aderito alla campagna ‘L’Italia sono anch’io’ che promuove due proposte di legge a iniziativa popolare relative ai diritti dei migranti. In particolare si ritiene che la proposta di Nuove norme sulla Cittadinanza, riconoscendo ad ogni nuovo nato in Italia il diritto ad esserne cittadino, attenga direttamente ai propri obiettivi di promozione della salute come diritto umano al completo benessere fisico, mentale e sociale, come ribadito, nel maggio di quest'anno, dalle "Raccomandazioni finali dell’XI Congresso della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni” e dai più recenti documenti dei pediatri italiani. Il GrIS Piemonte ha diffuso tale iniziativa ed il GrIS Friuli Venezia Giulia ha prodotto un documento di sensibilizzazione dal titolo “Anagrafe e cittadinanza: Bambini irregolari?”.
19 ottobre 2011. Primi dati dell’Osservatorio sulla Prescrizione farmaceutica della popolazione immigrata. La SIMM e la SIFO (Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie), con la collaborazione con il Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Prevenzione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità, il Consorzio Interuniversitario e centro di supercalcolo Cineca ed il Consorzio Mario Negri Sud, hanno dato vita all’Osservatorio sulla Prescrizione farmaceutica della popolazione immigrata. Si tratta del primo progetto in Italia di questo tipo e, ad oggi, sono state coinvolte 39 Asl in 9 Regioni per un totale di più di 10 milioni di pazienti (italiani e stranieri) assistibili; esso mira ad evidenziare le variazioni qualitative e quantitative nell’accesso ai farmaci erogati a carico del Servizio Sanitario Nazionale tra le diverse popolazioni di immigrati e italiani e soprattutto a far emergere, dal confronto con i dati epidemiologici, i bisogni inevasi, anche alla luce delle differenze nei livelli e nell’organizzazione dell’assistenza sanitaria delle Regioni coinvolte. A Firenze, nel corso del 32° Congresso Nazionale della SIFO, sono stati presentatati dei dati preliminari raccolti per verificare una metodologia di lavoro che possa utilizzare il farmaco come 'tracciante' dello stato di salute delle persone, con riferimento agli immigrati: circa il 15% della popolazione italiana riceve più di 10 farmaci nel corso di un anno, invece il 50% degli immigrati solamente uno incidendo sulla spesa farmaceutica complessiva solo per il 2%. Ancora una volta si è constatato come la differenziazione delle politiche regionali sul farmaco, indotta dal decentramento e dalla conseguente responsabilizzazione delle Regioni sull'eventuale disavanzo rispetto alle risorse necessarie per la sanità, sta creando disuguaglianze tra cittadini italiani ma ancor più tra gli immigrati presenti nel nostro Paese nei livelli di assistenza e continuità delle terapie.
14 settembre 2011. Indicazioni per l’applicazione della normativa sull’assistenza sanitaria agli stranieri (comunitari e non). Pubblicato il documento: "Indicazioni per la corretta applicazione della normativa per l’assistenza sanitaria alla popolazione straniera da parte delle Regioni e Province Autonome italiane". Si tratta del primo documento elaborato congiuntamente dai tecnici delle Regioni e P.A. in collaborazione con il Ministero della Salute, con la Società Italiana di Medicina delle Migrazioni e con l’INMP. Con il coordinamento dell'Osservatorio Diseguaglianze della Regione Marche, il documento raccoglie in modo sistematico le regole per l’erogazione dell’assistenza sanitaria agli stranieri presenti in Italia ed è finalizzato a ridurre le difficoltà degli operatori nel loro lavoro quotidiano, a garantire il rispetto della normativa vigente riducendo le barriere burocratiche nell'accesso ai servizi della popolazione straniera. E’ il tentativo di uniformare a livello nazionale le procedure locali in un’ottica propria della sanità pubblica che non può che essere inclusiva.
1 settembre 2011. Pubblicate le “Linee guida per l’accoglienza dei richiedenti e titolari di protezione internazionale in condizione di vulnerabilità”. Il volume è stato realizzato con la partecipazione della SIMM in collaborazione con alcuni dei principali enti di tutela dei diritti umani operanti in Italia, in un progetto che ha avuto come capofila la Provincia di Parma. Il lavoro, finanziato dal Fondo europeo per i rifugiati, è stato presentato in un incontro che ha preceduto il XI Congresso della SIMM di Palermo nel maggio scorso. Nel volume sono state individuate possibili linee guida per garantire ai soggetti in condizioni di maggiore vulnerabilità un’accoglienza effettivamente capace di rispondere alla complessità dei bisogni di cui sono portatori e di garantire in tal modo un diritto inviolabile, che non dovrebbe ammettere deroghe. Risposta ai bisogni e tutela dei diritti per tutti e per ciascuno, fuori da ogni retorica, sono infatti a tutt’oggi, obiettivi non ancora pienamente raggiunti.
30 agosto 2011. Pubblicato un Rapporto Istisan sul percorso nascita delle donne straniere in Italia. Il Ministero della Sanità, nel piano sanitario nazionale del 1998-2000, ha introdotto il Progetto Obiettivo Materno Infantile (POMI) come tematica di rilevanza strategica. L’Istituto Superiore di Sanità ha avuto il compito di aiutare le unità sanitarie locali ad implementare le raccomandazioni del POMI nel proprio territorio per quanto attiene il percorso nascita e di valutare specificamente l’assistenza al percorso nascita delle donne straniere. Nell’ambito di questo progetto, nel 2009, sono state condotte, in collaborazione con 18 centri nascita, due indagini, una qualitativa l’altra quantitativa con l’obiettivo specifico di valutare l’assistenza pre e post natale delle donne straniere e il loro vissuto. Gli indicatori assistenziali ospedalieri risultano simili tra italiane e straniere mentre differenze emergono nell’assistenza pre- e post-partum. Si rileva per le donne immigrate una generale carenza di informazioni e una minore capacità di usufruire delle opportunità assistenziali. Il consultorio familiare si configura come un importante servizio di riferimento per le donne straniere. Emerge l’opportunità di una organizzazione operativa dei servizi assistenziali che, nell’ottica dell’"offerta attiva", garantisca continuità assistenziale, presenza di mediatrici culturali, adeguata formazione del personale negli aspetti della comunicazione e dell’informazione (da ISS).
Giugno 2011. Sorveglianza sindromica nella popolazione immigrata. A seguito dell’aumentato afflusso di migranti sulle coste italiane conseguente alla situazione di instabilità geopolitica del Mediterraneo meridionale, è stata attivata dal ministero della Salute e dall’Istituto superiore di sanità (Iss) una sorveglianza sindromica presso i centri di accoglienza distribuiti sul territorio nazionale. L’obiettivo principale è rilevare precocemente qualsiasi evento che possa rappresentare un’emergenza di salute pubblica e organizzare una risposta tempestiva e appropriata. I dati sono raccolti per 13 sindromi insieme con i denominatori (popolazione ospitata nei centri) stratificati per classe d’età da ciascun centro. Il protocollo operativo, elaborato dal ministero della Salute e dal Cnesps-Iss, in collaborazione con le Regioni è disponibile sul sito del ministero della Salute. A fronte di una così specifica attenzione sulle malattie, ci sembra molto debole l’attenzione sulla qualità dell’accoglienza, sulla progettualità di/con queste persone e sull’accessibilità ai servizi, anche sanitari. La tutela della salute passa inevitabilmente proprio da quest’ultimi “determinanti” (SG).
5 aprile 2011. La SIP (Società Italiana di Pediatria) e la SIMM insieme per tutela del minore straniero.
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